sabato 17 dicembre 2016

Ciò che si vede©

Di Mary Blindflowers©


The mirror, pastello su carta, Mary Blindflowers©


Ah!

I mobili nascondono segreti,

lettere e ragni giganteschi

tra un interstizio e l'altro

di polvere concentrica,

linfopoiesi di tempo,

vibrate ragnatele di mimesi al tatto

che generano

storia antilucida d'attese,

ma

ciò che si vede

non è mai causa

per cui il mondo cede.


(Da Controluna©)

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1 commento:

  1. Ancora un lacerante grido di ribellione contro ipocrisie, opportunismi e fariseismi abilmente incapsulato nella simbologia metaforica degli armadi, teche antonomastiche degli scheletri di ognuno; ciò che non è manifesto nell’interlocuzione tra esseri pensanti è inevitabilmente anticamera di doppiezza, falsità e doppiogiochismo e l’autrice lo esterna con reiterate metafore ed allegorie allusive (l’aracnide, animale quant’altri mai bavoso, che col prodotto del suo apparato endocrino avviluppa i suoi nemici per sopravvivere, il pulviscolo, emblema dello sporco e della trascuratezza) in coda alle quali la svolta avversativa introduce la sconfortata presa d’atto del carico di tenuta davvero ragnatelico del mondo di fronte alla trasparenza, alla drasticità dell’approccio più puramente evangelico (“Le vostre parole siano Sì! Sì! No! No!”): la realtà quotidiana, intrisa di scheletri, insetti carnivori e sporco, fa corazza impenetrabile di fronte alla schiettezza e alla sincerità di chi opta per il ”Frangar, non flectar!”. Il tutto tecnicamente gestito ancora una volta col refrain delle assonanze studiatamente asimmetriche (linfopoiesi-mimesi- attese; vede – cede)

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