giovedì 25 agosto 2016

Nessuno al mondo è degno di essere invidiato©

Di Mary Blindflowers©





L'invidia sottile, perversa, quella che distrugge ogni purezza di pensiero, quella che offusca la vista e il raziocinio negando perfino l'evidenza. Ho avuto occasione di misurarmi per la prima volta con questo sentimento quando andavo ancora alle scuole medie. All'epoca avevamo delle ore settimanali d'arte in cui si disegnava con varie tecniche e si dipingeva a tempera, l'olio era troppo costoso e la scuola non ce lo faceva usare. Qualche volta potevamo misurarci con gli acquerelli ma dovevamo comprarli noi perché la scuola non li passava per le esercitazioni durante le ore di lezione. Il professore di educazione artistica, un tipo segaligno, anoressico, nervoso, coi baffetti biondastri e lo sguardo d'un ceruleo spento, che tutti chiamavano professore perché insegnava alle scuole medie, non sapeva di fatto tenere neppure un pennello in mano né disegnare niente. Come spesso accade in Italia si occupano posti che non sono di propria competenza, l'importante è conoscere qualcuno. Dicevamo? Ah sì, il professore, ci diede da fare un disegno a tema libero. Ognuno fece il suo. Anche io feci il mio. Durante la ricreazione si commentarono i disegni. Una compagna di scuola mi chiese se avessi fatto il mio. Un'altra le disse, "sì, l'ha fatto, guarda che bello!". Stizzita lei prese in mano il foglio, lo guardò per qualche istante poi lo lanciò sul tavolo, dicendo in dialetto: troppa grascia Sant'Antoni (troppa grazia Sant'Antonio), da chi l'hai copiato?
Non le risposi nemmeno, soprattutto considerando che l'avevo fatto in classe davanti a tutti, solo provai un senso di pena per lei, sì, anziché darmi fastidio mi fece una sincera pena, perché intuii che dovesse soffrire parecchio.
E da qual giorno quando incontro qualcuno che prova invidia, mi fa istantaneamente pena.

Nessuno al mondo infatti è degno di essere invidiato.
Ho saputo dopo che questa mia ex compagna di scuola non ha avuto troppo successo negli studi.

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