mercoledì 27 luglio 2016

Errico Malatesta, (14 dicembre 1853 - 22 luglio 1932)©

Di Libri Libretti©






Non so perché l’uno fosse nella cartellina dell’altro, forse per compagnia, per non soffrire la solitudine o per comunione d’intenti? Victor parlava spagnolo, Errico lo capiva benissimo, aveva girato il mondo lui. Un articolo ormai consunto, strappato, i lati sfrangiati, carta ingiallita e fragile, inchiostro sbiadito mi colpisce, come mai avrò conservato questo foglio? Quante cose ho fatto che non ricordo più, molto probabilmente perché sto rincoglionendo oppure perché sono così curioso che ho accumulato tanta di quella carta che non riesco nemmeno a girarmi. Eppure un motivo ci sarà, tante sono le scatole di ritagli di giornale da sistemare, ma questo era conservato in una cartellina e quindi avrà avuto una sua motivazione. “Sgominata la banda del Matese”, sì adesso ricordo: una figura particolare mi aveva affascinato ed avrei voluto saperne di più. Perché proprio lui, padre ricco commerciante e madre benestante proprietaria terriera, aveva preso questa decisioni ed era diventato il più importante teorico dell’anarchia in Italia? 


Le motivazioni possono essere molteplici, alcune reali, altre morali, altre ancora psicologiche, il fatto sta che Errico Malatesta è stato un personaggio senza rivali, unico, una forza della natura in movimento. Potrei dire che era in moto perpetuo e dove c’era da aiutare qualche debole lui c’era. Era presente fosse stato in Italia come in tutta Europa e addirittura Africa e America. Il 5 settembre 1872 giunse in Svizzera per partecipare al Congresso di Saint-Imier, in quell'occasione divenne amico di Michail Bakunin. Dopo il congresso inizierà un periodo di intensa attività sovversiva, nel 1873 fu arrestato a Bologna, nel 1874 venne arrestato a Pesaro, nel 1875 farà visita a Bakunin a Lugano, poco dopo partirà per la Bosnia-Erzegovina per riunirsi ai rivoluzionari serbi ribellatisi al potere ottomano, il 5 aprile 1877, insieme a Carlo Cafiero dà vita alla Banda del Matese, fu arrestato e processato. 


Nel 1878, dopo un breve periodo in Egitto, si reca in Siria ed in Romania, si fermerà a Ginevra, successivamente in Belgio, quindi nel 1881 raggiunse Londra, dove organizzerà insieme a Kropotkin il Congresso Internazionale Socialista Rivoluzionario, nel 1882, venuto a conoscenza della rivolta di Arabi Pasha, tornerà in Egitto nel tentativo di trasformare il moto nazionalista in rivolta sociale, arrestato tornerà in Italia clandestinamente via Livorno. dopo un nuovo arresto sarà a Firenze, dove pubblicherà «La Questione sociale», “Fra contadini”, uno dei suoi trattati più noti, sarà pubblicato in rivista, nel 1884 si recherà a Napoli per prestare soccorso alla popolazione colpita da un'epidemia di colera, quindi partirà per l'America Latina ancora fuggitivo per una nuova condanna. Si stabilirà a Buenos Aires insieme ad altri anarchici italiani, riprenderà la pubblicazione, in lingua italiana, de «La Questione sociale», nel 1886, sarà in Patagonia; nel 1988 andrà a Montevideo per poi tornare in Europa a Nizza, qui pubblicherà il quotidiano clandestino «L'avvenire», si rifuggerà a Londra, dopo una serie di comizi in tutta la Spagna tornerà in Italia ma verrà arresto e confinato ad Ustica e Lampedusa, da qui evade per rifugiarsi in Tunisia, farà un viaggio a New York e Cuba per poi trasferirsi per dodici anni a Londra, qui sarà a fianco dei lavoratori nelle loro pesanti rivendicazioni. 


Nel 1913 tornerà in Italia subirà ancora nuovi processi. Con l’avvento del fascismo si trasferirà prima in Svizzera e successivamente a Roma da dove continuerà clandestinamente la sua azione di propaganda, sfuggito più volte alla censura, sarà guardato a vista da cinque guardie, isolato dal resto del mondo si spense il 22 luglio del 1932. Ci ha lasciato diversi libri ed una esperienza impareggiabile.


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