giovedì 3 marzo 2016

Nicola Lisi, scrittore dimenticato©

Di Libri Libretti©



Nicola Lisi (Scarperia, 11 aprile 1893 – Firenze, 24 novembre 1975)

Quanti scrittori finiscono e finiranno nel dimenticatoio?


Molti se si pensa a tutti gli scrittori che ha prodotto il nostro novecento, una miriade di personaggi degni di essere letti e studiati, ma vuoi per la mancanza di materiale (libri introvabili e mai ristampati), vuoi per la precisa intenzione di una certa intellighenzia, un buon numero giace in fondo a dei cassetti oppure relegato in buie stanze di qualche polverosa biblioteca. La nostra memoria si sta accorciando sempre di più, la produzione italiana del novecento è quasi completamente ed ingiustamente dimenticata. Continua il mio spoglio nelle scatole colme di ritagli. Ieri sera mi sono soffermato su questo scrittore toscano, vicino di casa, che ha percorso molta strada nella nostra letteratura novecentesca e che ingiustamente è scomparso da ogni luogo. Forse perché era cattolico praticante? Potrebbe essere viste le nostre fisime su autori troppo di destra, autori troppo di sinistra e forse anche troppo di centro. Comunque sia mi piace portare alla luce alcuni suoi scritti e in questi giorni parlerò di alcuni suoi libri.

L'ora solitaria del contadino, in “Almanacco dei Visacci” , 1938, pp.159-162

(La Calvana è il monte che tutte le mattina ho davanti agli occhi nei giorni in cui lavoro)




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