martedì 6 dicembre 2016

Tumore al seno e prevenzione©

Di Chiara Bezzo©

Foto Chiara Bezzo©


Non è mai facile attendere. Sia nel bene che nel male. L'attesa, sia essa per ciò che riguarda un avvenimento piacevole o meno è sempre pesante. Non filosofeggerò oltre, raccontando la mia esperienza.
Ho eseguito uno screening al seno e, non avendo problemi evidenti, quando mi è stato comunicato che per ricevere l'esito avrei dovuto attendere quaranta giorni non mi sono preoccupata.
Quindici giorni fa sono stata chiamata telefonicamente dall'ospedale poiché la mammografia richiedeva approfondimenti. La mattina seguente sono stata sottoposta a prelievo con un ago aspirato e non mi dilungo sui vari punti oscuri che per i quali erano stati richiesti nuovi esami. Avrei dovuto attendere dieci giorni lavorativi per ottenere l'esito.
Non è stato un periodo facile per me. La mente in occasioni simili elabora in negativo i pensieri. Io ero quasi certa che l'esito fosse infausto. Pensavo al percorso che avrei dovuto intraprendere e agli ostacoli che mi si sarebbero parati di fronte. Nonostante tutto ho cercato di non farmi soffocare dall'ansia anche se percepivo la triste consapevolezza che avrei dovuto eseguire il controllo mammografico prima e non attendere i sedici mesi che mi avevano distanziato dalla precedente.
Non sono stati giorni facili nonostante sapessi perfettamente che oggi questa malattia nella stragrande maggioranza dei casi si vince.
Ieri finalmente l'ospedale mi ha telefonato rassicurandomi. Mi è stata riscontrata una patologia benigna che richiede soltanto dei controlli di routine.
Ora, riflettendo a mente libera, mi rendo conto che lo screening (anche nel caso fossi stata malata) mi avrebbe salvato la vita. Oggi di tumore al seno non si muore quasi più. Ora esistono i mezzi per riscontrarlo in forma cellulare e non possiamo trincerarci dietro scuse o attenuanti per non effettuare gli esami preventivi. I controlli annuali sono determinanti per diagnosticare la patologia tumorale al suo nascere; con gli strumenti odierni ogni piccolo cambiamento è individuato a livello cellulare. Attualmente si guarisce perfettamente e, nonostante i quindici giorni vissuti con ansia terribile, sono consapevole che avrebbero potuto delineare la differenza tra la vita e la morte.


RICORDIAMOCELO

La prevenzione annuale innanzitutto. Non abbiamo più scuse. Non temiamo gli esami perché non soltanto possono salvare la vita di una donna ma anche di tutte le persone che le vogliono bene. Facciamo i controlli per noi e per i nostri figli che non possono perdere una madre per una malattia che non uccide più.




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