martedì 17 gennaio 2017

Riprende fiato©

di Feffo Porru©

Opera di Feffo Porru©


Riprende fiato uno scirocco, asmatico

affannoso e secco tra i rami derubati

in una foresta arrossata d’autunno.

Un muschio di rame è tappeto del suo spirare

mentre nuvole zingare, leggono

il palmo di un giorno spettinato a oriente.

La tramontana nascosta tra muretti a secco

aspetta la sera per scrollarsi di polvere

d’umido e coprirsi d’aghi di smeraldo

di pini radicati al granito.

Io non ascolto la vibrazione delle folate

per lasciarmi assorbire dall’imbrunire

in un letargo scavato da cigolii di nuvole arrugginite

che chiudono il mio confine amniotico:

bosco sonnolento sulla miniera morente

abbandonata alle raffiche dei fantasmi.



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1 commento:

  1. Maria Concetta Giorgi17 gennaio 2017 21:29

    Disteso ad ascoltare le nuvole tra il caldo di uno scirocco che ruba le foglie ai rami, tappeti di verde, “muschio di rame” e “foreste arrossate”. Tramontana tra i muretti a secco, soffia di sera per togliere polvere e umido. Terra da ricordare, luoghi che trasmettono le vibrazioni del vento…
    Poesia di rumori e folate, senso del tormento, di un vuoto chiuso nel “confine amniotico”.
    Su un bosco che si abbandona al sonno, si aggirano solo le ombre e vortici di nuvole che “cigolano come arrugginite”… eppure il poeta apparentemente non ascolta quello che accade, si lascia “assorbire dall’imbrunire”, il ritorno alla terra è straordinario, tutto un ciclo in questa poesia si compie.
    Grazie, Maria Concetta Giorgi

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