venerdì 30 settembre 2016

Vermetto, il vedovo©


Di Andreas Finottis©



In un paese di sabbia e nebbia all'improvviso apparì: era un vecchio bassissimo e magrissimo, senza lavoro, senza soldi, senza pensione, senza denti, senza amici, senza parole.
Nessuno lo conosceva, si diceva che gli fosse morta la moglie e lui fosse impazzito.
Dormiva sulle panchine, mangiava gli avanzi che gli davano, sembrava sempre sul punto di piangere ma se gli dicevi "Ciao" si metteva a ridere, qualche secondo di felicità e di bocca sdentata aperta, poi tornava di colpo serio, immerso nei suoi pensieri.
Il sindaco si impietosì e gli diede una camera nei cessi pubblici.
Tra odori di pisciate e cagate si apparecchiava ordinatamente un tavolino in un angolo e mangiava sempre minestra in brodo con dentro dei pezzi di pane, mentre la gente entrava/usciva dai cessi.
Lo chiamavano Vermetto.
Una mattina lo trovarono morto.
Al funerale c'era solo il prete e l'autista del carro funebre.
Due giorni dopo rimisero scope, spazzoloni e secchi nel ripostiglio in cui dormiva.
Tra le sue poche cose c'era un televisore regalatogli da qualcuno; apparirono dal nulla dei suoi parenti e litigarono per il televisore.


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