lunedì 6 marzo 2017

Editoria e finte recensioni©

Di Mary Blindflowers©

Il bosco, smalto su carta satinata, Mary Blindflowers©


Il Signor X un giorno si sveglia di buon mattino e riceve la telefonata del Signor Y: 

Ciao X, come va? 

Tutto bene, e tu?

Bene, bene. Tua moglie?

In ottima forma.

E i bambini?

Tutto bene.

Senti... io ti ho chiamato perché un amico ha pubblicato un libro di recente...

Ah, che libro?

Un saggio storico.

Capisco...

Se vuoi te lo mando in recensione, magari una segnalazione sul giornale per il quale scrivi sarebbe cosa gradita.

Non ho tempo di leggerlo.

Allora tieniti sul generico, insomma, è un amico...

Va bene, vedo cosa posso fare. Dammi i dati, titolo, editore, nome di questo tuo amico che poi ci penso io...

Il Signor X telefona al Signor Z: 

Z, ciao, è fatta, la recensione te la fa.


Questa conversazione può sembrarvi assurda ma è ciò che accade nel dietro le quinte delle recensioni.

E' davvero avvilente dopo anni che ho a che fare con l'editoria, constatare che una recensione su cartaceo la maggior parte degli scrittori se la procura tramite amici che conoscono amici giornalisti che, nel 90 per cento dei casi, la recensione la scrivono mantenendosi sul generico, dato che il libro dell'amico dell'amico, non lo leggono nemmeno. Tutto si riduce ad un meschino scambio di favori. Questa è cultura? Per me è mafia che penalizza chi non conosce nessuno e avvantaggia l'upper class.
Così accade che opere che sicuramente meriterebbero più attenzione, vengano completamente ignorate. Il meccanismo mafioso della finta recensione è più frequente di quanto si pensi, e interessa anche giornali a tiratura nazionale. La mafia non è solo quella che uccide o spaccia droga o fa prostituire le donne, la mafia è anche quella di chi mente, non ha onestà intellettuale e spaccia lampadine per centrali elettriche. 
Il pesce infatti puzza dalla testa. 
E ogni volta che leggerete una recensione piantata sul terreno del generico, pensate se possa essere autentica o falsa e cosa possa esserci dietro. Magari una telefonata...

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