martedì 18 ottobre 2016

Silenzio / rumore©


Di Maria Concetta Giorgi©


Foto Mary Blindflowers©


Silenzio

la parola per un po’ si annulla, va via, non c’è più nessun rumore.

Il silenzio mi fa paura, mi pone in una condizione di isolamento, non mi rilasso. Sono così abituata al chiasso, al sottofondo di ogni cosa.

Ho paura, trattengo il respiro, poi lo lascio uscire, ecco i rumori…

Chiudo gli occhi, ritorno al silenzio, ma non è così. Allora comincio a sentire, sento la gazza sul tetto, un refolo di vento che trascina rotoli di foglie secche, il freno di una bicicletta che stride.

Sbatte un portone, la finestra si chiude fragorosamente.

Se pioverà sarò pronta, pronta al ticchettio dell’acqua, al gocciolare delle grondaie, al rigagnolo che scorre e trascina polvere e terra.

Apro gli occhi e guardo giù…




Rumore

Ecco tutto un mondo da scoprire, piccoli ragni con intricate ragnatele, farfalline color argento, insettini saltellanti, forbicette e una miriade di formiche.
Un brulichio continuo, a momenti disordinato, ma stupendo. Tutto un sottobosco di vita, una vita nascosta, timida e paurosa.

Celati da una siepe i miei pensieri rumoreggiano, faticoso esporsi per una timida come me. Eppure la scrittura come formichina in movimento, muove le zampette sul foglio erboso. Compaiono segni visivi, a volte più interessanti a volte meno.

Il risultato è sempre e comunque una fatica.

Lavorare nascosti senza che nessuno ti veda, lavorare dietro, pensando a cosa ti può riservare il giorno, forse sole e vento, pioggerellina o grandine disastrosa. Quando invece arriva la notte, dentro alla siepe qualcosa si ferma e riposa, qualcos’altro finalmente esce fuori.

Escono i veri pensieri, quelli più intensi, quelli che a volte fanno danni, ma ci sono, hanno un peso. Sanno che la notte è fresca e rende più chiaro il bisogno intenso di farsi capire, di essere ascoltati, di essere letti.

Sono pensieri di un mondo che si ripete da secoli da quando tutto è nato. Alla fine della notte il ronzio di qualche insetto, porta il proprio laborioso risultato.


È tela tessuta, è bava di lumaca, è segno impresso che diventa magia scritta, su terreno fertile.

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