giovedì 11 agosto 2016

O la pensi come me o sei un mostro!©

Di Mary Blindflowers©



La poesia non è rosolio egocentrico. Diffidate di chi pensa che la poesia sia una manifestazione del proprio dolore personale. Diffidate di chi si definisce “sensibile”, non accettando nessun contraddittorio in nome del suo presunto animo poetico.
La poesia è soprattutto trascendimento. A chi possono interessare i nostri patemi, anche se vissuti da noi come tragedie? Parliamoci chiaro, a nessuno.
L'errore della società di comunicazione di massa è stato proprio quello di eliminare la riservatezza, di pensare che la propria esperienza individuale abbia valore globale solo perché ci fa soffrire. Se soffriamo noi pretendiamo con grandiosa sicumera che anche gli altri soffrano per gli stessi motivi, che abbiano avuto le nostre stesse vicissitudini e quindi la pensino esattamente come noi.

Si pretende il pensiero unico.

Così persone che si fregiano costantemente del titolo di poeta, poetessa, scrittrice, scrittore, non accettano nessun contraddittorio, nessuna critica siappur costruttiva, nessuna idea che si discosti un poco dal loro pensiero a tappe forzate. I loro "anfratti del cuore" vengono spacciati come beveroni salva-anime e guai a chi non osa condividere i loro dolori, guai a chi esprime un'idea libera e sincera. Viene eliminato.
La nuova tendenza di molti frequentatori di social che si definiscono “colti” ed evoluti, è avere masse di fans adoranti che esprimono non-pensieri sempre in accordo con quello che scrivono. 
A questo punto mi domando che senso abbia postare parole bannando chiunque non condivida, che senso abbia costruirsi un piccolo mondo virtuale da cui escludere tutte le persone che non scrivono commenti positivi. Fa bene all'ego? Rasserena? E il cervello cosa ne pensa? È d'accordo con il vostro smisurato ego unidirezionale da pasto preconfezionato?

Facciamo un esempio banalissimo:

Sotto un post che recitava: "non bisogna aver nostalgia degli amori perduti", ognuno ha detto la sua.
Leggete, ho fatto una foto.



La signora Costantino mi ha bannato dopo essersi "dispiaciuta" perché non provo la sua stessa nostalgia...

La signora in oggetto si definisce "poetessa" ma non riesce a sopportare l'idea che qualcuno possa non comprendere il suo dolore nostalgico spacciato per oro colato e saggezza divina.
Il potere agisce allo stesso modo.
Fa diventare note persone che non disturbano, gente quieta che scrive cose poco compromettenti, in linea con ciò che tutti devono pensare. La pecora nera viene eliminata dall'ovile, non è sufficientemente allineata alle nostre convinzioni cristallizzate.
La cosa preoccupante è che il pensiero monodirezionale e chiuso non vige solo tra persone incolte, che non hanno mai letto un libro, hanno viaggiato poco e sono rimaste sempre nel loro guscio, e quindi potrebbero essere in qualche modo giustificabili, no, il pensiero unico alberga nelle menti di chi si autoetichetta poeta o scrittore, gente che dovrebbe scandagliare e contraddire perfino se stessa, gente che dovrebbe accettare e capire le idee altrui, mettersi in gioco continuamente e scrivere superandosi con autoironia, senza mai abbandonarsi a verità apodittiche. 
"O la pensi come me o sei un mostro" non è poesia, è saccenteria borghese da salottino bene.

Poesia è soprattutto non sapere ma cercare di capire i differenti punti di vista e il poeta sa sempre di essere un niente prestato per un poco alla vita.



Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento