giovedì 2 giugno 2016

Femminicidio o potere assassino?©

Di Mary Blindflowers©



"Femminicidio", che brutta parola, orribile neologismo che i giornalisti ultimamente usano spesso, sempre più spesso.
Esporre scarpe rosse e vestiti femminili per esprimere preoccupazione e sgomento sulle uccisioni efferate di tante donne? D'accordo. Ma serve? O non servirebbe invece far capire alla gente che il ruolo della donna non è quello di essere bella e inutile per il maschio dominante che fa di lei una bambola muta, non è quello di fare la velina, oggetto silente con un filo dentro il sedere che sculetta davanti al maschio supposto "intelligente", no! Non servono le scarpe, servono madri che educhino contro la mentalità fallocentrica, servono donne che si ribellino al ruolo che il maschio ha scelto per loro, da secoli, serve una classe politica meno corrotta che lasci spazio alle donne meritevoli, non a quelle "da letto", serve che la tv non esalti le veline come sogno di ogni donna, serve meritocrazia per donne consapevoli e colte che ogni giorno sono costrette ad assistere a spettacoli indecenti. Uomini che in ogni campo manovrano donne-pedina, vezzosette consenzienti ai giochi di potere che, senza alcuna base culturale ciarlano di un'Italia bella, democratica e incorrotta, papere di regime, innocue, rifatte, donne di plastica, senza cultura, che sciorinano i loro inutili e banali consigli per avere successo nella vita, che si propongono facce da botox e grammatica incerta come modelli per tutte, uccidendo le donne vere, quelle che studiano e combattono ogni giorno per sopravvivere in un mondo di uomini. Serve una scuola consapevole che non segua i programmi di regime che esaltano solo figure maschili di cui si svela una parte di verità, servono giornali indipendenti che non facciano solo sensazionalismo da bottega ma lottino per cambiare la mentalità.
L'altra faccia del femminicidio è il potere, quel potere sottile, capillare, che si scandalizza sui giornali se una donna viene bruciata viva, ma che non fa niente per evitare che questo accada, lo stesso potere che da voce a donne bambola, a uomini asserviti, a giornalisti allineati, a tv che ci stordiscono con notizie di sangue e morte senza analizzare il cuore del problema.

La mentalità è il vero problema, sono le madri che si scandalizzano se il figlio lava i piatti, ruolo destinato alla donna, è la Chiesa che considera la donna una costola di Adamo, sua derivazione, suo oggetto, da usare a proprio piacimento. Eva ubbidiente, vergognosa di sapere, viene punita per il fatto di avere avuto curiosità del mondo. Il potere vuole che la donna rimanga ignorante, per questo ci mostra come esempi di grande cultura e successo donne innocue, che si assoggettano ai dettami di regime e che ciarlano contro il femminicidio pur facendo parte dello stesso meccanismo che lo crea e lo produce.

Un circolo chiuso. Non se ne esce. Se una donna è morta bruciata non è solo colpa di un fidanzato geloso, è colpa del potere che ha creato quel mostro e continua ad alimentarlo, è colpa nostra, che stiamo zitti, a subire, che abbiamo paura di ribellarci al sistema, per opportunismo, per vigliaccheria.

Il potere uccide. Il sistema ci vuole morti e chi tace acconsente, pertanto diventa colpevole a sua volta.

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