venerdì 8 aprile 2016

La vera mafia©

Di Andreas Finottis©



La vera mafia non è solo il figlio di Riina in Rai, la vera mafia è la Rai, piena di raccomandati di partito, che fa pubblicità ma ti chiede il pizzo perché possiedi un televisore e adesso ti taglia la luce se non lo paghi, è l'idiozia dei programmi più stupidi che trasmette, sono i dirigenti e i conduttori provenienti da Mediaset riciclati dal piduista Berlusconi nella Rai per controllare anche la concorrenza e scaricare sui contribuenti gli stipendi da pagare, ...
La mafia è il sistema.
Pure la ditta che prende l'appalto pubblico e fa un lavoro scadente per rubare denaro pubblico, e quel lavoro era un argine, e l'argine quando il fiume è in piena cede e si annega la gente, e la causa è la natura ormai incontrollabile dicono dalla Rai, invece no, è stata la mafia.
Oppure gli ortaggi cancerogeni coltivati sui rifiuti tossici e venduti sul mercato mescolati agli altri sono la mafia.
Sono amenità simili la mafia e producono nella società l'humus su cui proliferano tutte le mafie.
E la mafia sei tu, quando per non morire di fame e avere un lavoro miserabile sei costretto a farti raccomandare dal potente di turno, magari passando davanti a uno con più capacità che non ha conoscenze, qualcuno anche della sinistra che si adatta dirà che è giusto così, ma magari fai il dottore, magari ti trovano un lavoro, magari operi qualcuno e muore e magari diciamo tutti che sono disgrazie che capitano... capitano se c'è la mafia diffusa ovunque.
E solo un reddito minimo garantito e dei diritti garantiti per tutti possono sconfiggere la mafia, così che la gente non sia più costretta a chiedere favori e a competere in una guerra tra poveri per il ribasso di stipendi e diritti al fine di far aumentare il profitto di chi comanda il gioco.
Al nostalgico fascistoide di turno che tirerà fuori il prefetto Mori e Mussolini che hanno combattuto la mafia e gli americani che l'hanno fatta rinascere nel dopoguerra, faccio notare che il fascismo era una forma di mafia, con un potere da rispettare e dei cittadini sudditi che dovevano obbedire a quel potere per ottenere ciò che spettava loro, mentre chi dissentiva veniva eliminato. Quindi hanno solo cercato di eliminare la concorrenza, magari inglobandola, infatti alcuni mafiosi erano membri del PNF, a conoscenza e con il favore di Benito Mussolini. Il principe Lanza di Scalea fu uno dei candidati nelle liste del PNF per le amministrative di Palermo mentre a Gangi il barone Antonio Li Destri, pure candidato del PNF, era protettore di banditi e delinquenti. Il carabiniere Francesco Cardenti così riferisce: "Il barone Li Destri al tempo della maffia era appoggiato forte ai briganti che adesso si trovano carcerati a Portolongone (Elba), se qualcuno passava dalla sua proprietà che è gelosissimo diceva: Non passare più dal mio terreno altrimenti ti faccio levare dalla circolazione, adesso che i tempi sono cambiati e che è amico della autorità [...] Non passare più dal mio terreno altrimenti ti mando al confino".
Solo un socialismo vero e diffuso elimina la mafia.

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