martedì 6 dicembre 2016

Sprècodio©

Di Mary Blindflowers©

Sprècodio, carboncino su carta, Mary Blindflowers©


Lo sprècodio è nume buttato

tra gli spini buoni dell'esantemato,

ferino centrifugato d'indecenza,

messa greve d'infelicità,

tronfi cinguettii dell'avversativo ma

finché sei vivo

c'è sempre luce e sacro fuoco

oltre la cortina d'indecenza pienaria,

sta a te renderla solo un poco

più vicina,

meno plebiscitaria

al lucore dei polmoni gonfi.



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1 commento:

  1. Che filo conduttore rintracciare in questa eiaculazione lessicale sperimentale di Mary ondeggiando tra giunzioni bivalenti nei lemmi, accoppiamenti aggetivo-sostantivali apparentemente antipodici (spini buoni, messa greve, tronfi cinguettii), fraseologia sanitaria participizzata (esantemato), sinestesie fono-grammaticali (tronfi cinguettii dell'avversativo) e foto-anatomiche ( lucore di polmoni gonfi), semi-blasfemie di assonanze inventate (i"ndecenza pienaria" a fronte dell'attendibile "indulgenza plenaria")? Meglio non avventurarcisi, poiché la pienezza semantica del percorso è proprietà dell'autrice. Va ribadito il taglio intelligentissimo delle asimmetrie nelle sue rime saggiamente dosate e allungate nel loro celarsi e rivelarsi altalenante. L'odore dell'acido muriatico che promana dall'indignazione verso tutto ciò che è sovrastruttura e pregiudizio è permanente anche in questo conato sperimentale e i destinatari si intravedono proprio nell'ambiguità lessicale volutamente ricercata (spreco-odio o spreco- Dio, nume, indecenza pienaria). Mariano Grossi

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