martedì 27 giugno 2017

Sintesi di una pseudo-rivoluzione progettata©

Di Mary Blindflowers©
Profilo costruito, pastello su carta by Mary Blindflowers©


E resiste il bluff mediatico che consuma le coscienze, resiste ed inganna oggi come ieri, si presenta bene, in vesti dorate, ammantate di fresco e finto anticonformismo, sorriso sulla bocca oppure pseudo-rabbie che fingono di scaturire da una volontà di modificare le cose, ma in realtà fanno parte di un sistema immobile da sempre. Così accade che nascano le favole. Personaggi ambigui popolano il piccolo schermo italiano, gente palesemente raccomandata, baciapile, persone militanti per anni dentro associazioni cattoliche e partiti politici, che poi ad un certo punto della loro carriera, vuoi per incentivare la vendita dei loro capolavori di alta letteratura mondiale, vuoi per far parlare sempre e solo di sé, diventano alternativi e perorano con toni accesi una causa sociale, mettendo in piazza ciò che tutti già sanno e dicono, oppure criticando un libro che tutti già conoscono come pessimo. Così dicendo che l’acqua calda è calda, che l’uccello forse vola e che la mamma è sempre la mamma, la ruota del privilegio travestito da anticonformismo gira e gira come pale d’altare semovente sulle programmazioni di una televisione fortemente politicizzata. E tuttologi col cranio sotto il braccio poi riportano la notizia sui social inneggiando alla rivoluzione di quello scrittore, di quel nuovo straordinario pensatore (di cui non hanno letto nulla), che dagli scranni RAI, difenderebbe ciò che va difeso, tutelato, direbbe la verità nuda e cruda, senza paura del sistema di cui fa parte. Che la verità proclamata a gran voce poi la sappiano già tutti e sia stata detta e ridetta anche da altri, poco importa, se il pesce sotto la doratura fragrante e profumata è marcio, all’italiano medio non importa, perché fare due più due? A che scopo? Perché cambiare le cose? Si sta così bene, seduti sul divano, con la testa sotto il deretano a guardare la tv della rivoluzione. Lo sanno tutti per esempio che in RAI non entra chiunque e con regolare meritocratico concorso, però nonostante questo l’utente accomodato e ipnotizzato continua a credere ai bluff mediatici. Così eminenti teste d’uovo ci illuminano dal piccolo schermo su quello che dobbiamo e non dobbiamo fare, su chi sarebbe giusto votare, sul dio in cui dovremmo credere, insomma è tutta un’illuminazione a giorno pieno. La scrittrice e il giornalista che stanno in Rai in virtù di un partito o magari dell’associazione cattolica così ben ramificata, diventano all’improvviso dei veri e propri eroi della rivoluzione di Pirro, dei Don Chisciotte carburanti a mancia, pagati per far parlare di sé, pagati per fingere di essere alternativi, per parlare contro un sistema che li foraggia, con argomenti innocui spacciati per corrosivi.
Che bella cosa la reazione che finge di essere rivoluzione, che bella cosa l’Italia in cui tutto ciò che mostra luce fatua e ti scuce la coscienza è oro pieno, salvo poi fare uno più uno che nel nostro mondo degli acefali balocchi a sintesi di pseudo-rivoluzione progettata, farebbe sempre inesorabilmente e tristemente uno.

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