giovedì 13 aprile 2017

Storie ordinarie di mosche©

Di Mary Blindflowers©



Un due tre bum!

Allo scoppio della bomba alcuni soldatini mantengono un silenzio da tomba, altri scappano, altri non sanno bene che fare, solo i più coraggiosi, con i loro elmi lucenti che brillano al sole, rimangono. Sono i puri, gli incontaminati. E così, sparuti e magari anche un poco disgustati, si trovano ad assistere allo spettacolo più comune del mondo, un curioso gioco di entomologia.

Avete presente le mosche?

Sì, insetti neri poco graditi ai più, quelli che si posano su tutto quello che trovano e in particolare su scarti altrui.

Prendete delle mosche nere e lustre, provate e metterle sotto una piccola campana di vetro spesso. Le vedrete inizialmente agitarsi, cercare aria, cozzare contro le pareti del vetro e poi posarsi sul fondo per respirare meglio. Provate ora a mettere dentro la campana un piccolo pezzetto di carne o un piccolo insetto putrefatto, un'esca insomma... Tutte e dico tutte le mosche si affolleranno sopra quel pezzo di carne, compulsive vorranno divorarlo e faranno a gara per mangiare, si lisceranno le ali per avere più spazio e dimenticheranno, nella foga di divorare l'innocente, certi particolari apparentemente trascurabili, quasi insignificanti per l'occhio non allenato, dimenticheranno, tra le altre cose, per esempio, che non tutte le mosche sono di colore nero e che oltre la campana di vetro c'è un mondo che non conoscono. Oh, ecco una mosca bianca. Una piccola mosca bianca con certe capacità di preveggenza, che guarda, ma non si trova dentro la campana, non si trova dentro nessuna campana, sta lì fuori, sic et simpliciter e con serafica pazienza si gode lo spettacolo delle mosche nere che pensano di aver divorato l'innocente, mentre hanno soltanto mangiato rumorosamente la propria anima nera. Gli insetti sono il più comune spettacolo del mondo. 



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