martedì 28 ottobre 2014

L'Italia dei Feltrinelli e dei Marcelli...©

Di Mary Blindflowers ©



Navigando sull'web mi imbatto per caso in alcune news, in cui si legge: “il 30 ottobre non autopubblicarti, prova con un editore vero”. In alto il logo Feltrinelli. Una dicitura a dir poco inquietante: “In occasione della nascita di Zoom Filtri, la nuova collana digitale dedicata alla narrativa di genere (thriller, fantascienza, erotico, horror...), per la prima volta e solo per 24 ore Feltrinelli, che solitamente non accetta dattiloscritti non sollecitati, apre le porte agli aspiranti scrittori”.
Tradotto, voi poveretti scrittori pressoché sconosciuti, senza uno straccio di agganci che vi consentano di salire in alto e pubblicare con i grandi numeri, voi, derelitti, poveri illusi senza arte né parte, né raccomandazione di un politico, cardinale, giornalista, animale o orinale, voi che non siete veline, calciatori, pseudopenne dagli improvvisati lucchetti, scribacchini di amori e fanfaluche alla Harmony, voi, inutili pecore al pascolo, intellettuali falliti, precipitatevi a godere e illudervi di un solo giorno di gloria. Durante questo storico giorno, esattamente il 30 ottobre, potrete, voi infelici e pusillanime, essere letti da un editor Feltrinelli senza che nessuno vi abbia precedentemente “segnalato” ossia “raccomandato”. In pratica ti dicono, noi della Feltrinelli leggiamo solo la rosa dei raccomandati, gli altri, fossero pure novelli Ionesco, possono andare a farsi friggere. Così se volete diventare “veri scrittori”  come Moccia, e essere letti da veri editor raccomandati di partito, partecipate alla collana Zoom filtri. Non aggiungo altro. Chiedo ai lettori. Ma è una bufala? Uno scherzo della rete? Oppure siamo veramente arrivati al punto di non ritorno? Al punto in cui ti sbattono la triste realtà di un mondo marcio e corrotto in faccia e neppure si sforzano di nascondere che solo i raccomandati vengono letti e anche pubblicati?
Sempre navigando mi imbatto in un concorso letterario, uno dei tanti indetti nel delizioso stivale dei maiali. Premio letterario Marcelli. L'editore mi manda perfino un messaggio su fb per invitarmi a partecipare assieme ad altri 5000 e rotti, presumo. Chiedo subito: si paga?
Risponde di no, non si paga niente, soltanto ci sarà un Galà in cui verrà resa nota la classifica e se si vuole con la modica somma di 38.00 euro si potrà prolungare la serata con una cena, ma partecipare alla cena non è obbligatorio. L'editore poi gentilmente prega di mandare una mail per possibile pernottamento, in modo da ricevere particolari sconti di B&B e Hotel convenzionati, ovviamente già d'accordo con l'editore stesso. L'evento attirerà i poveri fessi, che pernotteranno, mangeranno, e tutti saranno felici e contenti. Una bella favoletta contemporanea.
Al vincitore verrà pubblicato il libro entro dicembre 2014. 
E udite udite a chi va il primo premio?
Il primo premio va a Lorena Marcelli. Ma che combinazione! Il premio letterario Marcelli va a Marcelli! Oh che curiosa coincidenza! Quant'è bizzarro curioso e strano! Forse l'editore l'aveva già incontrata da qualche parte! E anche a lei pare di averlo incontrato da qualche parte! Non l'avrà per caso intravista ad Ancona? Tuttavia non ricorda bene, non potrebbe dire se l'ha vista o no! E' veramente curioso... Sorge a questo punto un legittimo dubbio. Lorena Marcelli chi è? Figlia, nipote, moglie, parente, collaterale, affine? E cosa ha mai pubblicato in vita sua? Saggistica, teatro, narrativa, poesia, cartaceo, e-book? Mistero! Com'è curioso, com'è strano, com'è bizzarro!
E' un dubbio uroburico, il mito del serpente che si mangia la coda!
Strano davvero... Possono essersi incontrati nella stessa casa Marcelli e Marcelli! E tuttavia non si sa, non ricordano con esattezza... Com'è bizzarro e misterioso!
L'Italia dei Feltrinelli e dei Marcelli com'è curiosa, com'è strana. Che gran figlia di puttana...






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19 commenti:

  1. Destrutturiamo... CHE AMAREZZA L'ITALIA. SIAMO AL COLLASSO E INVECE DI CONGRATULARCI CON CHI HA IMPIEGATO LE SUE ENERGIE, IL SUO IMPEGNO, LA TENACIA, nell'organizzare un concorso letterario, CHIUNQUE può permettersi di PUNTARE IL DITO. Chi sei ...Marylibri1@gmail.com ... per CRITICARE E POLEMIZZARE su un concorso ed una casa editrice che non conosci. Chi sei Marylibri1 ... sei in cerca di notorietà SCREDITANDO CHI LAVORA ONESTAMENTE???? Cara Marylibri1 RIFLETTI: Il mio vecchio mi diceva sempre:
    “Quando punti il dito contro qualcuno osserva attentamente la tua mano:
    tre dita puntano verso di te.
    Non dannarti a voler cambiare gli altri, è inutile;
    cerca piuttosto di essere il cambiamento che vorresti vedere.”
    (Ottaviano Bleach, Virgin Motel) Posso assicurarti che la VINCITRICE DEL CONCORSO MARCELLI per casualità e MERITO ha vinto il premio. Ed ora cara Marylibri1 credo sia DOVEROSO RIFLETTERE E MODIFICARE IL TUO ARTICOLO. Grazie ... Firmato GIULIANI che amarezza .....

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  2. E quando il mostro chiese ad Ulisse, chi sei? Chi sei? Ulisse disse Mi chiamo Nessuno... Nessuno... Nessuno... Il fatto di essere Nessuno lo collocava in una posizione privilegiata, perché, non essendo Nessuno poteva dire quello che voleva senza padroni. Di fronte all'indecenza di un risultato già scritto ci si difende con la coincidenza? Le coincidenze non esistono, esiste solo la malafede e la boria di chi non sa rispondere. Non è importante chi sono io ma chi è la Marcelli che ha vinto il premio Marcelli... Mi viene da ridere solo scrivendolo... Mi tengo anche, leggendo le maiuscole della sua risposta, Giuliani. Non è chi grida più forte che ha ragione. Marcelli chi è? Chi è la vincitrice del premio Marcelli che guarda caso (ohhh che coincidenza strana... che strano caso...), si chiama Marcelli? Lo dica ai lettori del nostro blog, ce lo dica, siamo tutt'orecchi!

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  3. Rispondo amareggiata, ma assolutamente d'accordo con quanto magistralmente descritto. Il guaio che noi, poveri illusi che in cambio di una parola e di un po' di attenzione, doniamo sconsideratamente le nostre emozioni, i nostri sogni a chi, sciacallo dell'anima, se ne approfitta, regalando illusioni effimere, infischiandosene dei nostri sentimenti, dello sforzo che ciascuno di noi compie, per dare il meglio. La conferma viene dal post apparso su Facebook stamattina. Marcelli accusa, ammonisce e minaccia azioni legali, nei confronti di chi, a pieno diritto, si è permesso di condividere la personale opinione sui dopo scena dell'evento. Confesso di essere caduta nella trappola di entrambi gli eventi, non si smette mai di sognare. Queste sono lezioni, ma non smetterò mai di credere a quello che amo fare, piaccia a tutti o soltanto a una limitata schiera di persone. Questa è già una gratificazione. Non sarò mai tanto ipocrita, da prostrarmi ai piedi dei personaggi in questione, elargendo ad ogni costo complimenti e "adulazioni" fasulle, sperando di ottenere la loro attenzione.
    Grazie per aver aperto un discorso da dibattere a larga scala. I cosiddetti signori dell'editoria, si dimostrano per quello che sono. facciamo in modo che smettano di turlupinare il prossimo.
    Vogliono cancellarci dal loro profilo, credo che lo faremo prima noi. Non ci servono amicizie di così basso valore morale.
    Grazie per avermi concesso lo sfogo.
    Buona giornata.

    P.S Pare che la signora Lorena Marcelli abiti in Toscana e, a suo dire, sia solo incappata in uno strano caso di omonimia.
    Mentre del testo inviato a Feltrinelli, non ho notizia alcuna.

    Grazie.

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  4. Un detto sostiene che sia la verità ad offendere e scatenare le ire più impensate. Si commenta da se...

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  5. Il bello è che il tanto risentito Giuliani non ha detto ma che dici, questa Marcelli non è mia parente, non lo ha detto, mi ha chiesto chi sono io... Eheheh davvero divertente...

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  6. P.S. Uno può avere anche parenti che abitano in Australia, ma sempre parenti sono...

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  7. Rassegnatevi,miei cari. Rassegnatevi all'evidenza e ammettete che quello che vi dpinge a parlare e sparlare di me é solo la rabbia.La delusione di non aver vinto un concorso al quale ambivate sicuramente,altrimenti non avreste partecipato, vi spinge a dire molto anche troppo,diffamando la mia persona. Lo ripeto di nuovo:non c'é parentela fra me e l'editore. Di nessun grado. Questo basta a far sí che le vostre linguacce tacciano,una volta per sempre? La Marcelli,della quale cercate notizie da otto giorni,non abita in Toscana. Non contattate inutilmente le mie omonime. Io POSSO DIMOSTRARE in ogni momento ciò che asserisco, mia cara Blindflower, LEI,invece,potrebbe dimostrare che i suoi ripetuti attacchi contro la mia persona non sono configurabili come reato di diffamazione on line?(Le prove,poi,sarebbe lei stessa a fornirle,con i suoi scritti.) Adesso vi saluto cordialmente,pregandovi CORTESEMENTE di interrompere questa inutile e dannosa(per voi),querelle. Come ha già detto qualcuno, gli avvocati costano e io sono magnanima. Non vorrei farvi spendere soldi. Un caro abbraccio a tutti coloro che non hanno il coraggio di ammettere una sconfitta del proprio talento e...alla prossima competizione. Lorena MARCELLI.

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  8. Eccola, lupus in fabula. Ma preziosa vincitrice, grande penna del futuro, se non è parente, perché si altera? I miei scritti sono l'espressione di un dubbio democratico che molti nutrono, e le assicuro che non mi sono affatto affannata a contattare proprio nessuno, omonimo o no. Il dubbio ovviamente rimane, soprattutto constatando che lei è completamente a digiuno del significato del termine diffamazione. L'articolo ovviamente rimane, non verrà affatto rimosso e se lei e i suoi amici o presunti parenti o no Marcelli, collaterali, affini e barbini, volete procedere legalmente, fate pure, procedete, denunciatemi, che problema c'è? Io il dubbio che lei sia parente di Marcelli ce l'ho, e l'ho espresso in libertà. Vincere un concorso? Ma scusi, lei con chi crede di parlare? Io ho pubblicato 8 libri, e ne ho altri due in preparazione, cosa vuole che me ne importi di vincere uno dei tanti concorsi e concorsini di strapaese fallito e corrotto? Sa perché ho partecipato? Perché l'editore Marcelli suo casuale omonimo, mi ha mandato un messaggio invitandomi a farlo. Al che ho risposto: "si paga?". Mi disse: "no, solo la cena ma non è obbligatoria e posso darle gli indirizzi degli alberghi...". Al che ho pensato... Ah... Non le specifico cosa, per decenza...
    Siamo seri, lei cos'ha pubblicato di interessante? Solo un racconto con Poeti e poesia a pagamento oppure qualcos'altro? Ci illumini soave scrittrice...

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  9. No per infierire, ma soltanto per dirla tutta, anch'io sono stata più volte sollecitata a partecipare. Scrivo versi interessanti, dissero. Nonostante avessi anticipato di non presenziare alla premiazione, hanno insistito, infatti, dopo aver visto un video con tanto di intervista al dottor Marcelli, ho ceduto e inviato la mia silloge di poesie. Successivamente sono stata informata di essere entrata nella rosa dei finalisti per la qualità delle stesse. A proposito, il nostro materiale che fine farà? Io, ad esempio, visto che era ammesso dal regolamento, ho anche inviato un racconto di narrativa, del quale non so assolutamente nulla.
    Io non metto in dubbio nulla, anche l'eventuale casualità dell'omonima. Non attacco nessuno, esprimo la delusione e lo ribadisco, cara signora Lorena, per il trattamento e per l'infelice battuta espressa sui finalisti.
    Non si alteri, ha vinto si merita di godersi quel premio. Perché parlare con certi termini, nessuno credo, abbia offeso la sua persona, né il suo operato. In democrazia, penso che lei stessa ne convenga, vorremmo solamente poter esprimere la nostra opinione. Soprattutto difenderci da chi, approfittando delle debolezze di chi scrive, continua a prendere in giro, mancando di stile.
    Io personalmente non sono invidiosa di nessuno, non mi logoro lo stomaco per non aver vinto, ci sono abituata. Se ha tempo però, vada lei stessa a rileggersi le prime battute pubblicate sulla pagina di Fb dopo l'evento. Credo che lei stessa ci darebbe ragione.
    Confrontarsi garbatamente, porta a conclusioni più costruttive.
    Grazie e buona giornata.

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  10. Trovo questo articolo offensivo e superficiale, in quanto riporta notizie non verificate. Denuncia brogli e inciuci inesistenti. Anch'io ho partecipato al concorso Marcelli e non ho vinto nulla. Ma non ho voluto sollevare polemiche come hanno fatto altri rosiconi. La signora Lorena Marcelli, non solo non è parente dei proprietari della casa editrice omonima, ma non li conosceva neppure fino alla serata della premiazione.
    Poi, uno può pensarla come vuole, ma se per un comune concorso letterario, si arriva ad accanirsi così, vuol dire che nella vita si ha poco di cui gioire.

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    1. Se il dubbio è un'offesa l'articolo è offensivo, se la superficie è profonda è superficiale, non si riporta proprio nessuna notizia, si esprime un dubbio, perfino Cartesio amava il dubbio, perché non dovremmo esercitarlo noi? Siamo o non siamo in democrazià? Un comune concorso letterario è solo la traccia di un mondo che non va per il verso giusto.

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    2. Nessuno rosica, non ho di certo bisogno di vincere un concorso letterario con il famosissimo Marcelli per pubblicare, non sia ridicola più di quanto lo sia il suo nome da gattina Lily...

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    3. Eh certo, grande prova di etica appigliarsi a un nome per screditare l'opinione avversa se discordante dalla propria oppure spinosa. Io, a suo tempo ho portato avanti un progetto amatoriale sui fumetti e, pur non essendo una professionista, sono sempre andata a fondo prima di pubblicare qualcosa. E mi è capitato anche di dover pubblicare delle correzioni, assumendomi la responsabilità dell'errore. Credo che non sentirò la mancanza di questo blog, vista la superficialità con cui affronta le notizie.

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    4. Siamo politicamente scorretti, il dubbio è la nostra unica etica, non abbiamo screditato nessuno neppure i suoi fumetti del fondo profondo nel mondo. Qui si dubita, non si scredita. Quale opinione avversa? Qui è sì o no, non ci sono soluzioni. Se dubitare è un reato, siamo colpevoli. Non si preoccupi, neppure noi sentiremo la sua mancanza... E continueremo a dubitare. Hai mai studiato filosofia lei oltre ai fumetti? Ebbene se vinco il premio Pinna e mi chiamo Pinna, l'organizzatore, Pinna pure lui, per levare di mezzo ogni minimo dubbio sull'onestà della giuria, nel momento stesso in cui consegna il premio a Pinna, ha il sacrosanto dovere di specificare agli astanti che hanno speso pure i soldini per albergo (indicato dall'editore, particolare non trascurabile) e magari cena di gala che la Pinna vincitrice non è parente del Pinna editore e che si tratta di un curioso ed insolito caso di omonimia. Perché questa precisazione non è stata fatta? Bastava poco per evitare articoli come questo... Chi è causa del suo mal pianga sul cesso e pure spesso. Amen.

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  11. Dubitare è sempre lecito, come pure replicare ai (infondati?) dubbi altrui. Leggendo la classifica, obiettivamente anche a me è sorto qualche dubbio, spero davvero completamente infondato.
    Ad ogni modo, pur conscio di una certa vacuità e futilità insite in simili iniziative (come pure enumerare enfaticamente i propri libri pubblicati), comunque io mi ero iscritto; poi, per ragioni extraletterarie, non son potuto intervenire dandone avviso all'editore. Spero solamente che la mia assenza in classifica non sia da imputare alla mia assenza alla premiazione (o forse spero il contrario). Detto ciò, l'aspra tenzone sorta mi lascia interdetto assai: cui prodest?
    Quanto alla Feltrinelli (et similia), c'è poco da fare. Io, per quel che vale, combatto una mia (modestissima) battaglia contro i grandi quotidiani e le loro recensioni/segnalazioni/pubblicità pilotate sempre verso la solita compagnia di giro degli scrittori di "successo" (e relativi grandi editori). Non sortisce effetti evidenti ma, quanto meno, placa per qualche momento lo "spirto guerrier c'entro mi rugge". Marco Bocci

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  12. Come avevo premesso in una conversazione su fb sintetizzata solo in parte da Lorena Marcelli, io non conosco la signora, nè il suo grado di parentela o amicizia con Marcelli ed., che invece conosco bene, lui e il suo "staff", per essere stata contattata dalla casa editrice in questione, alcuni anni fa (circa 2010) quando muoveva i primi passi nel settore narrativa. Quindi mi tiro fuori dalla discussione sul grado di vicinanza che intercorre tra i due, non perchè ritenga l'argomento concluso o superfluo; conoscendo P. Marcelli, posso anche ipotizzare che il suo stesso comportamento, in sede di premiazione, abbia dato adito, o rivelato, l'ambiguità. Non partecipo a nessuno degli innumerevoli concorsi che butterano questa martoriata penisola, per scelta. Tantomeno mi sarei iscritta a quello di Marcelli, conoscendo la persona e la realtà in cui opera, e conoscendone i mezzi, economici, morali ed umani. Dico ciò per sottolineare il valore del brillante e veritiero articolo, ma anche per sottolineare che, forse, la stessa signora Marcelli, può essere stata avviluppata da una spira di inconsapevolezza e credere di aver ricevuto un premio da persone altamente qualificate. Succede a moti fra noi, poi ci si sveglia, a meno che non si venga risucchiati dal "Giro". Comprendo (nel senso che ne posso immaginare le motivazioni personali) la veemenza della signora Giuliani, umanamente coinvolta nella situazione. A volte penso di scriverci qualcosa, su questa mia passata esperienza, niente di impegnativo, solo cronaca romanzata quel tanto che basta per farne un romanzetto, anche uscendo dal mio genere e dal mio mondo narrativo, che è comunque di tutt'altro tipo.

    Claudia Ronchetti

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  13. CERTA EDITORIA. Claudia Ronchetti. Come avevo premesso in una conversazione su fb sintetizzata solo in parte da Lorena Marcelli, io non conosco la signora, nè il suo grado di parentela o amicizia con Marcelli ed., che invece conosco bene, lui e il suo "staff", per essere stata contattata dalla casa editrice in questione, alcuni anni fa (circa 2010) quando muoveva i primi passi nel settore narrativa. Quindi mi tiro fuori dalla discussione sul grado di vicinanza che intercorre tra i due, non perchè ritenga l'argomento concluso o superfluo; conoscendo P. Marcelli, posso anche ipotizzare che il suo stesso comportamento, in sede di premiazione, abbia dato adito, o rivelato, l'ambiguità. Non partecipo a nessuno degli innumerevoli concorsi che butterano questa martoriata penisola, per scelta. Tantomeno mi sarei iscritta a quello di Marcelli, conoscendo la persona e la realtà in cui opera, e conoscendone il modus operandi. Dico ciò per sottolineare il valore del brillante e veritiero articolo, ma anche per sottolineare che, forse, la stessa signora Marcelli, può essere stata avviluppata da una spira di inconsapevolezza e credere di aver ricevuto un premio da persone altamente qualificate. Succede a moti fra noi, poi ci si sveglia, a meno che non si venga risucchiati dal "Giro". Comprendo (nel senso che ne posso immaginare le motivazioni personali) la veemenza della signora Giuliani, umanamente coinvolta nella situazione. A volte penso di scriverci qualcosa, su questa mia passata esperienza, niente di impegnativo, solo cronaca romanzata quel tanto che basta per farne un romanzetto, anche uscendo dal mio genere e dal mio mondo narrativo, che è comunque di tutt'altro tipo.

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  14. Mi chiedevo se riusciremo mai a leggere e a valutare quest'opera, valutata in cinquemila euro. Ci riusciremo?

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