giovedì 3 novembre 2016

La matematica dell'amore di Roby Guerra©

Di Riccardo Roversi©



«We can be heroes, just for one day» afferma il ritornello di una fra le più belle e significative canzoni del mai abbastanza compianto David Bowie, tradotto in italiano in un distico di apertura della nuovissima silloge del poeta Roby Guerra: Romantronica (Nettarg Editore).
Dopo molti anni dalla sua lirica di avanguardia postfuturista - e dopo innumerevoli sperimentazioni in altri generi letterari - Guerra torna finalmente alla poesia senza mediazioni, verrebbe da dire alla poesia “pura” se non vi fosse il pericolo di creare equivoci. Dopo una chiarificatrice nota dell’autore (L’uomo che cadde sulla terra ha ripreso il suo viaggio), il libro si apre con una altrettanto limpida Prefazione di Mary Blindflowers, che esordisce quasi ex abrupto: «Romantronica di Roberto Guerra appare fin da un primo sguardo una raccolta ipnotica, satura di immagini destrutturaliste intersecantesi senza posa, che saziano l’occhio e disegnano un ritmo ammaliante teso verso l’elettrico, il frizzante, il ciberspazio, l’essenza ultima e la bellezza delle cose. Versi lucidi e densi, ricchi di metafore».
Nuove e “vecchie” invenzioni/intuizioni liriche di Guerra, fra matematica e amore, si alternano nell’articolato palinsesto della silloge: “Life on Mars (a David Bowie)”, “Cosmo Poetry (a John Keats)”, “Andromeda Cyberdance (a Lindsay Kemp)”, “Il ritratto di Hal 9000 (a Oscar Wilde)”, “La virtuosa realtà virtuale (a Carmelo Bene)”.
Impossibile anche solo tentare di riassumere e/o descrivere e/o commentare questo incredibile, sorprendente e in qualche modo destabilizzante nuovo libro di Roby Guerra, che, a differenza di altra prevedibile e scontata produzione pseudoletteraria dei nostri tempi, va letto e basta.


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