domenica 27 marzo 2016

JIRI ANDERLE (1936)©

Di Libri Libretti©





Jiri Anderle un artista di fama internazionale poco conosciuto in Italia. Come sempre l’Italia si rende orfana di quegli artisti che fanno la storia e in questo caso storia della grafica. 


Quasi ottantenne a ventiquattro anni era già conosciuto per la sua grande qualità di grafico, i suoi lavori sono esposti sia nel Metropolitan Museum di New York che nel Centro Pompidou di Parigi per segnalare solo due delle più importanti istituzioni pubbliche. Da sempre ha rappresentato, con una forza dirompente, l’angoscia esistenziale umana, prima per ricordare il passaggio della guerra e poi per sottolineare, con attenzione e attenta partecipazione, due dei più importanti problemi dell’essere umano: l’invecchiamento e la solitudine. 


Le sue opere sono sempre dense di un forte simbolismo che spesso si aggancia alla mitologia, personaggi angelici si confrontano con personaggi orripilanti, facce deformi e atteggiamenti prevaricatori. Un diario intimo dove poesia e senso della vita si mescolano e si confondono, esplora i temi elementari dell’esistenza umana attraverso la metamorfosi grottesca con corpi umani che avvolgono le loro anime sofferenti in una sorta di contenitore che racchiude un globo pregnante di cattiveria e malvagità. 


Spesso le sue figure sono rappresentate da linee semplici che hanno il potere di animare le sue immagini e i loro dialoghi, una netta distinzione tra l’uso della puntasecca per le linee e del mezzotinto per chiaroscuri. La giusta contrapposizione di bene e male, reale e fantastico, logico e assurdo, bello e brutto crea immagini spesso inquietanti che colpiscono l’essere umano con forti stati emozionali. Un artista da conoscere e studiare.



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