venerdì 9 settembre 2016

L'italietta dei dilettanti e i professori senza laurea©

Di Mary Blindflowers©




Italietta, Mary Blindflowers©, tecnica mista


Di recente ho letto un post di fb in cui si dice che un giovane laureato di belle speranze dovrebbe smetterla di pretendere di fare il lavoro per cui ha studiato, insomma, secondo l'autore del post, una persona per sopravvivere dovrebbe saper fare un poco di tutto, e non mettersi in testa di trovare il lavoro compatibile col proprio corso di studi.

Io non la penso così invece.

L'arte dell'arrangiarsi nasce in un paese, l'Italia, in cui non si tiene in alcun conto la preparazione personale. Non conta quanto hai studiato, non conta se hai una laurea con 110 e lode e magari pure una specializzazione con il massimo dei voti, conta chi conosci e chi vai ad incensare per ottenere quello che forse nemmeno ti spetterebbe di diritto.

Un ricordo mi affiora alla mente, quello del mio “professore” di storia dell'arte delle scuole medie. Nel suo attuale profilo facebook scrive come qualifica professionale “ha frequentato l'istituto d'arte”. Il bello è che specifica anche l'anno di laurea, dimenticando, piccolo lapsus freudiano, che l'Istituto d'arte non è una università ma un liceo, in pratica lui insegnava alle medie senza laurea e si faceva e si fa ancora oggi, chiamare da tutti "professore".
C'erano all'epoca anche altri che insegnavano senza la laurea, c'era un geometra, per esempio, che insegnava “educazione tecnica” senza aver mai varcato la soglia di una università. Quantomeno era più intelligente del professore d'arte, resta il fatto che la laurea comunque non l'aveva.

Cose che capitano nel bel paese della mafia.

Cose che non dovrebbero accadere perché il dilettante che improvvisa lavori che non sono di sua competenza, ruba il posto al laureato che non ha agganci e conoscenze e che ha completato il corso dei suoi studi universitari.

Da questa ingiustizia sociale nasce l'arte dell'arrangiarsi per cui gli italiani sono famosi nel mondo.

Certo in un'italietta come la nostra, sarebbe troppo complicato che ciascuno venisse assunto sulla base del curriculum effettivo e non delle aderenze politiche, impensabile davvero. Allora meglio saper fare tutto, accontentarsi, insegnare senza laurea e farsi chiamare professori fingendo di non essere dei coglioni qualunque e senza preparazione, oppure fare gli spazzini e farsi chiamare pinko con tanto di laurea in tasca, fingendo di non capire niente e di non aver mai letto Kafka.

Il gioco delle parti nel teatrino italico...
Tutto molto, molto bello e giusto soprattutto... la professionalità prima di tutto...
Ah dimenticavo, il "professore" d'arte e affini, che insegnava senza laurea e non sa dipingere nemmeno una mela, è stato anche sindaco, se no che Italietta sarebbe... E poi ormai è professore a tutti gli effetti. Un articolo de La Nuova Sardegna, quotidiano assai famosi in Sardegna, lo chiama "professore", ventiduesimo rigo dall'alto.
Lo trovate qui:

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2007/09/17/news/thiesi-la-storia-della-caccia-raccontata-in-500-fotografie-1.3298542


E' ufficiale, ormai. L'Italia fa schifo. Ma questo lo sapevamo già.




Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento