martedì 21 febbraio 2017

Chiudono le librerie©

Di Maria Concetta Giorgi©

Foto Mary Blindflowers©

Chiudono le librerie, quante cose si potrebbero dire, ma l’ovvia sconfitta dell’intelligenza è quello che fa più male. Le librerie chiudono, il mondo di carta dà un segnale.


Entri in una libreria e non sei tu a guardare i libri, sono loro che ti scrutano.
Stabiliscono il lettore, lo adocchiano (è sempre una questione di occhi), lo osservano, e qui i libri “gialli” fanno il loro lavoro, lo studiano infine.
I libri sono sempre pronti a partire, sanno che una volta scelti dal lettore, entreranno a far parte di un nuovo universo, l’universo di un’altra mente.
Quando si apre la porta di una libreria, il silenzio è apparente, se ci si mette in ascolto aggirandosi tra le corsie e gli scaffali, il chiasso diventa evidente.
Qualche libro si raddrizza, qualcuno rimane steso, altri fanno sentire il fruscio delle loro pagine. Il lettore si gira o si aggira attento, a volte è riservato, a volte è furtivo. Se è un lettore furtivo forse cerca proprio un libro “esposto”. Tutti i lettori sono inseguiti da un’arietta gentile che soffia loro sul viso, è l’aria della conoscenza il soffio vitale che ti permette di capire.
Accade un miracolo ogni volta che un autore pubblica e che il suo capolavoro arriva in Libreria.
Con riverenza i libri fanno posto all’ultimo arrivato, lo ossequiano, lo ammirano, lo incoraggiano… Tutto è così straordinariamente vivo, che la meraviglia e lo stupore, diventano prodigio.
Un bimbo, un giovane lettore, o uno più in là con gli anni, che decida di avventurarsi all’interno di un così magnifico mondo, sa già che ne uscirà cambiato. Un libro lo avrà scelto e per un po’ i due saranno una cosa sola.
L’uno saprà tutto dell’altro, poi il libro letto entrerà nella dimensione della memoria e potrà stare a riposo aspettando il suo nuovo lettore.
Il rapporto e lo scambio diventano reciproci, libro e lettore si complementano (l’autore del libro ovviamente è al settimo cielo).
Dimenticavo una figura importante in tutto questo “girone” di libri che stanno sopra e sotto i nostri giorni, è una figura discreta, molto garbata, sicuramente ferrata.
Ecco l’Editore che si mette in campo (e chi si espone rischia sempre), affinché il libro abbia la sua collocazione, a volte lo stampa a sue spese e con le sue straordinarie capacità ...
A questo punto la meraviglia ha preso forma, l’incanto pure, i libri profumati sono pronti a deliziare il lettore in cammino.
Cammina cammina, la ripetizione è d’obbligo come le favole insegnano, il lettore entra in libreria…
Che strazio!
Scaffali vuoti, niente profumo, né fruscio di fogli, l’arietta non arieggia, una polvere insistente la sostituisce…
Non si vede più niente.

Se le librerie chiudono, chiudono gli occhi anche i libri, li chiude la gente.




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1 commento:

  1. Una visione desolante cara amica dopo un inizio così...sfavillante e che lascia tanto amaro in bocca. Una riflessione che oggi dovrebbe trovare invece un numero sempre maggiore di ascoltatori. Un libro, sapiente, divertente, straziante, intrigante, per piccoli, giovani o adulti, è sempre un pezzettino di cuore che man mano si porta via negli anni tutto quel bagaglio di conoscenze che prima avevamo appreso...Non resterà nulla se non la polvere lasciate "..alle ortiche di deserta gleba.."

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