venerdì 16 dicembre 2016

L'uomo e la morte (Da La meridiana dell'anima)©

Di Cosimo Dino-Guida©


Il tempo, tecnica mista su carta, Mary Blindflowers©

«Buongiorno signora, vorrei che mi scusasse se la ricevo così, in letto… non sono rasato, vede, sono così debole».

«Oh, di questo non si curi, ne ho visti altri che molto peggio di lei d’aspetto si mostravano».

«Io, mi scusi, ma non rammento d’averla mai conosciuta, forse… sarà la debolezza, ma la memoria s’infiacchisce!».

«Lei non mi ha mai vista, eppure sapeva della mia esistenza. Da quando è nato, ogni momento l’ho accompagnata».

«Signora, che dice! Io sono un pover’uomo, e vecchio; lei è così giovane, elegante e bella. Perché è venuta a occuparsi di me?».

«Da sempre io assolvo un compito, molti lo dicono sgradevole, talvolta lo è, che risolve i problemi di ogni uomo, sopra ogni altro di coloro che per malattia o altro soffrono».

«È medico lei?».

«Il medico aiuta a tenere in vita. Io…».

«Lei? La prego, mi dica».

«È certo di non avere compreso?».

«Forse ho capito, ma vorrei non fosse».

«È».

«Prima o poi doveva toccarmi. A pensarci bene, visto come sono ridotto…».

«Bravo, comincia a capire. Vale la pena soffrire ancora?».

«No, anzi, Andarmene… per tanti sarebbe una liberazione, ma è il dopo che mi spaventa».

«Mi ascolti. Le è mai successo di avere un po’ di curiosità? Di voler sapere cosa o chi si nascondesse dietro una porta chiusa? Morire… Dio, non avrei voluto dirlo, mi scusi…».

«Vada avanti. Morire? …».

«Morire è aprire una porta chiusa, e andare a vedere cosa c’è dietro».

«Ho capito. Cosa devo fare?».

«Niente. Chiudi gli occhi e sorridi. Sei a posto con te, e chi rimane lo vedrà da quell’ultimo sorriso».


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