martedì 19 aprile 2016

Fiori freschi, pittura del subconscio©

Di solito non posto recensioni ai miei lavori su questo blog collettivo, ma questa volta non ho resistito perché questa recensione è davvero molto bella.

https://www.academia.edu/24513056/Fiori_freschi_pittura_del_subconscio




Di Alessandro dell'Aira©

Noblesse oblige, olio su tela 90 x 90, Mary Blindflowers©

Fiori freschi è il titolo che Mario Praz, nel ’43, diede a un ‘mazzo’ di saggi suoi su temi diversissimi, evidenziando quanto sia improprio il linguaggio di definisce ‘freschi’ i fiori recisi. Lo stesso controsenso preoccupa Mary Blindflowers da quando ha aperto gli occhi. Da Omero in poi, i poeti sono fiori che non ci vedono. Al massimo, sono visionari. Ecco perché Mary ha voluto chiamarsi così. Blindflowers, fiori ciechi. Gli artisti di razza sono talpe visionarie capaci di visioni astrali. Mary dipinge macchie di Rorschach e interpreta il linguaggio dei propri sogni, o incubi. Che differenza c’è? Gli analisti vivono di gente che vuole sapere cosa vogliono dire i sogni che trascrivono a fini terapeutici. Mary scrive e dipinge: vuole sapere cosa ha dentro e lo chiede alle tele e alle copertine che prepara per i suoi libri. Mary ascolta in silenzio ciò che la sua doppia le racconta da dentro la gabbia e lo trascrive con attenzione. La gabbia è il corpo. Mary esce ogni mattina dalla gabbia per andare al lavoro: va, scrive e dipinge. A sera torna dentro con un mazzo di tele e copertine nuove, le dita imbrattate di colore e le lacrime agli occhi dalla stanchezza. I sogni vengono a cercarla di notte, poi svaporano al di là delle sbarre. Mary va a recuperarli. Uomini, donne, animali, cibi, demoni per bene e altri, si fa per dire, un po’ cazzoni. 

Deus is male, olio su tela 90 x 90, Mary Blindflowers©

Deus is male, non perché sia cattivo ma perché è maschio. Deus is male, si può negare? Interlinguismo anglolatino, mezzo morto e mezzo vivo: l’uovo alchemico, un pasticcio creativo d’effetto. Un insieme indissolubile di copertina e libro. In copertina c’è un cardinale bifronte che manovra povere anime su una scacchiera invasa da gusci di uova, falli incinti e seni trafitti. Dentro c’è (ci sarà) una raccolta di saggi demonologici ispirati al manoscritto inedito di un inquisitore. Il titolo-copertina nasce prima del libro e Mary lo spiega a Mary. Un po’ come Saramago, che inventò il titolo del “Vangelo secondo Gesù Cristo” prima di scrivere il libro. Sarà mago, Saramago? O è solo un giornalista pastore del Ribatejo, nato analfabeta come i pastori e i premi Nobel, afflitti da odiosamati padri padroni e morto più volte, a intermittenze? Controsensi. 

Espressionista del subsconscio, Mary non diluisce i colori, che urlano dentro e fuori di lei come dentro e fuori le sponde dei carretti siciliani. I segni che traccia sono primitivi come quelli dei pastori preistorici. In Inghilterra, dove vive, Mary si siede davanti al mare e sogna un’isola felice. Provocatoria e dissacrante, ha un’anima antica e lo sa. Nega se stessa per interpretarsi. Uomini e donne sono fiori recisi, utensili sparsi, deformati e triturati da un sistema buonista che li massacra per alimentarsi. 


Utensili sparsi, olio su tela 90 x 90 Mary Blindflowers©

“Mister Yod non può morire” è la commedia di un dio stanco. Nei riti egizi Yod è Isis, la Luna, la Vita. Per Mary, Yod è un dio che vorrebbe morire perché lo tormentano. Lo hanno costretto a guardare la tv in eterno, legato a una sedia-svastica. L’unico esercizio che può fare è viaggiare dentro se stesso, in una gabbia che in questo caso è il ventre di una balena. 

Mister Yod non può morire, olio su tela 90 x 90


Romanzi anarchici costellati di stelle sotterranee color nero anarchia. 

La stella nera di Mu, olio su tela, Mary Blindflowers©

Il parto gigantesco di un topo puerpero di un elefante che ricorda quello ingoiato dal boa nel disegno di un Piccolo Principe incompreso. 

Il parto elefantiaco del topo, olio su tela Mary Blindflowers©


Nani alti dissacratori, un uomo uccello parente di un famoso logo editoriale, lo struzzo col chiodo nel becco, che è un emblema ultraserio, non un controsenso: lo spirito che digerisce tutto, disegnato in antico per un vescovo raffinato come Paolo Giovio, e il motto “Spiritus durissima coquit”: più dure sono le cose, e meglio lo spirito le digerisce. A dare a Einaudi questa idea fu Mario Praz. Mary Blindflowers è un’alchimista. Una donna incantata, che cucina con rabbia e poesia.



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