lunedì 3 ottobre 2016

Forse c'era una stella©

Di Pierfranco Bruni©



"Mio diletto
apri il tuo cuore
la stella
persa nel blu
illuminerà il tuo cammino".


Forse c'era una volta nell'alba una delle tredici stelle che avevano illuminato la notte precedente il buio sul mare.

Era la stella che guidava il cammino dei viandanti. Tra i viandanti abitava uno sciamano che non aveva mai dimenticato la sua storia e conosceva i destini.

L'alba era nel silenzio e il silenzio raccoglieva favole mentre il vento giocava con i passaggi di tempo.

Lo Sciamano disse così a Nuvola di Vento:

"Il tempo non si misura nella durata. Ascolta lo sguardo e allontana le malinconie. L'unica bellezza che puoi vivere è l'armonia. Quando l'amore non ti lascia sorrisi le ferite colpiranno il tuo cuore. Non lasciare spazio alle offese. Viviti e cercati. Viviti nella notte quando le stelle sono danze. Cercati nell'unica stella che i tuoi occhi seguono".

Se le parole dovessero durare tutta la vita la vita sarebbe un deserto.
L'utopia del silenzio è segnata nello sguardo della saggezza. Non parlare quando le ferite restano ferite. E dubita sempre anche quando credi che la certezza abbia un suo senso.

Al silenzio affida la comprensione degli altri.
Nella stessa Alba giungevano gli echi di istanze d'Oriente in un breve dialogare.

Asmà disse così a Shadi:

"Mio diletto
apri il tuo cuore
la stella
persa nel blu
illuminerà il tuo cammino".
Shadi rispose ad Asmà:
"Amata mia
il tuo sguardo
non ha lontananze
e i tuoi silenzi
mi portano
lungo la via del cuore".

Compresi che non servono le parole quando ad abitarle
sono le esistenze.

Tra i ricordi ci sono pezzi di tempo che il vento non ha mai tagliato sulle brughiere di vetro.
Mi vivono come assenze ritrovate.

Nuvola di Vento rispose allora allo Sciamano:

"Noi siamo fatti di ascolto ma anche di attese. Il tempo cammina. Ma prima o poi
anche lui invecchierà e tutti saremo un cerchio".

C'era una volta una stella che rimase sveglia anche nelle ore dell'alba e vide tutto.
Raccontò che i fiumi non attraversano soltanto le terre. Anche le anime.
Ma forse c'era una volta una stella...
Non siamo mai certi. Perché dovremmo esserlo se le parole restano soltanto parole?

E poi altre storie di intrecciano…

Una volta, non molto tempo fa, c'erano tredici lune lungo i fiumi di tredici orizzonti.
Ogni luna raccontava una storia e nascondeva un destino.
Giunse l'alba è inventò tredici colori per ogni spazio sul guscio di una tartaruga rimasta nella notte, sotto una rosa gialla.
Passava da quelle stagioni un Monaco tibetano o osservò il vento.
Disse:

"Quando abiteremo il silenzio non avremo più segreti.
Accoglieremo i silenzi per farne un labirinto".

Il tempo passò...

E poi?

Tre gocce di pioggia caddero.
La prima si fermò sulla ruga di una mano.
La seconda sui capelli.
La terza la porto nel cuore.

Allora.

Io non ho altro da aggiungere.
Non credo nella storia.
La favola è nella mia vita e la leggenda mi accompagna.
Seguo la magia e l’alchimia mi danza nell’anima.
Il resto è lontananza…




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