venerdì 5 febbraio 2016

Storia del clistere©


Di Libri Libretti©



Lo STRUMENTO che nel corso dei secoli ha «dominato, curato, umiliato, sottomesso, solleticato, punito» il culo.

Partito con una cartella sgualcita e vuota sono tornato con la borsa pesante e straripante di libri. Ne ho trovati diversi di mio gusto, alcuni cercati altri apparsi in modo inaspettato. Non ho potuto prendere tutto, ma questo libro così particolare non potevo farmelo sfuggire. Piero Lorenzoni, "La giuliva siringa", Storia universale del clistere, Edizioni del Borghese, Milano, 1969. Volume in ottavo (cm 24,5 x 16,5). Pagine 316 con 27 illustrazioni in nero nel testo e 6 tavole a colori fuori testo. Sguardie illustrate con riproduzione a colori di stampa d’epoca. In solido cofanetto con piatti illustrati da riproduzione a colori di stampa d’epoca. 


Esemplare bellissimo. 
Il clistere è quell’oggetto identificato come il terrore di qualsiasi bambino affetto da stipsi giovanile, chi non si ricorda, almeno quelle persone che hanno passato l’anta, quanti giri intorno al tavolo per sfuggire al “carnefice” con la peretta in mano. Prima celebrato come oggetto curativo, lo stesso Molière lo elogia nel “Il malato immaginario” e in altre tre commedie, poi, già nel settecento, diventò strumento malizioso, quasi un sostituto del pene, oggetto sessuale, presente nella maggior parte delle stanze di piacere. 

Alcove che diventano luoghi ammiccanti dove il piacere è provocato anche con l’uso del clistere. Lorenzoni ne fornisce un’ampia descrizione, alcune volte più letteraria altre con vera e propria documentazione. Ai giorni nostri ha abbandonato il cosiddetto uso medicale e è apprezzato solo in alcuni testi a sfondo erotico. Azzeccata fu la l’epigrafe: «Vissuto innocente, il clistere è destinato a morire in peccato», rimane in attesa di essere riabilitato …



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