venerdì 20 gennaio 2017

Conversazioni di cigni indolenti©


©François Nédel Atèrre, 07.12.16

Ph : "Bolshaya Neva, 2016" - Francesco Miti

Foto Mary Blindflowers©

Non c’è processo stasera, il diffamato 

gira per strada con le mani in tasca,

fischiettando. 

L’anziano vescovo, col volto acceso 

dalle candele, scruta pergamene, 

ma non ha formule da pronunciare, 

"testis unus, testis nullus".

Il soldato, con la strana uniforme 

e l’elmo ornato da piume, non preme

alle mura della città, non uccide 

l’improvvisato straccione che si arma, 

né scalcia l’animale detestato,

per il contagio, in capanna e stambugio.

Non c’è neppure un suono, 

canzone antica, o accordo da strumento 

di legno curvo, che adesso accompagni

su questo ponte, in piedi da millenni, 

solo la luce accecante, fumosa 

dei lampioni –alberi strani, che ardono sempre-

che suggeriscono sagome ai muri

di persone.

C’è solo l’acqua da guardare, che scorre 

sempre allo stesso ritmo, verso il mare 

lontano, lucida e gelata, e che sostiene

conversazioni di cigni indolenti.





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