giovedì 19 novembre 2015

JOSEPH KESSEL - ALEXANDRE ALEXEIEFF (1928)©


Di Libri Libretti©


Non posso negare che Alexandre Alexeieff mi piaccia, ma il libro Les nuits de Sibérie non contiene solo delle bellissime illustrazioni ha pure un testo, pur nella sua brevità, molto interessante. L’autore è un personaggio del mondo, non esiste luogo in cui Joseph Kessel non sia stato. Vuoi per la sua attività militare vuoi per la professione di giornalista Kessel ha vissuto in luoghi straordinari e da questi è riuscito sempre a regalarci degli stupendi libri. 



Libri che trasudano di passione, sentimento, partecipazione come, appunto, “Les nuits de Siberie” pubblicato nel 1928 per le edizioni Ernest Flammarion di Parigi nella collezione “Le nuits”. Il volume, solo 132 pagine, racconta una notte nella città di Vladivostok, città che si trova nell’estremo oriente russo in prossimità del confine con Cina e Corea del Nord. Luogo strategico e più grande porto russo sul Pacifico. Il racconto si riferisce al periodo in cui Kessel, per motivi militari, passò due mesi nella città portuale e descrive la città nella sua totalità. Luogo in cui erano confluiti militari canadesi, cecoslovacchi, americani, giapponesi, mescolanza di mentalità ed umori, impasto di contraddizioni e sopraffazioni, ingorgo di loschi affari e vite sbandate. 

Narrato in prima persona si rivolge al lettore, descrivendo la città sporca, piena di ubriachi, con una prostituzione dilagante e perversa con potere corrotto dedito solo a traffici illeciti e criminali. Coglie la disperazione della gente comune, l’agonia dei più deboli, descrive un substrato culturale rovinato dove il denaro passa di mano per poi essere rubato e rimesso in circolo per due ore di sesso a pagamento.


 Lo stile è fluido, tagliente, talvolta malinconico e triste quando il grado di violenza si fa più intenso. Un’avventura ai limiti della crudeltà, una sorta di caos da incubo, una testimonianza leggermente e sapientemente romanzata di una situazione e di un luogo che può apparire come l’anticamera dell’inferno, dove tutto è permesso.




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