martedì 18 ottobre 2016

La politica delle post-metropoli e quella dei borghi, di Roby Guerra©

Di Roby Guerra©




Sulla recensione del blogger Borghi a "Utensili Sparsi" di Mary Blindflowers e Fremmy - Nettarg edizioni -


http://futurismo2000.blogspot.co.uk/2016/10/la-poetica-dei-borghi-e-delle.html

La querelle campagna-città, si sa è di lunga data, dall'aurora della rivoluzione industriale; nella cosiddetta era ecologica, dopo un secolo di avanguardie moderniste, ha anche un senso volendo per visioni neourbaniste e antropologiche post-industriali più evolute: la scienza, anche le scienze sociali funzionano così, in base ai fatti, che domandano- da Kuhn a Popper- necessarie rettifiche oltre i meri desideri soggettuali..... Va da sé, un conto è il neoprogresso, altro il luddismo, ritorno all'ordine nostalgico preindustriale. Questa dinamica vale, nel 2016, quando si ragiona come Rete e processi di Sistema- elettronico-anche per la critica d'arte. Poco importano le cause soggettive - almeno in certo senso - di eventuali discussioni e polemiche - sull'essenza o l'assenza, neologismo post Eco e l'opera aperta almeno... o anche post Delouze- del testo in sé analizzato; si analizza il testo secondo ampie e infinite ormai ad personam opzioni critiche possibili, persino - se si vuole- o se si è più spregiudicati, post proprio l'analisti strutturalista, al di qua o al di là del testo, sorvolandolo liberamente, ma anche qua come gioco linguistico consapevole e in ogni caso cognizione di causa-effetto e feedback... Quello su cui ha fatto flop il blogger critico Borghi, tanto per essere chiari e appunto oggettivanti... ma in tal caso nella forzata pseudorecensione del libro in questione, beh anche imbarazzante un pochetto... Non amiamo per principio e lo riteniamo anche scorretto fare guerre con bersaglio autori non particolarmente noti... ma in tal caso, siccome il bersaglio del Borghi.. è una autrice un pochetto almeno nota, legittima eccezione, poi si noterà una battaglia fredda, quasi un invito a un reset e lasciare perdere... Comunque l'autrice, sperimentale e de-strutturalista non a caso, ha giustamente risposto per le rime. Noi concludiamo, riassumendo le "origini del discorso", così: beh, un conto la poetica postmetropolitana, altro la pseudopoetica del borgo, era preindustriale, o dei borghi...

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