giovedì 23 giugno 2016

Travestiti di Lisetta Carmi©

Di Libri Libretti©



Lo scopo della vita è vivere, e vivere significa essere consci, gioiosamente, ebbramente, serenamente, divinamente consci. (Henry Miller)

Non la conoscevo di persona, mi era stata presentata da un amico virtuale come una grandissima appassionata di libri, come una persona appassionata della vita. Ci siamo messi in contatto ed ho apprezzato la sua enorme cultura, la sua capacità di combattere per gli altri, era una partigiana, di quelle con i piedi logori e i pantaloni sdruciti e lacerati nel sedere, una ragazza piena di entusiasmo per qualsiasi cosa facesse. Insegnava e credo avesse in progetto di partire da Parma, dove abitava, e dall’Italia, solo un anno diceva lei. Aveva mille progetti. Circa quindici giorni fa mi contattò per sentire se riuscivo ad aiutarla a trovare un libro, abbiamo scambiato alcune parole. Poi sono partito per una breve vacanza di cinque giorni, adesso è rimasto solo il suo profilo, Sara non c’è più, rapita da un incidente stradale dopo tre giorni di coma. Credo che, certo dei comuni intenti culturali e civili, avrebbe apprezzato questo libro che le dedico con la semplicità con cui si è sempre rapportata a me.

Lisetta Carmi, Travestiti, Essedi Editore, Roma 1972




Uno dei libri più ricercati e rari, ne converrà con me Simone Berni, un libro bellissimo ormai introvabile. Lisetta Carmi, classe 1924, ha fotografato per prima i travestiti di Genova negli anni ‘60 documentando una sconvolgente realtà che non sembra troppo lontana da quella di oggi. Lisetta inizia a fotografare i travestiti a Genova nel 1965 durante una festa di capodanno, dalle parti di Via del Campo, uno dei primi “ghetti” omosessuali d’Italia.«Pasquale il Napoletano, la Bella Elena, la coppia di spagnoli...C'era chi li chiamava brutta gente, ma i brutti erano i clienti, borghesi, preti e stranieri che arrivavano con le navi» – «Ho lavorato coi travestiti dal ’65 al ’71, li ho protetti e difesi. In totale amicizia. Il lavoro è nato grazie ad un amico. A quei tempi una persona giovane che frequentava i travestiti era considerata semplicemente matta. Certe volte mi mettevo dietro ad una tenda, aspettavo che il cliente avesse finito di fare quello che voleva fare ed uscivo. La Morena è quella che ha ispirato “Via del Campo” a De Andrè. Era una madre. Avrebbe voluto fare la suora. Casa sua era piena di immagini religiose. Oltre ad un bellissimo ritratto di lei vestita da suora. Mi ha chiamata prima di morire, dopo trent’anni. Ci siamo abbracciate» – «Io ho sempre lavorato per capire. Delle fotografie non me ne è mai fregato niente. Era un mondo dove nessuno poteva entrare. Quando abbiamo voluto pubblicare il libro è stato un dramma. Non esistono gli uomini e le donne, esistono gli esseri umani. Quando ero piccola volevo essere un maschio ma stando con loro ho capito che ero contentissima di essere una donna, solo che ne rifiutavo il ruolo classico. Le donne devono essere madri, mogli, amanti. I genitori nel tentativo di educare i figli li violentano. E’ sufficiente dar loro l’esempio. La famiglia è una prigione. Gli uomini che vanno coi travestiti sono porci. Buoni borghesi, molti preti. Spesso andavano solo a parlare con loro per evadere dal loro quotidiano. I fondi i cui i travestiti abitavano venivano dati in affitto a caro prezzo dalle famiglie ricche di Genova. Il travestimento era un reato, spesso venivano arrestati. La polizia avrebbe voluto arrestare anche me perché ero comunista. La tariffa allora era 5.000 o 10.000 Lire» (Lisetta Carmi). 
Il libro subì molte traversie prima di essere pubblicato e dopo la pubblicazione. La reazione fu esagerata: le librerie di Milano non lo volevano esporre. Cesare Musatti si rifiutò di presentarlo dicendo che per lui erano tutta gente da mettere all’ospedale, la frangia cattolica si scandalizzò e ne chiese il ritiro. Fu infine presentato da Mario Mieli a Milano e Dacia Maraini a Roma.



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