domenica 10 gennaio 2016

Utensili sparsi© (Dalla prefazione)




L'abominevole etica del subnullizzato uomo contemporaneo: bocche semoventi / a scatti simmetrici / in appigli da marionetta convulsa...
Uomini come utensili sparsi sul brolo arido del mondo, esseri che si agitano in atmosfere realisticamente surreali, realtà anacronistiche, scarti e liberi reietti come perle nell'aria subsonica e missili contro il sistema dell'umanoide perfettamente inquadrato nel sistema.
Le liriche che seguono rappresentano il libero gioco della dinamica destrutturalista. L'occhio, lontano da visioni idilliache, soppesa la carta vetrata della terra, le stelle comete abrasive nel sussurro del gelo invernale e il clochard che beve quando decide di piovere. Ma i poeti nel libero gioco dell'ego sanno ancora sognare oltre le lastre grevi del ghiaccio, in un viaggio che non ha confini né porte al termine delle notte e del giorno, per lo sfondamento del limite super-egotico. Confuso tra i replicanti lo spirito libero non ha legami se non il suono che tende l’arco contuso delle sue stesse idee. Patria, bandiera, armi, / istituti, Dio e banche / sono solo un concetto / per menti stanche, amenità da presepe /.
La libertà sa che la terra è fatta solo per chi vede / amore nelle vistose/ archimetrie del denaro/.
Un grido di protesta che sa d'acqua veloce e scorre senz'argini. Un libro dedicato a tutti quelli che non troveranno la strada di casa, perché non la strada non c’è, e non troveranno pace, perché pace non c’è, ma rimaranno vivi dopo il temporale, anche dopo essersi fatti male.


(Mary Blindflowers)


Mary Blindflowers Olio su tela, 90 x 90






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