martedì 19 luglio 2016

Facebook? La storia siamo noi?©

Di Mary Blindflowers©





FB nasce per il frivolo, per le notizie poco importanti, per la non cultura. Questo mi sono sentita dire da alcuni contatti quando ho chiesto loro di postare un link contro la censura.
È vero che fb è uno strumento e come tale va preso con le molle. Ma lo strumento è qualcosa che l'uomo usa per raggiungere uno scopo. Mi chiedo quale sia lo scopo di condividere e postare battute più o meno demenziali sul tempo, la noia, i propri personali problemi esistenziali, se non una cronica incapacità di avere rapporti umani veri. Ci si rifugia nella rete perché è più comodo battere i tasti di un pc piuttosto che confrontarsi con le persone.
La scusa dei postatori di cuoricini, bambolette di peluche, fiorellini, frammenti di poesie copiate a ripetizione (sempre le stesse, La Merini è la più gettonata) per sembrare colti, sarebbe che gli argomenti seri si affrontano de visu, faccia a faccia con esseri umani senzienti.
La realtà è che queste persone nel 90% dei casi sono fatue nella vita come su fb e ti dicono "anche io nel mio piccolo sono controcorrente". 
A parte che chi dice di essere contro di solito non lo è mai veramente, forse si dimentica che f
b è un mezzo che può anche essere utilizzato per fare cultura, postare foto di libri interessanti, recensioni, protestare contro la censura, dall'interno di uno stesso sistema che permette segnalazioni anonime, come all'epoca del fascismo, e, senza alcun criterio di giustizia, blocca e banna argomenti di contenuto culturale come se si trattasse di foto pedopornografiche che spesso vengono lasciate passare come se niente fosse.
Il sistema di cui fa parte anche fb vuole la nostra fatuità, lo scarso impegno, la superficialità, perché le persone innocue sono inoffensive, non pongono dubbi, non invitano a riflettere, a reagire neppure alla censura. È lo stesso sistema che pubblica libri inutili come quelli di Moccia, inviti al non pensiero, alla stupidità, scritti male e concepiti pure peggio, per un popolo ebete di gente non adusa a pensare.
Così il mezzo che dovrebbe essere “agito”, ossia utilizzato da noi e per noi, diventa il burattinaio dietro cui ci sono e ci saranno sempre altri burattinai, che desiderano un popolo cretino, pronto al cazzeggio, un popolo che si disinteressa di tutto, digiuno di politica, di arte, di filosofia, all'oscuro di ogni cosa, troppo difficile da capire, pronto a postare cuoricini che il sistema mette volentieri a disposizione dei minchioni.

Quando il mio disegno sul papa è stato censurato su fb, un mio contatto ha risposto che a lui non gliene frega niente del papa e che ci sono altri spazi per condividere i propri lavori.

Chi ha decretato che ci sono altri spazi?

Lo spazio lo facciamo noi, e se soltanto fossimo meno pecore, forse utilizzeremmo fb anche per postare contenuti culturali che spesso vengono segnalati e danno fastidio.

Pensare è infatti faticoso.

Al contatto in oggetto, testuale "non importa niente del papa", non gli importa che nel suo paese ci sia una chiesa nazifascista che fa affari con il Qatar che appoggia il fondamentalismo islamico, eh no, non gli importa, salvo poi trovarsi una bomba nel cortile di casa propria o nella metro che prende abitualmente, allora sì che gli importerebbe, ma forse sarebbe troppo tardi.
Alla gente non interessa capire i meccanismi, smontare il giocattolo, importa postare quanti drinks ha bevuto, quante canne si è fumato quel giorno, quanto si è abbronzato al mare, di che misura sono le scarpe firmate che porta ai piedi.

La storia, dice una famosa canzone, siamo noi, siamo noi quel piatto di grano... Chi dimentica questo non può andare lontano...



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