lunedì 28 marzo 2016

L'arte nell'anarchia©

Di Mary Blindflowers©



L'arte per sua stessa definizione dovrebbe sfuggire alle etichette, ai luoghi comuni, al buon senso imposto da un potere più o meno feroce e più o meno occulto, dovrebbe superare le strategie di persuasione di massa, gli automatismi della psiche, la desensibilizzazione al dolore tesa verso una non-umanità. E compito dell'arte non è soltanto quello di svagare, ma anche quello di segnalare le storture di una società disumanizzante di massa. L'artista interpreta le aberrazioni del suo tempo, lo shock dell'esserci, nel mondo, come testimone che segnala e si ribella a ciò che gli altri accettano passivamente. 


L'arte visiva ben si concilia con l'anarchia, intesa non come caos, ma come magnifica utopia di un mondo più giusto, come protesta verso la guerra, l'omologazione, i dogmi imposti da una religione alienante sempre dalla parte del potere.
Il numero 2 dei Quaderni dell'Ali (Associazione liberi incisori), ha per tema L'arte nell'anarchia. Si tratta di un viaggio interessante alla ricerca di simboli di libertà nelle opere di importanti pittori, litografi, incisori di fama internazionale.


La veste editoriale elegante su raffinata carta patinata segnala brevemente le biografie dei principali artisti citati, nonché episodi relativi alla loro battaglia corredata da significative immagini. Si distinguono i pittori anarchici dagli artisti che hanno fatto amicizia con personaggi dichiaratamente anarchici e dai pittori che hanno collaborato alla diffusione della stampa anarchica.
Un volume interessante.



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