domenica 24 aprile 2016

Il parto abortito di Ippocrate©

Di Mary Blindflowers©


«Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per tutti gli dei e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto:
di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte...».
Questo è uno stralcio del giuramento di Ippocrate. “Mi asterrò dal recar danno e offesa...”. Una massima che i medici dovrebbero incidersi sulla fronte.
E di certo non hanno rispettato il giuramento il primario e l'ex primario dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria,  zona ad alta densità mafiosa. Alessandro Tripodi e Pasquale Vadalà, due dei quattro medici sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta Mala Sanitas. Gli altri due medici arrestati sono Daniela Manuzio e Filippo Luigi Saccà, entrambi in servizio nello stesso reparto. Saccà è anche responsabile della struttura semplice "Diagnosi e Terapia Prenatale". Sono stati sospesi dall'esercizio della professione per 12 mesi, i medici Salvatore Timpano (in servizio a Ostetricia e ginecologia fino al 28 febbraio 2015); Francesca Stiriti (Ostetricia); Maria Concetta Maio (responsabile "Ambulatorio di neonatologia" nell'Unità di Neonatologia); Antonella Musella (Ostetricia e Ginecologia); Luigi Grasso (medico anestesista all'Unità operativa di Anestesia fino al 31 dicembre 2012); Annibale Maria Musitano (direttore dell'Unità operativa di Anestesia fino al 30 giugno 2013); e l'ostetrica Pina Grazia Gangemi (Ostetricia e ginecologia).

Dopo 12 mesi che succederà ai sospesi?
Semplice, siccome siamo in Italia, i medici incompetenti continueranno a stare dove stanno e metteranno le mani su altri pazienti come se niente fosse...
E quelli ai domiciliari? Torneranno ad esercitare la professione medica, o saranno radiati, saranno presto di nuovo liberi di circolare e fare altri danni?
Domande a cui solo il tempo e la mafia potranno rispondere.
Ma veniamo ai fatti: aborti procurati con dolo, neonati resi invalidi da incapacità professionale, puerpere ferite, interventi operati da praticoni le cui manovre sono state coperte da da cartelle cliniche false, create ad hoc.
Le intercettazioni telefoniche pubblicate dal quotidiano calabrese Il Dispaccio, sono eloquenti. I nuovi mostri ridono degli errori sui pazienti oggettivando il soggetto, rendendolo “cosa” capitata per caso nelle loro mani.
Nei nastri si sente il dott. Alessandro Tripodi fare apertamente riferimento alla circostanza che il dott. Timpano, nel corso di un intervento ha causato alla paziente una perforazione della vescica:

Tripodi: minchia non sai che è successo, stanotte l'ira di Dio; Manuzio: eh? e di chi?;Tripodi: allora, quella lì, eh, di Timpano, che gli ha sfondato la vagina. Eh, allora, lo sai, ha la vescica aperta, (ride... ride... ride) (...) allora dal drenaggio esce urina ... te la ricordi a [Omissis]? Era oro... mi ha chiamato Pina Gangemi... dottore vedete se potete venire che qua c'è l'ira di Dio... (ride.... ride) che oggi... 2 litri di urina dal drenaggio (ride)... in pratica... sono andato... la vescica era aperta... l'hanno suturata in triplice stato...
Parlando con un altro collega, dr.ssa Manuzio, Tripodi dice: Vadalà (il primario, Ndr) mi ha spiegato e mi ha detto io non lo so che cazzo hanno combinato, perché l'isterotomia era fatta alta. Poi, dice c'era un buco nella vagina... (ride)... dice non ha capito neanche lui quello che ha fatto... sangue che usciva a fontana da sotto...

I nuovi mostri partoriti dalla politica mafiosa, dal clientelismo, dal malaffare, rivelano un'assoluta mancanza di rispetto per la vita umana perché tanto si sa come vanno le cose, passato lo scandalo poi torna tutto come prima, i medici probabilmente torneranno al loro posto e tutti o quasi vissero felici e contenti. Fine della favola.

Siamo carne da macello nelle mani del parto abortito di Ippocrate.



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