martedì 28 giugno 2016

Lo scrittore dinosauro ai festival dell'estinzione©

Davide Bregola©



D'accordo, qualcuno di loro scrive romanzi, qualcuno, come nel caso di Ligabue scrive racconti - poi dicono che i racconti non vendono -, qualcun altro scrive reportage o autobiografie in cui racconta quanti video posta su YouTube, quanti followers ha su Instagram, quanti Like ha su Facebook e via discorrendo. Ma il dato di fatto, incontestabile, è che il vero mainstream, oggi, non lo fanno i giallisti o i vari scrittori di romanzi, ma orde di persone, barbari veri e propri, che rimangono in classifica per anni come nel caso del Dottor Mozzi e della sua visionaria dieta basata sulla compatibilità tra cibo e gruppo sanguigno, o politici come Matteo Salvini e fumettisti alla Zero Calcare ed evergreen come Raffaele Morelli.

Intanto gli scrittori vanno nelle cinquine dei premi, le fascette aumentano esponenzialmente con il calo delle vendite, entrano in crisi e provano a scrivere romanzi storici che non vendono, allora provano con il giallo, che non vende, s'incaponiscono scrivendo un romanzo d'amore, che non vende, si buttano sulla poesia e infine non gli rimane altro da fare che un sequel del loro libro più venduto; di solito l'esordio di tanti anni prima. Ai festival letterari invitano attori, registi, fumettisti, giornalisti, opinionisti radiofonici e televisivi, fenomeni da baraccone, scimmie e folletti con bandana, tranne che gli scrittori. Perché tutti questi sono più comunicativi dei romanzieri e sembrano pure più intelligenti...
È una tendenza ormai decennale, ma se fino a questo momento era tutto latente, l'incapacità a parlare ai propri contemporanei, da parte degli scrittori, è ormai conclamata. Basta aver assistito a qualche incontro in cui Fabio Volo o Jovanotti erano invitati con maître à penser che fino a qualche anno fa erano mattatori retorici e oggi vengono affossati dall'immediatezza, dall'arguzia e dalla velocità di pensiero dei nuovi opinion leader che vendono, sono popolari, vengono seguiti dai lettori e sui social, vengono citati e condivisi come fossero i nuovi intellettuali, se ancora questa parola avesse senso, e danno pure l'impressione di essere dei veri e propri seduttori...




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