domenica 15 maggio 2016

La collezione di Lucia©



Di Luca Leoni© 




Gelosissima della sua collezione, Lucia. Gelosissima e seccata, poiché il suo monolocale angusto e ossuto come un carapace giace soffocato da una catasta di scatoloni di legno. Il tepore che riesce a strappare al gelo invernale glielo regalano il suo gatto e la sua mantellina di lana. Per il resto, il problema insormontabile glielo creano i piedi, che si raffreddano ogni volta che rincasa.

Porta in scena personaggi shakespeariani della stessa materia di cui sono fatti i sogni. E’ lei stessa un sogno in carne ed ossa, Ariel che volteggia vorticosamente su Prospero e tutta la Tempesta e funge da pastore di tutto quel misero, umano gregge.

Ha girato mezzo mondo, Lucia. E ha lasciato uomini innamorati e malinconici a vagheggiarla. Lei, puntualmente, ad ogni corteggiamento, si rinchiude nella sua corazza di silenzi, totalmente delusa ma ancora un pizzico fiduciosa nel genere maschile.

La sua collezione cresce di lite in lite. E lei custodisce tutto in quelle scatole di legno, come se fossero ex voto a una divinità scorbutica e dispettosa.

Li avvolge uno ad uno in bambagia e stoffe pregiate, i bicchieri lanciati ovunque nei momenti d’ira e, a pentimento avvenuto, devotamente raccolti, prima di adagiarli con delicatezza nei contenitori.

Ognuno di essi ha una sua fisionomia, un suo punto di rottura che lo distingue dall’altro. E’ una collezione unica nel suo genere, quella di Lucia: opere d’arte scaturite dal fuoco sacro dell’impeto creativo.

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