venerdì 14 aprile 2017

Storia di Beppe Rotelle©

Di Maria Concetta Giorgi©


Si chiama Giuseppe D’Ursi, conosciuto come Beppe Rotelle, ha la sua casa a Capocolle di Bertinoro, nell’entroterra romagnolo, ma vive per strada a Cesena, Cesenatico e luoghi limitrofi. E' un disabile, non può camminare, un’ernia operata da un non-dottore in una struttura invece riconosciuta, e Beppe è rimasto in sedie a rotelle. E’ un uomo forte, che ha carattere, non si dispera facilmente. L'ho incontrato al mercato di Cesenatico e mi ha raccontato come vive, perché in effetti ci sono molti modi di vivere. Per alcuni la vita scivola via con gran facilità, soldi, salute, amore, fortuna, per altri la vita va conquistata un pezzettino alla volta, come se vivere fosse un campo di combattimento continuo o una trincea. Lì ad aspettare che qualcosa cambi stando sempre attenti a come muoversi, lì a sperare che prima o poi ci sia la possibilità di uscire dall’impasse e che una volta usciti, il mondo fuori si sia sensibilizzato, sia entrato in empatia verso chi soffre.

Beppe abita nel garage della sua abitazione a Capocolle, al primo piano non può più salire da quando è in carrozzina. Non ha l’energia elettrica per vicissitudini con l’azienda fornitrice, ha una pensione minima. Si mette un capello da clown e gonfia i palloncini per i bambini, lo fa per poter racimolare qualcosa, briciole…
E' sempre solare e sorridente, ha voglia di vivere. Sì, ha voglia di vivere.
Vuole dormire a casa sua Beppe, non dormire in stazione o a casa di chi può ospitarlo.Vuole tornare a Capocolle con i mezzi pubblici. Tutto normale, lecito, se non fosse che i mezzi pubblici lo lasciano per strada il più delle volte, non ci sono le fermate abilitate a scendere o a salire. Vuol dire che quando Beppe torna a casa sua, a Capocolle, non può scendere perché la fermata non è abilitata, vuol dire che deve scendere 7 km dopo, a Forlimpopoli, e poi ritornare indietro con la sua sedia a rotelle.
Sono 16 anni che vive così.
La zona del riminese ha le fermate abilitate, la zona del forlivese no per molte di esse. Cervia è inaccessibile, Ravenna e Faenza sono ugualmente difficili da raggiungere, pure Cesenatico ha fermate non abilitate. Proprio oggi Beppe, arrivato a Capocolle, non poteva scendere, l’autista gliel’ha concesso dicendo che non si assumeva nessuna responsabilità fosse accaduto qualcosa. Nell’autobus Beppe ha chiesto aiuto ad alcuni ragazzi, non l’hanno aiutato, è sceso da solo con mille difficoltà nell’indifferenza più assoluta.
Beppe si vuole comprare una piccola telecamera di quelle che usano i ciclisti e che si mettono sul casco, vuole riprendere i volti delle persone quando lo incontrano. La gente assume gli atteggiamenti più vari, c’è chi lo saluta calorosamente, chi gli dà la mano, chi lo guarda con la faccia schifata, chi si secca, chi fa le corna…

I Servizi sociali non lo aiutano, ha la casa di proprietà e questo basta per essere lasciato a se stesso nel garage, o per strada.

Ai politici di Cesenatico (Beppe lo conoscono tutti), si è rivolto, ma non ha ottenuto nulla, gli avevano promesso una sedia a rotelle manuale, ma non è arrivata, viaggia su una sedia elettrica ormai usurata.
E i politici sono tanti, PD, il nuovo 5 STELLE… 

Ma a Beppe non manca la voglia di vivere, lui viaggia…

Lo cacciano se si posiziona davanti ai negozi perché la sedia a rotelle imbarazza e ingombra, poco importa se sopra c’è un essere umano.
Non può accedere ai servizi igienici dei bar, se prima non ha consumato…

Dalla Congrega dei velisti di Cesenatico, sulla spiaggia, durante l’estate è stato allontanato, una sedie a rotelle con un disabile sopra dà fastidio e provoca sdegno e irritazione.

Ma a Beppe non manca la voglia di vivere…
A me la voglia di vivere sarebbe andata via da un bel pezzo…

Via chat gli ho chiesto cosa avrebbe voluto dal Comune di Cesenatico, ecco la sua risposta: “A Cesenatico, vorrei salire e scendere liberamente dagli autobus, poter usufruire delle spiagge libere liberamente, dei servizi igienici, entrare in alcuni locali, usufruire dei traghetti del canale, salire sulle varie barche trasformate in locali galleggianti, insomma vivere una vita come gli altri.” Ha poi aggiunto: “D’inverno vivo spesso nelle stazioni, d’estate più semplicemente vivo ovunque”.


“Più semplicemente”… incredibile come la vita sia per lui ancora semplice a parole, come riesca ad esprimersi così. 
Ora però Beppe ha momenti di sconforto, di crisi, mi ha detto che non ha più voglia di fare il clown e far ridere i bambini.
Credo che ogni commento sia superfluo, che troppa retorica danneggi.

Occorre agire.

Il Sindaco di Bertinoro, Gabriele A. Fratto, è un giovane sindaco, ha 27 anni e molta voglia di fare, mi ha già risposto in privato alla fine del 2106, e la disponibilità ad aiutare Beppe ce l’ha, nel 2017 metteranno a posto la fermata bus di “Capo Colle”.

E’ vero? Siamo in Aprile 2017… 
Sindaco, manterrai la promessa? E’ così difficile abilitare quella fermata di Capocolle? 
Mi domando: “Devo forse aiutare Beppe chiamando le Iene o Striscia la notizia?
Devo farlo? Io sono pronta, la parola non mi manca.
E Beppe quante volte dovrà fermare il traffico a Capocolle, sulla via Emilia, per avere attenzione?
Un uomo conquista il suo spazio quando viene rispettato, quando quello e chi gli sta attorno, lo aiutano a realizzarsi.
Non servono le finzioni, e non servirà neppure che dopo questo articolo vengano fatte le solite promesse. Sono 16 anni, 16 lunghi anni di attese. 

A Beppe non servono menzogne, ne ha già passate abbastanza, a Beppe serve, come a tutti noi, trovare un posto in questa vita, dargli senso.

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