venerdì 20 maggio 2016

Marco Pannella, né santo né demone©

Di Mary Blindflowers©



Muore Pannella. Inizia il processo di beatificazione o demonizzazione anche su web.
Molti dovranno ricordare che dopo la morte non si diventa santi e neppure demoni.

Pannella era un uomo e come tutti gli uomini era fatto di ombra e luce.

La legge sull'aborto? D'accordo. Ma i radicali non avevano votato contro? 

Ecco le motivazioni:


“(NOTIZIE RADICALI n. 4, 3 febbraio 1977)

I motivi che hanno indotto il Partito Radicale a votare contro la legge sull’aborto in discussione in Parlamento sono tanti, almeno quanti sono gli articoli. Fondamentalmente perché questa legge non riconosce alcun diritto alla donna (ma solo il diritto a non correre “gravi” pericoli di salute); per l’ipocrita casistica e per la procedura, che sarà respinta (come lo è già dai medici del Lazio) già dai medici clericali che da quelli progressisti; per il rifiuto di norme transitorie che permettano l’aborto anche in strutture private, visto che l’80 per cento dei ginecologi ufficiali dichiara di ignorare il metodo Karman, così che le donne saranno costrette a scegliere tra il faticoso ed umiliante raschiamento di Stato e il metodo dell’aspirazione nella clandestinità: abbiamo votato contro perché questa legge non fornisce alcuna garanzia circa l’impraticabilità delle strutture ospedaliere pubbliche in gran parte d’Italia, dove, se centinaia di migliaia di donne fossero costrette ad abortire non ci sarebbe più posto e modo nemmeno di partorire; per l’obiezione di coscienza escogitata per cliniche intere e per l’Università Cattolica, convenzionate e finanziate dallo Stato, allucinante precedente che peserà come ipoteca anche contro la riforma sanitaria, se mai verrà. Per il fatto che le minorenni che non possono abortire se non su giudizio del medico e dietro autorizzazione dei genitori, saranno di nuovo costrette a ricorrere alla mammane... Abbiamo votato no responsabilmente, come deputati e come radicali: se una legge è cattiva (e questa indiscutibilmente è pessima), come legislatori abbiamo un solo compito, quello di opporci a chiunque proponga e sostenga questa legge...”.

La legge sull'aborto invece è stato un passo avanti, e non averla votata un errore.

Giuseppe Valerio Fioravanti esponente del gruppo eversivo Nuclei armati rivoluzionari, di impronta neofascista, coinvolto nella strage di Bologna, colpevole dell'omicidio di 93 persone, condannato a 8 ergastoli, come sempre accade in Italia, viene rimesso in libertà nell'aprile del 2009. Cosa fa il partito radicale? Lo aiuta a trovare lavoro perché riciclare fa bene alla vita. Peccato che le persone uccise da Fioravanti non abbiano avuto le stesse possibilità di resurrezione. 
Francesca Mambro, degna compagna di Fioravanti, anche lei condannata per l'omicidio di 96 persone, in teoria doveva scontare 9 ergastoli, e in pratica, viene messa in libertà condizionale nel 2008 per poi uscire tranquillamente nel 2013. La Signora Mambro che fa in libertà? La dirigente radicale, per anni.
E non dimentichiamo Pierluigi Concutelli, dirigente di Ordine Nuovo, condannato all'ergastolo per l'uccisione del giudice Occorsio, riciclato anche lui nel partito radicale. Poi il brigatista rosso Alberto Franceschini, Sergio Segio e Nicola Solimano, dirigenti di Prima Linea, Rocco Martino di Azione rivoluzionaria e Livio Lai dei Nar, si fanno la tessera radicale.

Inoltre Pannella ha fatto eleggere in Parlamento il controverso Toni Negri, Scalfaro e Cicciolina.

Lo sciopero della fame che Pannella si vantava di condurre da secoli aveva poi qualcosa di surreale. Condotto per tempi un po' troppo lunghi e soprattutto costantemente monitorato da medici di una clinica privata dei Parioli, costo sui 600 euro a notte esclusi i trattamenti terapeutici. Pagava il partito ovviamente, dato che lui si dichiarava nullatenente.

Inoltre diceva di essere “Gandhiano”, però era favorevole ad interventi militari in varie parti del mondo e ha dato il suo appoggio al governo israeliano: "noi nel governo per associare Israele all'UE".
Durante l'avvento di Berlusconi strinse perfino un patto con lui, salvo poi camminare da solo in tempi successivi con la Lista Bonino.
E tornando indietro, che dire degli stretti rapporti con Licio Gelli?

Il mito di un Pannella "scandalo", "rompiscatole", in realtà appare come una bella favola per tempi moderni, ma pur sempre una favola.

Quello che di buono è stato fatto, la legge sul divorzio, la difesa degli omosessuali, la lotta per il miglioramento delle condizioni carcerarie, per l'eutanasia, il no alla pena di morte, non deve far dimenticare i nei, che sono tanti.
La morte non ti fa bello e neppure brutto.
Non si è né santi né demoni, mai, solo una commistione di luci e ombre un po' troppo lunghe.
Le posizioni estreme tutto bianco o tutto nero puzzano di propaganda di partito.






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