martedì 21 marzo 2017

La mia pigione è il nulla©

Di Mary Blindflowers©
Foto Mary Blindflowers©


La mia pigione muta è il nulla

come vetro su pioggia caduta,

voi invece,

sì, voi,

voi siete tuttopieno,

cielo aperto a ripetizione di serenostentato

voi, voi,

siete la luce che illumina il senso,

la Maddalena che lucida i piedi del Cristo,

ma che volete,

la mia pigione è il nulla,

stagionelutto, mefisto,

teschio dimenticato nell'armadio a muro,

scalzato dall'oscenità della lingua

che preme dove il padrone già visto, siede,

voi, sì, dico a voi,

siete prede e lo sapete,

io sono solo un piccolo ingenuo che siede.

E sapete perché?

Me lo chiedete?

Perché la mia pigione è il nulla.

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1 commento:

  1. Di nuovo antitesi tra sé e la massa cattocomunista adorante i falsi miti della sofferenza e del riscatto post mortem e la poetessa si esalta negli ossimori, neologismi e paradossi (vetro su pioggia caduta in ribaltamento dell’attesa pioggia caduta su vetro, serenostentato anziché sereno stellato) e nella demolizione dei totem sacri alle sue controparti (l’illuminazione salvifica che coarta e sublima la sessualità, l’asservimento muliebre al maschio sposo) cui contrappone una sorta di fidelizzazione al nichilismo, alla disperazione, al mammonismo. Ai potentati scaltri ed ipocriti Mary obietta la genuinità del suo entusiasmo indomito pur nella cognizione del pericolo di esserne schiacciati. Il tutto sempre col filo forte del tessuto tecnico asimmetrico delle assonanze disseminate nel corpo del componimento (pigione/ripetizione/pigione/padrone, muta/caduta, tuttopieno/Maddalena, siete/siete/sapete/sapete/chiedete, Cristo/mefisto/visto, dimenticato/scalzato, siede/prede/siede)

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