giovedì 7 aprile 2016

La partita©

Di Andrea Dotti©



Il cielo si è trasformato in incessanti piogge acide precipitate al suolo per anni; gli strati più esterni dell'atmosfera terrestre hanno cessato di esistere. Alla fine il mondo ha inaugurato il nuovo ciclo climatico; siccità.
Giorni illuminati dalle radiazioni solari dirette bianche e abbaglianti accompagnate dalla brezza rovente. Un panorama quotidiano e immutabile che visto dall'interno dell'enorme stadio ellittico sembra uno stato irreale dell'esistenza.
Lucio 23 è seduto nel posto assegnato. Rinfrescato dall'aria climatizzata e protetto dalla cupola trasparente polarizzata attende trepidante l'inizio della partita.
Sopra i suoi abiti indossa una tunica verde e nera, i colori della Belinda, la squadra che segue dall'adolescenza.
Guarda rapito la metà delle gradinate occupate da persone che sono vestite con i suoi stessi colori; è la sua prima ammissione allo stadio.
Gli occhi neri sovrastati dal cranio rasato e inseriti nel volto arrossato e privo di sopracciglia scrutano l'altra parte dei posti disponibili.
Sono occupati da una legione di persone avvolte in tuniche come la sua; ma i colori sono diversi. Arancione e viola.
I simboli cromatici della Orlalia, la squadra avversaria.
Lucio 23 trattiene con difficoltà le emozioni; quasi non crede ai suoi occhi. A causa dell'agitazione ha la bocca secca, senza saliva.
Per arrivare dove si trova ora lavora duramente alla fabbrica dei gasogeni e offre umilmente ore lavorative gratuite all'azienda. Rispetta i precetti emessi dalla segreteria del partito unico che saggiamente governa la sconfinata città stato.
Sacrifici e rettitudine. Vive solo da quando la sua compagna, per decreto del Consiglio Legale, è stata esiliata oltre il massiccio perimetro di acciaio opaco che circonda e protegge la megalopoli.
In concorso con altri blasfemi tentava di studiare la climatologia senza le necessarie autorizzazioni e sorveglianze; Lucio 23 ha dolorosamente dovuto denunciarla alle autorità. Un affronto così grave ai Codici del Sapere è intollerabile.
Uno spiacevole episodio che poteva metterlo in cattiva luce; fortunatamente il Direttorato degli Accessi ha dimostrato comprensione.
Gli esiti della pratica sono stati positivi e Lucio 23 finalmente può ammirare l'erba verde e naturale del campo di gioco; risultato miracoloso delle cognizioni agronomiche custodite dai Mistici.
Il rettangolo ricoperto di vegetazione è protetto da un limpido e invisibile campo di forze che impedisce qualsiasi contatto tra il pubblico e i giocatori.
Le squadre di 11 elementi ritualmente entrano in campo; 22 prodigi genetici.
Origini uguali per tutti. Bambini figli della gente che sopravvive nei territori esterni ceduti agli emissari delle Società Sportive in cambio di cibo o oggetti.
Cresciuti, allenati e potenziati con impianti biomeccanici e terapie genetiche esclusivamente in funzione del gioco.
Gli spettatori sono esterefatti. Esemplari come quelli in campo sono la massima evoluzione del giocatore.
Viso, mani, polpacci. Gli indumenti lasciano scoperte queste parti rendendo visibile la pelle che ha gli stessi colori della squadra di appartenenza; un sorprendente prodotto delle tecniche di modificazione genetica che però donano a queste persone una aspettativa di vita molto ridotta.
Tutti i presenti li considerano eroi misteriosi dall'esistenza breve e gloriosa.
I droni equipaggiati per riprendere e diffondere le immagini della partita sono pronti; le Case dell'Azzardo hanno accettato le ultime scommesse.
La sfera antigravità con a bordo gli arbitri fluttua al centro del campo di gioco; il segnale di inizio è seguito da 105 splendidi minuti.
Per questo periodo di tempo all'interno dello stadio la legge non esiste; è la condizione che ha attratto Lucio 23 e tutti gli altri ammessi. 105 minuti senza limiti una volta alla settimana concessi esclusivamente ai cittadini meritevoli.
Sotto le tuniche le armi di qualsiasi genere sono pronte; un sibilo, il pallone rotola, e sulle gradinate due masse colorate ondeggiano una verso l'altra mischiandosi rapidamente.
Urla condite con scie di sangue dalle traiettorie astratte e sudore che cola lungo i corpi tesi; nell'aria volano come coriandoli i denti che lasciano le bocche di coloro che sono colpiti al volto.
Spari sempre più frequenti. Mani nude stringono colli in morse spietate, strumenti taglienti agiscono indisturbati; la fine della partita è anche quella dello scontro.
Poi i Mistici raccoglieranno i corpi dei caduti e conforteranno i feriti; i superstiti torneranno agli incarichi a loro assegnati dal Ministero della Stabilità Sociale, in attesa della prossima partita.
Impugnando una roncola Lucio 23 corre verso gli avversari; sorride felice.
Finalmente ha raggiunto lo scopo della sua vita.


Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento