sabato 15 ottobre 2016

Il dio mangiato, dalla prefazione di Cosimo Dino-Guida©

Di Cosimo Dino-Guida©


Da oggi "Il Dio mangiato" di Mary Blindflowers è ufficialmente pubblicato ed è disponibile in tutte le librerie italiane o sul sito dell'editore (http://www.nettarg.it)
Vale la pena, come uno spuntino, divulgare qui almeno la nota introdutiva dell'editore, siglata da me:

Nota dell’editore
Quando, alcuni mesi fa, Mary Blindflowers mi parlò de “Il Dio mangiato”, mostrai subito un grande interesse, sia come lettore che come editore. Le mie aspettative non furono deluse, tanto che lo inserii subito nel calendario delle pubblicazioni.
Alla fine del giugno 2016 avevo la prima prova di stampa e si stava lavorando alla rifinitura della prima edizione che avrebbe dovuto riportare – congiunte – le firme di Mary Blindflowers e dell’ex sacerdote, scrittore a sua volta, le cui testimonianze avevano suggerito la stesura di questo saggio.
Ma i conti non si possono fare senza l’oste, peggio ancora se l’oste è un ex-prete!
Vuoi perché supponeva che gli sarebbe stato chiesto un contributo alle spese di pubblicazione, vuoi perché gli fosse sorto il dubbio che le sue testimonianze lo avrebbero reso inviso alla Curia e ai suoi “ex-colleghi”, vuoi perché avesse timore di ritorsioni, all’ultimo momento Mario Lozzi manifestò apertamente il suo dissenso ad apparire come autore.
Ma…
Per legge fisica ad ogni ma si contrappone sempre un altro ma di forza equivalente e di segno contrario…
Ma non a caso qualcuno ha definito me come l’editore eretico, non nel senso religioso della parola, ma come persona che ostenta la propria disapprovazione verso tutto quello che è discutibile e non può costituire un dogma assoluto per i principi di una dottrina o di un'ideologia.
Non puoi fare il politico, se anteponi il tuo interesse all’interesse della comunità. Non puoi fare il poliziotto se la tua indole ti porta a commettere delitti. Non puoi fare il giornalista se sei portato alla menzogna e sei disposto a trasfigurare la realtà per un profondo senso di servilismo.
Non puoi fare il prete (cattolico) se provi eccessiva attrazione verso le donne, se hai dubbi sulla infallibilità del verbo, se non sei disposto a perdonare... perché, dicono, Dio è misericordioso e perdona ogni peccato, di conseguenza anche i sacerdoti devono perdonare perché rappresentano quel Dio.
Non sono d’accordo. È sbagliato. È un non senso. È una falsità e – a norma di religione – dire il falso è peccato. 
Falsi sono tutti coloro che professano il perdono mentre interiormente desiderano una morte atroce per colui che gli ha recato offesa. Una madre che accompagna alla tomba il proprio figlio ucciso sulla strada, o la figlia violentata e assassinata… credete davvero che siano disposti a perdonare? E quanta falsità nel giornalista che riporta le dichiarazioni di assoluzione e perdono di chi tanto duramente è stato colpito negli affetti più cari, fingendo di crederci.
Allo stesso modo, mi domando, può veramente, intimamente, un sacerdote perdonare chi nel segreto del confessionale si lava la coscienza fingendo il pentimento per delitti atroci? Può un sacerdote, per quanto convinto, tollerare e perdonare un altro sacerdote che si sia macchiato di pedofilia? Non basta perdonare nel confessionale, non basta denunciare alla Curia il colpevole. I colpevoli devono essere puniti con pene proporzionali alla gravità del delitto commesso. E se di tali delitti si sono macchiati sfruttando la loro posizione, ogni pena dovrebbe essere decuplicata, perché più bieco e perverso è il loro modo di agire.
Non so perdonare, perché non voglio perdonare. 
Non so mentire, perché non voglio mentire. 
Non so occultare perché, non voglio essere circondato da falsità e sporcizia.
Io, da uomo prima e da editore e scrittore poi, voglio dar voce a Mary Blindflowers che ha il coraggio di dire e documentare le atrocità commesse in nome di una religione “abiurata nei fatti”, e condannare Mario Lozzi, che non ha avuto il coraggio di dire la verità. 

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