venerdì 7 agosto 2015

Il filo conduttore e Jumper Flik©

Di Mary Blindflowers©

Copertina di Mary Blindflowers, olio su tela 90x90©


L'irriverenza, il successo, la coltivazione dell'ego e poi la disillusione in Jamper Flik, favola per adulti. I protagonisti sono insetti antropomorfizzati, agitati, combattivi, fieri e poi delusi. Jamper è un grillo, il campione imbattuto del salto in lungo, l'eroe che improvvisamente decide di scrivere una storia per ipotetici lettori mentre si scontra con un incidente che lo costringe a fare i conti con una sanità malata e un mondo che i suoi occhi ingenui non avevano davvero mai visto. Comincia così a pensare: mi domando cos'èro prima e cosa sono adesso. Qual'è la mia essenza? Eh, eh, discorsi importanti, che prima non mi sarei sognato di fare. L'essenza... C'è ancora nel mondo qualcuno che ci fa caso? Prima ero un'apparenza. Gli altri amavano l'immagine che si erano fatti di me, un'immagine vincente, forte, sicura, egocentrica e spaccona... Ma quello ero veramente io?


Il filo conduttore è la breve e dialogica storia di Tidelfo, scrittore fallito alle prese con la sua stessa storia che si materializza davanti ai suoi occhi, generando personaggi curiosi e imprevedibili.
“Il filo conduttore” non è un romanzo nel senso tradizionale del termine. Più di qualche benpensante rimarrà scandalizzato dal minimalismo dialogico della scrittura e dirà che si trascendono le regole elementari della narrativa. Giudicherà il lavoro alla stregua di un copione cinematografico o teatrale, come se ogni forma espressiva non avesse una sua peculiare dignità. “Il filo” di cui si parla qui è spoglio di inutili orpelli, come una donna senza gioielli. La sintesi e il dubbio sono gli ingredienti principali di queste righe che si tingono vagamente di giallo, esulando però dai canoni del genere con un finale a sorpresa.

(Dalla sinossi...)

Puoi votare altri articoli anche in questa pagina.
Share this page


Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci commento