domenica 9 ottobre 2016

Le dee dell'anatimiasis©

Di Mary Blindflowers©



L'illustre sconosciuta Ornella Pennacchioni che si autodefinisce artista e scrittrice, nonostante i suoi pessimi aforismi,  mi tagga ieri in un suo post che, tra vari errori di grammatica voluti o meno, nella parte finale, recita, testuale:

“Ora, una preghiera con raccomandazione: se uscite di sera con la mini giro patonza, se andate per locali e v'accompagnate all'istante con l'omo d'occasione e gli dite di aver perso la strada di casa tipo Pollicino, e se lui, un pochetto brillo come voi vi zompa addosso come se la vostra zona trastullo fosse merce rara, non lamentatevi, che se c'è la guerra, bisogna mettersi l'elmetto. Sfidare la sorte non è coraggio, è debolezza, un atto di arroganza verso se stessi, un rischio grave di cui dopo farsi carico”.


Il diritto di vestirsi ognuno come gli va è considerato un atto di arroganza, in poche parole se ti metti la minigonna poi non puoi lamentarti se un uomo ti “zompa addosso”, poi prosegue dicendo che lei non baratterebbe mai la sua incolumità, sì, ha usato proprio questo termine, “incolumità”, per pochi centimetri di stoffa in meno. In parole povere lei che sgambetta con le cosce di fuori a teatro e posta pure le sue foto in mutande, la minigonna non se la mette al pub o per strada, per paura di essere violentata e chi se la mette attira maniaci sessuali di ogni genere. Scrive infatti: “E' libertà, ma di quale libertà parliamo, dei cm di stoffa da usare? Se c'è la guerra, io mi metto l'elmetto, non vado in giro a sfidare le bombe, e poiché passare per vicoli in modo succinto è come zompare sulle mine, io ritengo di pensarci su”.
Arriva poi Ilenia de Santis a rafforzare il brodetto bigotto: “se la vanno a cercare quel che poi capita, escono da sole di questi tempi non vedo proprio la necessità, troppi pericoli, un conto é essere alla pari, nel lavoro, occupare un ruolo in politica, avere una discussione e poter parlare liberamente, un altro conto é vivere senza regole neppure per il sentimento che potrebbe nascere, volete fare i maschiacci, prendetevi le conseguenze senza poi fare le vittime!!! Complimenti questo é un argomento molto utile per chi vuole azzardarsi a campare da femministe che poi del femminismo vero e proprio non hanno capito nulla!”.
La Pennacchioni, non soddisfatta del tutto dal suo vetero-bigottismo mascherato da progressismo, aggiunge che le donne subiscono violenza “perché si offrono”, e si dichiara scandalizzata non soltanto dalle minigonne, come la madre di Robertino in "Ricomincio da tre", ma anche dal fatto che ci siano donne che “ruttano come uomini”, masticano la gomma, e non si comporterebbero da signore bene.
Poi arriva la sua amica Concetta non mi ricordo come, che le dà ragione ovviamente e aggiunge che la fragilità ormonale degli uomini, non andrebbe provocata con vestiti succinti, descrivendo gli uomini come tori infoiati che quando vedono la minigonna vedon rosso. La signora, improvvisandosi psicologa delle masse con un ragionamento maschilista infarcito di luoghi comuni e dozzinali banalità da salotto, cita anche fantomatiche quanto inesistenti statistiche di cui non ricorda la fonte e episodi di cronaca che confermerebbero la sua sclerotica tesi vetero-maschilista...

In poche parole il succo di questo discorso è:


la minigonna e la libertà sessuale delle donne è causa di violenza da parte degli uomini, i quali, povere bestie, provocati continuamente da donne di scarsa e dubbia moralità, si sentono spinti a abusare di loro.

Questo ragionamento da medioevo che è anche la scusa banale degli stupratori, in realtà è completamente fuori da ogni dato reale, infatti non esiste abbigliamento che possa garantire l'incolumità di una donna. La cronaca e le statistiche dicono proprio che vengono abusate donne di ogni età indipendentemente dal loro abbigliamento, anzi, spesso, gli stupratori scelgono donne fisicamente poco aggressive, dimesse, in certi casi perfino anziane e poco appariscenti, per cui la tesi della minigonna come causa di stupri, violenze e tutti i mali del mondo, viene miseramente a cadere.

La realtà è che in un paese bigotto e ultraconservatore come l'Italia esistono ancora persone che si autocompiacciono di definirsi scrittrici e intellettuali e che ragionano in modo primitivo, per frasi fatte e terribili luoghi comuni degni dei tempi del delitto d'onore, quei tempi in cui la donna subiva violenza tra le mura domestiche ma non lo faceva sapere a nessuno e si copriva per bene per evitare di essere giudicata dagli altri perché ciò che conta non è quello che è ma il giudizio della gente.
Finché le donne saranno nemiche delle donne, finché non si sarà raggiunta l'idea che ogni donna possa vestirsi come vuole, senza che per questo qualcuno si senta autorizzato a violentarla o a giudicarla, finché una donna non sarà libera di uscire da sola senza essere considerata troia e provocatrice, non si sarà fatto neppure un piccolo passo avanti. Per il momento l'Italia è medioevo intenso dominato da 4 maschilisti e tre dee dell'anatimiasis trattenuta, pronta ad implodere nella censura acre e malevola di poche galline da salotto un poco frustrate e teatrino bene, ops, pene...

p.s. anatimiasis sta per soffio, nella fattispecie scorreggia, per chi non avesse letto Petronio...





Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento