mercoledì 12 ottobre 2016

Il chicco di grano©

Di Maria Concetta Giorgi©

Campo di grano, foto Fremmy©

Chi decide di scrivere lo fa perché così sta bene, perché ha qualcosa da dire. Poi capita che qualcuno decida di interessarsi a lui, e magari lo aiuti a pubblicare. Faccio riferimento ai famosi e-book. Si pubblica quindi con le migliori intenzioni e viene detto che si avrà il resoconto sul venduto…Che bello! c’è anche una possibilità economica…
Chi decide di scrivere lo fa perché pensa di comunicare prima con se stesso, poi con gli altri. Ci sono editori che informano e spiegano esattamente come l’ e-book sta andando, ed editori che non lo fanno. Sicuramente non lo fanno per una sorta di pudore che ha a che fare con il poco venduto…in fondo mica tutti quelli che scrivono sono grandi come Umberto Eco, o magari come qualche scrittore americano famoso…Chi scrive, può essere anche un “piccolo” che non ha scritto tanto, ma ha voglia di scrivere e non lo fa per denaro, magari è bravo.
Ci sono editori che lavorano con i “piccoli” e lo fanno per denaro, qualcosa tirano su…I “piccoli” allora non capiscono, non capiscono se il proprio operato piace o se serve per riempire un buco, non sanno se il proprio scritto è interessante o se serve ad arricchire la tasca o buco dell’editore.
Chi scrive non può essere preso in giro, perché su quel racconto o su quella poesia passa il filo intrecciato della sua vita.
Informare, spiegare, è prerogativa dell’onesto, di colui che non ha niente da nascondere.
Vorrei sbagliarmi e pensare in modo assoluto che certi editori non esistano, che sia solo una congettura, diversamente in rima, esiste una parola (ma no, dai non può essere)…ha un suono duro da accettare, si tratta di... insopportabile fregatura.

...
La scrittura è cosa seria, a volte profonda a volte meno, la mano che impugna una penna o percorre una tastiera, scommette, lega ed affida i propri pensieri, spesso li slega. Li affida al foglio, li affida a un editore, tra la fabbrica produttiva e quella culturale, sta lo scrittore che sacralizza o desacralizza il suo ruolo e quello che scrive, poi c’è l’editore che colloca lo scrittore in un contesto. La scommessa è “legata” a quello che avverrà dopo, al successo o insuccesso del libro pubblicato. Si tratta sempre di “sciogliere o allacciare” il legaccio ai sandali…
Se hai scritto, il risultato è impresso, fermo lì in attesa di qualcuno che sciolga lo straordinario momento. Sciogliere il legaccio dei sandali vuol dire: “ Ne avrei diritto io, ma lascio la precedenza a te”.
E tu Editore che possiedi il denaro per farlo, (quello che io non ho e se possiedo, per dirittura morale, non voglio darti), rispetta questo momento, non tutto può finire sotto il giogo della moneta. Ora fidati, quando il vento porta via la pula, emerge il chicco di grano.


Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento