martedì 29 settembre 2015

Latterie (da Retrofuturo)©

Di Paolo Durando©




Nell'odore nuovo di cortili e asfalto,

trasparenza dell'aria nelle latterie.

I pantaloni corti, le domande sospese,

si accostano alle caramelle al banco,

i nati d’anni di grana grossa.

Sui marciapiedi tra i palazzi,

lanciano in aria dischi volanti.

Un pallone sfreccia tra i calzettoni,

ricordo del mattino di fiocchi e corridoi lavati.

Le bambine giocano alle signore.

E saranno ribellioni tra inauditi pensieri, 

confezioni regalo di concetti freschi,

tali almeno per chi non ha storia.

Le emancipazioni da annusare con la cravatta,

in libri, libelli, per idee definitive, 

le camerette, i mangiadischi, la solitudine sudata,

scavata nel chiuso dei pomeriggi.

Il rombo del presente dietro le fòrmiche,

il pulviscolo alle tapparelle da cui filtra il sole.

I genitori in cucina a parlare e a mascherarsi.

Si vive implicitamente soddisfatti.

Oro in bocca, forma composta, composite ipocrisie,

rivelazioni nell'ottimismo di confini spezzati

e, appena al di là, praterie di segni,

viali al neon, tra miasmi in Vespa e la piazza grande,

motori, prime pose, prime articolazioni di prospettive,

emergenti verità di ragazze.

Incontro ai figli alla scuola di paese,

i denti rovinati, le fatiche di sempre nell'afasia,

ma altra cosa le trentenni di Jesolo,

sulla spiaggia al tramonto,

in tardive nuove seduzioni,

con quelle di Milano e Vigevano,

in offerta a cuori in contropiede.

E Lucy in volo con i diamanti.




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