domenica 25 settembre 2016

L'estinzione dell'atomo pensante, Nettarget edizioni©


Cosimo Dino Guida- Mary Blindflowers©

Foto Mary Blindflowers©




La morte fa paura, il pensiero che il nostro corpo fisico possa un giorno essere roso dal verme o consumato dal fuoco, chiuso dentro un vestito di legno, nell’umido della terra, la decomposizione stessa, l’odore nauseabondo che ne deriverebbe, appare insostenibile, inaccettabile, un pensiero spina da chiudere in un angolo nascosto del cervello, un angolo buio come un ripostiglio dove non si entra mai. Quel corpo nutrito, vezzeggiato, curato e lisciato in vita, dopo l’estrema dipartita è sfatto, e non c’è bellezza, non c’è forza, né labbra, né muscoli, né occhi di carne e sangue che possano sfuggire a questa legge. Dura lex sed semper lex. Ad uno sguardo superficiale tale legge naturale è gravida di crudeltà, invece una riflessione più profonda sull’essere e lo spazio porta ad opposte conclusioni. La morte è generosa.
Materialmente sì, essa ha infatti come naturale ed ineluttabile conseguenza la liberazione di uno spazio fisico. Il morto crea un vuoto materiale. Tale vuoto verrà occupato da un altro che poi a sua volta morirà creando lo spazio necessario alla vita, mors tua vita mea. Il vuoto vissuto come concetto spaventoso è in realtà l’ingresso alla vita, che è la sorella “cattiva” della morte, egoista, sgomitante, guerriera, superficiale.
L'estinzione degli atomi pensanti, dialogo filosofico sulla morte, affronta un tema spinoso con consapevolezza, opponendo sul tema due punti di vista diametralmente opposti per arrivare ad una conclusione non definitiva. Compito della commedia è infatti quello di instillare un dubbio, non di offrire soluzioni.


Foto e tavola di copertina di Mary Blindflowers©

Dal testo:

Fiammiferaia 

Ho iniziato tempo fa un trattato sul movimento generoso della morte in cui ho sviluppato una mia filosofia del “dopo” che è tutt'altro che negativa. 

Editore 

Un trattato? Filosofia della morte? Questa è bella! Fammi sentire... La mia filosofia della morte è solamente gioia. 

Fiammiferaia 

Se la morte non esistesse il mondo sarebbe fin troppo affollato e i pedanti, i qualunquisti, i politici corrotti, i fanatici, gli assassini, gli invidiosi, i biliosi, i golosi, i plagiari e traditori di ogni specie e chi più ne ha più ne metta, non morirebbero mai!
Nemmeno a me che sono già nessuno toccherebbe mai la gioia di morire.
Davvero, mi creda, non sarebbe una prospettiva allettante...

Foto Mary Blindflowers©




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