mercoledì 18 maggio 2016

Chi è Sonia Maria Luce Possentini?©

Di Libri Libretti©



Chi è Sonia Maria Luce Possentini? Qual è la sua arte? Conosci l’una scopri l’altra, non esiste divisione, la dicotomia è solo intesa in senso matematico, le due entità sono assolutamente complementari. Unico magma, unica cascata lavica che brucia, perfora, ma che nello stesso tempo rinasce e risorge come la Fenice dalle ceneri. Guardi una foto di Sonia Maria Luce e vedi una fatina bionda sempre sorridente, solare, chiara, limpida, cristallina, ci parli e denoti, almeno all’inizio, una durezza composta, quella durezza propria della gente contadina, forse un po’ diffidente, ma volta ad avvolgere, proteggere. Due aspetti che fanno di Sonia una delle più belle persone che ho avuto modo di conoscere nel mondo dell’arte. La sua schiettezza nel parlare è pari al suo modo di dipingere, non ci sono orpelli, ammiccamenti nelle opere della Possentini, la delicatezza di alcune si mescola alla ruvida verità di altre. 


Vi chiederete cosa possa colpire, interessare in un artista rispetto ad un altro e io vi rispondo che in Sonia Maria Luce mi ha colpito l’uso del colore: bianco e nero con qualche tocco di rosso. Pochi colori? Colori infinite nelle sue tavole, infiniti chiaro scuri e trasparenze e la luce che abbraccia e si diffonde, cancella e ricostruisce. Il disegno si sviluppa, come tutti del resto, all’interno di un foglio, una tela, ma con una caratteristica precisa che fa dei suoi lavori, opere uniche e riconoscibili, si espande fuori dal foglio, tracima, non conosce confini, si spande a macchia d’olio e la gamma dei colori non sembra esaurirsi. Le sue opere possiedono una luminosità particolare, i contrasti sono evidenti, il bianco è spesso bianco e il nero risulta un assoluto, quell’oscurità intensa, buia come un cielo senza stelle, due colori che si moltiplicano e diventano centinaia e poi ancora di più quando inizi a vedere il sapiente uso del colore spanto sul foglio come fosse trascinato e perdesse od acquistasse rilievo e brillantezza. Non ho mai avuto la fortuna di andare nello studio di Sonia Maria Luce, ma ho una forte convinzione, quella di non trovare matite e pennelli, perché dipinge con l’anima e con quella parte intima del cuore che poche persone riescono ad usare. Una partigiana della pittura, un’artista che ci fa vivere e rivivere momenti accantonati, dimenticati, un’artista della memoria.

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