mercoledì 27 gennaio 2016

Buona giornata dottor Mengele©

Di Libri Libretti©



Prendendo come spunto un bellissimo quadro di Fulvio Leoncini vorrei aggiungere: "ben alzato"! Solitamente sono contrario al "giorno", al giorno inteso come ricordo di una tal cosa, troppo facile. Non possiamo lavarci la coscienza in un solo giorno, pulire i panni sporchi, farsi vedere belli, lustri come topi in granaio per poi fregarsene il resto dell'anno. 


Il problema rimane e va guardato con occhi attenti sempre, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno. Non perdiamo la memoria e non ci facciamo annacquare il vino, il problema non va diluito, scontornato. Sempre più spesso leggo veri e propri trattati di negazionismo come se il problema fosse stato inventato, in bambini del '43, quelli scampati alle torture e alle camere a gas, hanno i capelli bianchi, tutti superiori a ottant'anni, quando perdiamo la loro testimonianza abbiamo perso la memoria, la verità. 


Sarà più facile per coloro che smontano pezzo per pezzo i racconti dei sopravvissuti avere vita facile, riempirci di bugie e farci credere il falso. 

Mettiamo in cascina quanto ancora ci rimane e divulghiamolo non soltanto il 27 gennaio di ogni anno, ma ogni giorno che ci alziamo e con sarcasmo diamo il buongiorno al dottor Mengele. Ricordiamoci che tutto è nato "per un'idea di bellezza". L’ideale estetico fu sempre a fondamento dell’etica del nazismo. Hitler affermava solennemente che il nazionalsocialismo aveva dato all’arte compiti nuovi e grandi: la creazione di un mondo più bello, più puro e più sano, eliminando tutto ciò che avesse ostacolato questo supremo ideale di bellezza. 


Il corpo umano, nella pittura come nella scultura, doveva rappresentare la perfezione delle forme e l’armonia delle proporzioni. Mengele prese alla lettera queste dichiarazioni: esperimenti su esperimenti, colorare gli occhi di azzurro, far nascere gemelli affinché il più debole rafforzasse e rendesse più bello il più forte ...


Non diamo più protezione a nessun "mengele" e ricordiamoci che molti, indisturbati, anzi coccolati, hanno continuato ad operare anche molto dopo la fine della guerra. Non permettiamo a nessuno di vivisezionare e ridicolizzare le parole di un qualsiasi Fiano Nedo, non è mai un problema di numeri, anche se fosse stata torturata una sola persona sarebbe stata troppa.






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