giovedì 30 giugno 2016

Padre Pio? Un impostore©


Di Libri Libretti©






Fin dai tempi del liceo mi erano sorti forti dubbi, poi sei giovane, ti dimentichi, lasci passare del tempo e non ti informi. Quando decidi di informarti le strade sono chiuse, sbarrate. Un gigantesco cartello stradale di divieto d’accesso ti blocca la strada, il tasto è dolente, difficile da affrontare, nessuno, anche i meno bacchettoni, ha le mani legate. L’atmosfera è cupa, nebbiosa, come se un forte temporale fosse sul momento di scoppiare. A tratti ti senti debole, avvilito, sconfortato, pensi a tutti gli intrighi dei quali sei parte integrante, ma ne sei inconsapevole, un burattino legato a dei fili manovrati da abili burattinai. Non puoi fare certe domande, i santi sono intoccabili, quel santo poi non si può neanche nominare. Cosa pensi mai? Non ti fare nemmeno sentire avrai gli strali di tutta la chiesa contro, dei fedeli e dei meno fedeli. Quel santo è una manna, un toccasana anche i meno credenti qualche volta si affidano a lui per ottenere delle intercessioni, delle raccomandazioni e per giunta non puoi metterti contro un santo. Quindi non fare domande, vai a casa, mangia leggero, non prendere caffè e dormi sereno. I dubbi sono degli sciocchi, non devi avere dubbi, devi essere certo che quello che ti viene detto corrisponde a verità. È una verità ecclesiastica non devi discutere. Non scoprire il coperchio, la pentola bolle, ti potresti bruciare, è un affare troppo grande non potresti capire. Eppure a me questa cosa non torna, quei gagliardetti che vedo attaccati in alcune case con l’effige del santo non convincono, non siamo ad una partita di calcio dove frullano interessi paurosi, taci qui frullano ancora più interessi ma tu non lo devi sapere. Raccolgo articoli di giornale, riviste e poi, finalmente, riesco ad entrare in possesso del libro di Mario Guarino, uomo dotato di attributi. Leggo d’un fiato e mi informo ancora di più. Il libro in questione è Beato impostore del 1999 e successivamente Santo impostore del 2002. I due libri sono simili ma non uguali, il secondo contiene qualche variazione e diverse aggiunte oltre alla variazione del titolo in quanto, nel frattempo, con una velocità impressionante, il frate era stato ordinato santo. Mario Guarino, già autore dei “Mercanti del Vaticano”, reportage sulle scorrerie finanziarie della Chiesa cattolica, ci propone ora una biografia “non autorizzata” sul santo e agitatore politico di Pietralcina. Il libro è ben scritto e documentato, spesso le fonti sono di origine ecclesiastica dai contenuti particolarmente negativi nei confronti di frate Francesco Forgione successivamente padre Pio. 




Le notizie, documentate e ben spiegate, offrono un’immagine molto più terrena del frate con le “stimmate”. Vere? False? Ogni verifica scientifica è sempre stata abilmente saltata e nessuno ha mai potuto verificare con certezza la veridicità delle stimmate. Nel 1920 padre Agostino Gemelli, consulente del Sant’Uffizio, venne incaricato di visitare padre Pio. La visita avrebbe dovuto eseguire “un esame clinico delle ferite”, cioè delle stimmate. Il frate rifiutò: mancava l’autorizzazione scritta del Sant’Uffizio. Padre Gemelli stilò ugualmente una diagnosi: “È un bluff … Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico … Quindi, le ferite che ha sul corpo... Fasulle … Frutto di un’azione patologica morbosa … Un ammalato si procura le lesioni da sé … Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti … tipico della patologia isterica”. Solo due medici riuscirono ad avvicinare padre Pio, il dottor Vincenzo Tangaro e il professor Amico Bignami. Il medico napoletano Vincenzo Tangaro durante l’incontro con padre Pio osservò attentamente le mani e poi sul quotidiano Il Mattino, scrisse: “Le stigmate sono superficiali e presentano un alone dal colore caratteristico della tintura di iodio”. Il professor Amico Bignami, come ancora racconta Mario Guarino, nella relazione precisò che le stimmate “rappresentano un prodotto patologico, sulla cui genesi sono possibili le seguenti ipotesi: “determinate artificialmente o volontariamente”, “manifestazione di uno stato morboso”. L’ipotesi più probabile del professore era fossero state “mantenute artificialmente con un mezzo chimico, per esempio la tintura di iodio”. Dai documenti risulta che padre Pio fin dagli anni ‘30 capeggiasse un business formidabile impiantato su se stesso: stimmate, miracoli, scia profumata al gelsomino. Per il Vaticano padre Pio era un problema spinoso e di difficile soluzione: trascinava le folle, cadeva in estasi angeliche e in possessioni demoniache, aveva malori improvvisi ed inspiegabili, atteggiamenti mondani sopra le righe e inclinazioni militariste e fasciste. Al tempo della Grande Guerra si schierò con gli interventisti. Richiamato alle armi, cercò di boicottare il richiamo, riuscendoci con raccomandazioni e finte malattie avvalorate da medici compiacenti. Nel 1920 San Giovanni Rotondo fu il campo di una strage in cui si contarono quattordici morti e diversi feriti; la eseguirono gli “Arditi di Cristo”, clerico-fascisti con cui il frate era in combutta. Al momento in cui il Vaticano decide di trasferire il frate in un altro convento, si dimostra ancora un abile genio dei complotti, con l’aiuto del gerarca fascista e di altri faccendieri riesce a stampare all’estero un pamphlet diffamatorio nei confronti delle gerarchie vaticane. Il libello sarà una preziosa merce di scambio e con il ricatto pronto ad esplodere rimane dov’era e torna alle sue normali attività truffaldine. La chiesa sembra dissociarsi da tutto questo fino a che non arriva Paolo VI il quale aveva un occhio di riguardo per i grandi “affari”. Interviene con denaro fresco per sollevare dal fallimento l’ospedale “Casa sollievo della Sofferenza” fondato dal padre entrando così di soppiatto nella conduzione dell’immobile. Oggi è una struttura che incassa annualmente diversi milioni di euro dallo Stato e dalla regione Puglia, diversi dei quali girocontati al Vaticano. In conclusione un mercimonio, un business legato ad un sistema consolidato e perfettamente oleato, souvenir, gadget, offerte, alberghi, ristoranti tutto riconduce allo strapotere ecclesiastico. Un libro che denuncia un’Italia culturalmente arretrata che non riesce a liberarsi da una realtà pregna di superstizione. un libro scomodo, fuori dal coro, inviso dai più che ha avuto difficoltà a circolare, osteggiato e messo in cantina è passato di mano in mano con il passa parola




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1 commento:

  1. E’ risaputo quanto padre Pio fosse geloso delle sue stimmate al punto di farsi operare all’ernia senza anestesia pur di vigilare che nessuno le vedesse…anche a padre Agostino Gemelli inviato dal Papa negò questo privilegio. Se penso che Gesù pur di far credere Tommaso gli fece mettere le dita nella ferita del costato…se penso a questo sulla vita del santo di Pietrelcina cala un’ombra enorme di sospetto che più che un servo di Dio lo elegge a capolavoro del diavolo. La sua figura è contemplata in un passo di san Paolo...”l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri". Erano questi segni ad accompagnare l’opera di Padre Pio come pure l'opera di molti santi dal miracolo facile. Non pensate che debbano venire gli zingari a fare questi numeri predetti da san Paolo…no… all’interno della chiesa si compie questa profezia.

    david pierini

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