giovedì 30 ottobre 2014

Passaggio al Kent©

Di Fremmy©




Tre minuti alle dieci e rallento, ho scommesso di voler raggiungere la meta oltre tempo limite per il pedaggio del ponte che soltanto dopo le dieci consente il passaggio free, mi accosto un pò in corsia emergenze e vago.
Il Dartford Bridge si erge lontano ed altissimo proteso a braccia aperte sul Tamigi, la notte è lo sfondo ultimo di un castello lasciato ormai alle spalle. Di fronte il Kent si allunga nel viaggio di ritorno nell'Essex.
La lancetta non si muove più, qualche minuto alle dieci. Decido di varcare comunque, sobbillato dai miei scalpiti di voler creare una falla nella fragile perfezione monarchica, dunque mi accingo e appropinquo.
Una breve domanda su come evincere le modalità di pagamento in diverse valute, visto che mancano soltanto due minuti alle dieci. Illuso, pensavo di interferire nella fluida praticità del tutto previsto e del comunque contenuto imprevedibile.
Mi viene chiesto di attendere i minuti utili a rendere il lavoro di ''viaggi insoluti'' un dispiego di energie fuori orario senza straordinario pagato: sono riuscito, siamo riusciti, io e la donna della mia vita, ad allungare un intervallo e prosciugare un'azione utile all'ordine.
Dato che non abbiamo spiccioli e non si può pagare con la carta, e non possono farci passare perché mancano due minuti, ci dicono di accostare e attendere. Arriva una macchina della polizia. Dobbiamo seguirla. Una manciata di rotonde e semafori e si torna al punto di partenza, proprio davanti all'ingresso del ponte, da cui siamo partiti. Ora però una luce verde ringrazia e dice di essere ''free, thank you''. Basito mi chiedo dove ho dormito e cosa avrò ingerito per avere quella strana sensazione di tepore mentre stringo la mano della mia anima gemella.
Un sogno in bagno, un bagno mentre sogno ed un ponte mentre percorre attimi di solitudine e tunnel dove gira il sole e la luna dice ''cheers mate''.
L'Essex dà il benvenuto al Kent dall'alto, ed il contrario si svolge con la testa sotto l'acqua di un fiume che trafigge il cielo di nuvole cupe e sconnesse come assi di un quartiere vicino al lato B di esistenze di invisibili e vulnerabili persone.

Ora la procedura è migliorata e più scorrevole, si avvale di una cartolina gialla sventolata all'ufficiale di turno che saluta con un pacco di biscotti senza glutine ed una tisana all'infuso di termini e condizioni rispettate, accettate e testate senza giro di zio Peppe.

Il guardrail è ricurvo e talvolta ammaccato dalla foga di qualche sabato sera con Jack e Glen invasati a vomitare nel fiume di una prospettiva triste e illuminata dai fari di lucciole simili a libellule nella palude di ghiaccio del frigido azzurro spento.

La strada di casa è ansiosamente ripetitiva, ma la mano nella mano di chi mi sta accanto mi dà il senso del dover fuggire dai sensi esterni alla mia anima limitrofa e gemella.

Moralmente è stravolto il senso del vagare dal riservarsi un posto tra due caselli ed una tornata inverosimile di U contorte e annoiate, mi precipito e cado sul rogo.


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martedì 28 ottobre 2014

Gramsci 2017... e la sinistra digitale 2.0




Il futurista Roberto Guerra rilegge Gramsci, Marx,  Majakoskij, Marinetti…Wilde,…  Reich, Fromm, Marcuse, Deleuze-Guattari, Baudrillard.. Berlinguer, Pasolini, Cacciari, Renzi e Beppe Grillo…

Nell'ebook per Armando editore anche una intervista a Giuseppe Manias de La Biblioteca Gramsciana di Ales..

Gramsci 2017 Dopo Berlinguer... Renzi, Grillo:  per una sinistra italiana nell'era di Internet -
dello scrittore  futurista  Roberto (o Roby) Guerra (già autore sempre per Armando di Futurismo per la Nuova Umanità...e membro de La scuola romana di filosogfia politica), è stato appena edito in eBook dalla prestigiosa editrice romana Armando editore, specializzata in scienze sociali e testi universitari.
Guerra rilegge per via letteraria e futuribile certa storia del progressismo italiano storico aggiornandolo alle news contemporanee di .. Matteo Renzi, dialetticamente anche verso Beppe Grillo, come sintomo mutazione del web anche per la politica italiana (Non quello NO TAV o ecoluddista). Focus su un Gramsci poco ancora approfondito, almeno in chiave mediatica e futuristica,  certe intuizioni di Gramsci sul futurismo e i suoi moniti per un Partito non dogmatico, ma attento al divenire mediatico (all'epoca nascente) e storico, capace di ascoltare i bisogni e i sogni nuovi del popolo, oggi in particolare il People 2.0 dopo la Internet revolution....
Il tutto articolato in termini conoscitivi e in certo futuribile contemporaneo al passo con certa scienza sociale recente e attuale.  Capitoli ad esempio sul sociologo della scienza  - di sinistra - Riccardo Campa (Univ. Jagellonica, Cracovia) e sul Centro Studi sul Futuro IIF di Roberto Paura (Napoli, nonchè su Vitaldo Conte, critico d'arte delle ultiem avanguardie estreme (Belle Arti, Roma). Da segnalare nel volume eBook un breve saggio del futurista anarchico Antonio Saccoccio (Tor Vergata Roma) su Renzo Novatore., una intervista significativa  dell'autore a  Giuseppe Manias, curatore de La Biblioteca Gramsciana, a Graziano Cecchini su Gramsci e il futurismo, a Sandro Giovannini sull'urfuturismo poetico-filosofico.
Ovviamente un testo controcorrente e originale e provocatorio, un recupero del Gramsci ecc secondo Guerra non ancora veramente storicizzato, ma anche Berlinguer ecc: polemico, contro certa vulgata e certo ideologismo-passatismo ancora prevalente.  Un testo con zoom innovativi sui vari Marx...  Pasolini, Cacciari sugli stessi ovviamente Marinetti e  Majakowskij  come futurismo sociale rivoluzionario.
Il Gramsci di Guerra è anche.. già stato presentato in anteprima nel giugno 2013  alla Biblioteca Gramsciana di Ales in Sardegna (luogo natale di Gramsci!) a cura di Giuseppe Manias per un convegno sul futurismo contemporaneo, lo stessp Graziano Cecchini in live set,  discusso in convegni su Gramsci a Salerno dal crtico d'arte Marcello Francolini , segnalato da media nazionali e siti rilevanti,  ad esempio Il Tempo e la Storia di Roma, a  cura di Roberto Bonuglia, giovane associazione culturale romana già premiata dallo stesso presidente G. Napolitano.

Questo breve saggio- secondo Guerra -  “…illustra le potenzialità di una nuova sinistra 2.0 dell'era di Internet, finalmente anti-ideologica, contro le derive sia dell'estrema sinistra nichilista(come già proclamò Berlinguer)  e certi eccessi ecoluddisti e acritici terzomondialisti, , dialettica verso il pensiero evoluto liberale/conservatore e cattolico,  per una nuova visione della società della conoscemza di memoria socialista e nello stesso tempo popperiana., contro il pensiero unico che inquina eccome ancora sia la sinistra storica, sia la necessaria, in democrazia, complementarietà conservatrice.  Per una nuova rotta metaculturale e metapolitica finalmente oltre il novecento ideologico ben noto, sempre un virus in Italia.  In tal senso il primo novecento ci illustra ancora - con diverse sue modulazioni incompiute o poi degenerate, come profondo archetipo, nodi del pensiero italiano progressista ma non solo tutt'oggi poco assimilati dal convenzionalismo storico e sociologico.  Il dinamismo di Renzi, un poco anche  l'esuberanza postweb dello stesso Grillo, pur inaffidabile sul piano strettamente parlamentare, in tal senso sono segni live in ogni caso di mutazione dal Novecento all'era del web. Il discorso riguarda anche certa tradizione socialista, compreso, piaccia o meno, il primissimo fascismo di sinistra, sia le stagioni di Craxi e persino dell'ex premier liberale Berlusconi, sullo sfondo anche l'antipartitocrazia dei primi radicali di Pannella,  non ultimo il grande esperimento incompiuto di Berlinguer e Aldo Moro, neoumanistico, all'epoca le ancora recenti  provocazioni anche ma quale dignità umana e futuribile msiconosciuto  dei vari Reich, Marcuse, Fromm e certa psicosociologia contemporanea. Tutta- se si vuole una tradizione della sinistra troppo anticipatoria (nel senso e nelle congetture, utopica e neoutopica, anche il Wilde straordinario dell'Anima dell'Uomo sotto il socialismo, se si vuole diversamente letteraria), un'altra storia della sinistra neoprogressista possibile...".
Futurismo rottamatore?

 VIDEO PROMO


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Transhumanist Art: Giancarla Parisi e la femme 2.0







Nel 2014 l’ arte contemporanea italiana d’avanguardia,  futuribile o neofuturistica, transumanista nello specifico segnala una nuova artista emergente e in progress, vale a dire la torinese, spesso attiva a Milano, Giancarla Parisi o Carla Rhapsody.

La Parisi, partita soprattutto da orizzonti prossimi a certo neopop o nuovo futurismo prossimo alla generazioni degli stessi Renato Barillli e Marco Lodola,  mixati da certo paradossale surrealismo estetizzante (la stessa Tamara de Lempicka sullo sfondo) è esplicitamente approdata  nel 2013 a voli postumani e transumanisti: la mostra programmatica milanese  Transhuman Woman (Via della Spiga “Gallery) e il progetto arte e design  “Carla Rapshody”  riflettono un mega video game metaforico,  colori mind up loading  probabilmente destinati a un 2014  rilevante e traccia ormai sinaptica per l’Italia di una nuova estetica transumanista in boccio e relativamente “epidemica/epidermica”. 

Particolarmente suggestiva appare la cifra squisitamente femminile e tecnoliberty (in certo senso anche archetipico moderno) di tale dinamica avanti l’angolo dell’anno appena nato.  Donne e Tecnologia, anche in Italia, oltre certo pregiudizio molto italico, potrebbe finalmente sostituire il clichet novecentesco  Donne e Motori. Carla Rapshody, già modella e appunto anche designer,  testimonia già,  l’elettronica immaginaria come poetronica visual capace di ricombinare nelle opere e nella … cybercoscienza,  quel memo  biofilo e profondamente umanista e +, certamente tutt’oggi lacuna strutturale ancora in Italia, nella cultura e nella parola prevalenti, nell’età digitale 2.0. 

Lo stesso Stefano Vaj, scrittore e  transumanista italiano, in una notevole intervista americana, proprio sul magazine del transumanesimo, hPlus,  ha espressamente segnalato la stessa Carla Rapshody, tra le figure  oggi promotorici in Italia di tale nascente nuova estetica contemporanea.

E nel 2014 infatti, una sorta di officiale per la transhumanist art in Italia con una mostra a Milano con Omegalfa “The nemesis paradigma” (Studio Sutti,  a c. dell’Associazione Italiana Transumanisti).  

Con particolare audience mediatico (da Italian Network a Luuk Magazine a Juliet ecc.): da cui anche una nostra intervista all’artista che riproponiamo:


D -  Giancarla, a Milano per consacrare la nuova arte transumanista..?  
(Giancarla Parisi) Si, dopo la mia prima personale dell’ anno scorso “Transhuman woman” rieccomi a Milano con Omegalfa..., che si accredita per me come il migliore polo creativo – artistico italiano grazie alla sua dinamicità unita al respiro internazionale . La mia arte che unisce visioni futuriste – transumaniste si fonde alla classica ed antica tecnica pittorica dell’ olio su tela ed esprime, secondo me, pienamente quel concetto di principio proattivo, perfettamente in linea con le teorizzazioni dell’ artista multimediale Natasha Vita More e spiritualmente espresse dalle performances artistiche di Marina Abrahamovic.Si potrebbe anche dire che musicalmente le mie opere amano le atmosfere acustico – tecnologiche di Laurie Anderson.  

D- Giancarla — dopo Trasnhuman Woman,  ora  elaborazione più Hard (* nel senso di programmatico) verso l’arte come archetipo femminile 3.0?

(Giancarla Parisi) C’è chi ritiene che la mia pittura esprima una certa inquietante sensualità, per me non è un plusvalore volutamente aggiunto, ma semplicemente un riflesso inconscio della mia interiorità.

D- Giancarla,  arte transumanista e cybersex (arte elettronica diffusa in certa avanguardia)?
(Giancarla Parisi)Quello che faccio è profondamente ispirato dalla mia esperienza lavorativa nel campo dell’ industrial design e della modellazione matematica 3D, quindi ognuno può vederci quello che preferisce, anche affinità cybersessuali.

 D-Più nello specifico, uno zoom sui nuovi lavori ?
(Giancarla Parisi)Omegalfa “The nemesis paradeigma”  Vuole esprimere quel misto di speranza e paura tipica degli “ultimi giorni dell’ impero”, quando tutti, più o meno consapevolmente, stanno traghettando attraverso quel periglioso tratto di mare che conduce verso una nuova e misteriosa epoca della nostra storia, che per la prima volta potrebbe diventare finalmente transumana, sperando altresì che non diventi inumana.





INFO


Carla Rhapsody youtube

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L'Italia dei Feltrinelli e dei Marcelli...©

Di Mary Blindflowers ©



Navigando sull'web mi imbatto per caso in alcune news, in cui si legge: “il 30 ottobre non autopubblicarti, prova con un editore vero”. In alto il logo Feltrinelli. Una dicitura a dir poco inquietante: “In occasione della nascita di Zoom Filtri, la nuova collana digitale dedicata alla narrativa di genere (thriller, fantascienza, erotico, horror...), per la prima volta e solo per 24 ore Feltrinelli, che solitamente non accetta dattiloscritti non sollecitati, apre le porte agli aspiranti scrittori”.
Tradotto, voi poveretti scrittori pressoché sconosciuti, senza uno straccio di agganci che vi consentano di salire in alto e pubblicare con i grandi numeri, voi, derelitti, poveri illusi senza arte né parte, né raccomandazione di un politico, cardinale, giornalista, animale o orinale, voi che non siete veline, calciatori, pseudopenne dagli improvvisati lucchetti, scribacchini di amori e fanfaluche alla Harmony, voi, inutili pecore al pascolo, intellettuali falliti, precipitatevi a godere e illudervi di un solo giorno di gloria. Durante questo storico giorno, esattamente il 30 ottobre, potrete, voi infelici e pusillanime, essere letti da un editor Feltrinelli senza che nessuno vi abbia precedentemente “segnalato” ossia “raccomandato”. In pratica ti dicono, noi della Feltrinelli leggiamo solo la rosa dei raccomandati, gli altri, fossero pure novelli Ionesco, possono andare a farsi friggere. Così se volete diventare “veri scrittori”  come Moccia, e essere letti da veri editor raccomandati di partito, partecipate alla collana Zoom filtri. Non aggiungo altro. Chiedo ai lettori. Ma è una bufala? Uno scherzo della rete? Oppure siamo veramente arrivati al punto di non ritorno? Al punto in cui ti sbattono la triste realtà di un mondo marcio e corrotto in faccia e neppure si sforzano di nascondere che solo i raccomandati vengono letti e anche pubblicati?
Sempre navigando mi imbatto in un concorso letterario, uno dei tanti indetti nel delizioso stivale dei maiali. Premio letterario Marcelli. L'editore mi manda perfino un messaggio su fb per invitarmi a partecipare assieme ad altri 5000 e rotti, presumo. Chiedo subito: si paga?
Risponde di no, non si paga niente, soltanto ci sarà un Galà in cui verrà resa nota la classifica e se si vuole con la modica somma di 38.00 euro si potrà prolungare la serata con una cena, ma partecipare alla cena non è obbligatorio. L'editore poi gentilmente prega di mandare una mail per possibile pernottamento, in modo da ricevere particolari sconti di B&B e Hotel convenzionati, ovviamente già d'accordo con l'editore stesso. L'evento attirerà i poveri fessi, che pernotteranno, mangeranno, e tutti saranno felici e contenti. Una bella favoletta contemporanea.
Al vincitore verrà pubblicato il libro entro dicembre 2014. 
E udite udite a chi va il primo premio?
Il primo premio va a Lorena Marcelli. Ma che combinazione! Il premio letterario Marcelli va a Marcelli! Oh che curiosa coincidenza! Quant'è bizzarro curioso e strano! Forse l'editore l'aveva già incontrata da qualche parte! E anche a lei pare di averlo incontrato da qualche parte! Non l'avrà per caso intravista ad Ancona? Tuttavia non ricorda bene, non potrebbe dire se l'ha vista o no! E' veramente curioso... Sorge a questo punto un legittimo dubbio. Lorena Marcelli chi è? Figlia, nipote, moglie, parente, collaterale, affine? E cosa ha mai pubblicato in vita sua? Saggistica, teatro, narrativa, poesia, cartaceo, e-book? Mistero! Com'è curioso, com'è strano, com'è bizzarro!
E' un dubbio uroburico, il mito del serpente che si mangia la coda!
Strano davvero... Possono essersi incontrati nella stessa casa Marcelli e Marcelli! E tuttavia non si sa, non ricordano con esattezza... Com'è bizzarro e misterioso!
L'Italia dei Feltrinelli e dei Marcelli com'è curiosa, com'è strana. Che gran figlia di puttana...






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sabato 25 ottobre 2014

Transhumanism Poetry: Computer Life - Love on Mars?




1. Computer Life

Zero Uno
vola
il carillon senziente
dall'avvenire
a Gaia
Tempi di lacrime esatte
eppur si sogna
nuova infanzia digital
la tabellina in-esatta
di Darwin fanciullo

 2. Amore su Marte?

C'era una volta
arcobaleno
dopo la pioggia
nelle tue pupille
il primo razzo
dell'ultima umanità
1+1= 2
il nostro patto dell'angelo
Un salto quantico
oltre i 7 colori
E ti videoamo
disperso nell'infrarosso



*by  AA.VV. Parlami d'amore, parlami di vita (LIR-Circolo Arianna, 2014) a c. di V. Pignalosa, prefazione del Prof. Alberto Mirabella

Roby Guerra

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Aspettando il ghiaccio (da Note Annegate)©

Fremmy©


La scatola cranica metteva su programmi ben pensanti di forte ascolto facoltoso per famiglie di plastica abbagliate dalle luci di una vita sorridente.

L'alba invece, ha dovuto sempre fare i conti con me, figlio di un futuro mai prossimo e nipote alterno di una virulenza sensazione di togliersi il respiro per sfuggire alla plastica della luce anabbagliante dei miei pensieri crudi sul mondo.

Avevo nelle mani la mia mente ed ingoiavo fiorellini viola che rendevano tutta l'aria densa di fervore fluorescente all'orizzonte dei mari senza coste da bagnare, lagune su cui attraccavo la mia festosa agonia di sentirmi sempre intorpidito dal ruscello che straripava di melma nel fangoso mio, ma non prossimo a me stesso, ego.

Salite ruspanti sui dischi d'avorio mi gettavano la pietra sul muretto per arrotondare il salario dove passivamente traevo bilanci tirando ai dadi in un gioco prudente, l'unico azzardo era fermarsi al me stesso quando le mie pupille creavano scompiglio ai miei fili secondo i quali muovevo i miei affetti sdradicati dal vaso in cui ossigenavo fertilizzanti e coltre.

Ho trafugato un senno di poi dalla mia camera oscura dove le finestre senza tenda sbiadivano le fotografie in sviluppo dando alla pellicola di me stesso un colore più accettabile nei ricordi, ho dato al mio quello del mondo, ho alienato passi da farfalla ingerendo frammenti di me stesso in piccole dosi scientificamente non provate, ma sensazionalmente assuefanti al loro scenario patinato di sorrisi e spensierata ipocrisia.


L'ipocondria ha ceduto il passo alla violenza senza armi nè percosse, una nube, un sogno un volo ed un pulsante. Istanti fraudolenti hanno rimpiazzato l'esito già scritto di una feconda angoscia dirottata e diluita in temporeggiamenti ansimanti, un giorno conclusi al cessare dell'asma di se stessi in un lungo e profondo trampolino dal quale sono scivolato e caduto nel vuoto di un faro solitario che bacia un fiordo in estate aspettando il ghiaccio.

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Transhumanism Poetry: Tecno-Ritratto 2.0




Tecnoritratto 2014 Solar Sistem




5 e 4 54 numero horror

per fortuna genere letterario

ma né bel suono e presagio di tuono muto fatale

per Noi futuristi

che amiamo abbattere il muro del suono

e le granate rumoriste dei droni



Più bello poetare 5.4 magari dalle parti di Orione.

Forse tempo e spazio catturati dall'eterna giovinezza



Sembra parodia del carissimo Oscar Wilde

ma nessun patto con le rughe e con la morte

A ciascuno secondo la propria vita, libera e 1 sola volta azzurra

opera d'arte irripetibile



Ma Noi futuristi

A ciascuno secondo le propie vite moltiplicate

Siamo persino Ghepardi

7 vite e a 110 km orari



Malattia le rughe e la falce finale



Noi futuristi sconfiggeremo la morte

e la sua gemella vecchiaia autopsia horror in vita

e senza anestesia



Oscar Aubrey de Grey... docet (in latin 3.0!)



 Roby Guerra



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giovedì 23 ottobre 2014

La setta Wikipedia, enciclopedia casta

Di Roby Guerra



Wikipedia Italia… conoscenza dal web o setta 1.0? Che scriverebbe Marinetti nel 2014 nell'era di Internet, magari su Wikipedia Italia, la discussa enciclopedia online (almeno nel Bel Paese)?). E nell'era stessa della tecnoscienze e certe prospettive transumaniste cosiddette estreme? Forse un clone Marinetti come un geniale Brian Eno (Marinetti non il sottoscritto) sparerebbe a Zero. Altro che enciclopedia libera: un sedicente ANONIMO esperto ha recentemente mutilato la sezione neofuturismo contemporaneo in Futurismo (dopo oltre 1 anno)  secondo lui non enciclopedica (nonostante siano stati segnalati futuristi viventi attuali curatori di Centenari del Futurismo 2009 e  comvegni Universitari sul nuovo futurismo  segnalati sulla Rai, non ultimo protagonisti in convegni internazionali futuribili e definiti "The Italian Futurism" segnalati persino nel sito blog di un certo Raymond Kurzweil, collaboratore della Nasa e di Google; non ultimo in convegni Gramsciani! e con rilevanti pubblicistiche editoriali.... Ecco che cosa scriverebbe Marinetti!
Chiunque abbia avuto a che fare in certe discussioni con i fantomatici utenti e–o amministratori di Wikipedia Italia, l’enciclopedia online fondata a livello Internazionale a suo tempo da Jimmy Wales, quale garanzia del sapere nell’era informatica, assai probabilmente resta quantomeno perplesso.
Un recente Il Venerdì di Repubblica ha segnalato neppure clamorosamente almeno certa aleatorietà di Wikipedia, ma periodicamente e sempre piu spesso le critiche di autorevoli giornalisti o intellettuali si sprecano. In effetti, basta una pagina a caso, Voci spesso attendibili, a volte discutibili, sempre – piaccia o meno – la sensazione percepita ci sembra tale, incompiute, riduzionistiche. Se poi, come accennato, con la massima dialettica conoscitiva sia ben chiaro, si naviga in certe casi – suggeriti dai wikipediani stessi – relativi a voci di dubbia enciclopedicità – quando le basi stesse delle voci esitano verificabili e attendibili, ma –appunto- qualche folletto wikipediano è magicamente apparso nella Voce.., troppo spesso i copioni possono ormai, dopo un paio di decenni circa, intendersi assai prevedibili, enciclopedici essi stessi (se fosse possibile scrivere la pagina wikipediani!). Contrariamente a ogni dibattito scientifico conoscitivo, emergono, piaccia o meno, scenari e giochi linguistici più prossimi alle società segrete, da Pitagora (al di là del grandissimo filosofo matematico, ma ci pare ALTRI TEMPI, alla massoneria alle sette new age o anche meno esoteriche, roba tipo Scientology! (in certa misura certi gruppi pseudoculturali nati nel web, anche politici eclatanti in Italia…): intanto si parla con presunti referenti assolutamente fantasmatici, nick name oppure mica esperti dell’Accademia della Crusca o della Royal Society o dell’Onu e così via. Neppure è quasi comprensibile se si interagisce con esperti di quel che è in oggetto: anzi, il più delle volte, le basi conoscitive spesso segnalate e risegnalate sembrano assolutamente cosa secondaria rispetto ad una sorta di ancora misconosciuta Burocrazia Burotica uber alles propria di Wikipedia Italia (Già all'estero sembra invece diversa e meno discutibile!). Regole cosiddette spesso astruse e arbitrarie, soprattutto, di difficile decifrazione: se i manuali normali di qualsiasi attività umana fossero simili, beh persino una semplice ricarica telefonica fallirebbe, di più, il costo sostenuto finirebbe in qualche extranumero magari dalle parti di Marte.
I maligni sussurrano anche, visto che si tratta di volontari e quindi associazioni on lus facsimile, funzionanti in base a donazioni.., che Wikipedia Italia sia una mera e oscura copertura… In Italia si sa potrebbe essera anche possibile. Va da sé, la nostra impressione resta diciamo squisitamente futuristica e tecnica: tutto nacque nell’era 1.0 del Web; furono quindi decise in certo modo determinate griglie anche soltanto tecniche per un funzionamento un minimo attendibile dell’enciclopedia…un poco come i forum pre blog 2.0... Ebbene con lo sviluppo esponenziale della Rete, è finito che queste stesse regole risultino e da tempo spesso obsolete: siamo nel Web 3.0! se sul piano concettuale – come in fondo poi fa persino la Treccani classica, enciclopedico è anche autore minore ma di rilievo (in Wikipedia Italia nulla definisce questa frontiera e pare arbitraria assieme invece a certa palese sintomatologia dei wikipediani stessi…SI AUTODEFINISCONO BUROCRATI AMMINISTRATORI!) e certamente anche il Contemporaneo se rilevante (idem in Wikipedia Italia le regole sembrano neuroni specchio anticontemporanee, ferme fissati alle già arcaiche regole delle antiche enciclopedie.. una specie di schizofrenia quindi rispetto alla Velocità attuale del mondo, dell’informazione, e figurarsi della Rete!!!). I Wikipediani sono dei Burotici quasi autistici, che subordinano le basi conoscitive essenziali per una enciclopedia alle – dicevamo- estinte Regole 1.0, diventate quasi – per banali effetti web stessi della Rete - esiste già una ampia letteratura - un (fate le ovvie proporzioni).. ..lager, un gulag, tribunali del popolo e dell’inquisizione, come poi sente qualsiasi esploratore e navigatore in buona fede in esperienze eventuali dialettiche con i sedicenti wikipediani. In ogni caso qualsivoglia enciclopedia seria del web, scientificamente attendibile, presuppone la fine di certo registro di sistema tipo società segrete e iniziatiche (come qualsivoglia etnologo può facilmente constatare, sarebbe anche un bestseller!). Vale a dire, nuove regole, molto poche e semplici, comprensibili. Amministratori e Utenti eventualmente censori… con nomi reali e mail reali per discutere alla luce del Sole. E se per dei Volontari troppo dispendioso accettare certi ritmi, allora si occupino d’altro. La Treccani la diresse anche un certo Giovanni Gentile, non fantasmi. Né regge il Volontariato come garanzia di democrazia eccetera, qua il percepito è una Enciclopedia Casta e basta, arbitraria, neppure probabilmente per occulti interessi economici ad personam, ma per webpatology forse persino neppure consapevole, peggio quindi dal punto di vista psicologico e – figurarsi- scientifico. I wikipediani italiani! assomigliano ai primordiali Pitencantropi in certo senso, ancora semisonnambuli! O ai simpatici matti delle visioni fisiognomiche di Lombroso! Solo che rompono i C spesso e a ben vedere creano – nell'era comunque di Internet - dei danni d'immagine che prima o poi potrebbe innestare spirali poco gradevoli.
Ergo chiunque ama la conoscenza e la conoscenza scientifica, sia ben chiaro anche artistica, filosofica, teologica, ecc. tra scienze “naturali” e “scienze umane ” anziché perpetrare o “tollerare” l’attuale wikipedia Italia-resti pure ma si sappia che non è conoscenza scientificamente attendibile, si parli di Einstein o del vostro brillante Professore di Estetica locale ma minore. Rilevante, semmai scienziati e uomini di cultura promuovano una Nuova Wikipedia del Web in Italia, su basi conoscitive e alla luce del Sole, con appunto referenti precisi nomi reali e metodologie non criptiche. Quella 1.0 è onanisticamente e patologicamente fobicizzata e paleotecnica: come usare ancora un GSM del 1994 nell'era degli smartphone e dei Tablet, letteralmente! TEMPO DI UNA INDAGINE PARLAMENTARE SU WIKIPEDIA ITALIA!



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sabato 18 ottobre 2014

Creature

Di Paolo Aldrovandi



E adoperare la Bibbia
come un sottobicchiere
per vini scadenti,
mentre tutto fuori brucia,
la gente brucia
i cani bruciano
le piazze e le vie tutte bruciano
le auto in doppia fila bruciano
e bruciano insieme ai proprietari,
anche loro in doppia fila da una vita,
come carrelli iper-mercato dentro la gabbia
e fuori, le grida e le sirene,
non mi toccano perché son al sicuro
mentre tutti stanno bruciando sereni,
mentre chiudono le imposte la sera bruciano
e scommettono sul fuoco amico che non esiste
e si scottano le dita come stupidi filosofi,
nel tentare la congettura che fa salire la marea
pronta a lenire, tutto quel calore che brucia
dentro lo stomaco e dentro al petto,
anche una volta imboscato nel letto
che brucia senza emettere suono,
come passi di silenzio annaffiati dalla benzina
in un incendio imbavagliato e cieco
che rantola tra lenzuola e pensieri
di desideri e vortici, che son fantasmi sul soffitto.





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venerdì 17 ottobre 2014

Hiesit©

Di Mary Blindflowers©




Meschine invidie di paese,
donnine monocolor pluriuso
grigio bocche bellavista
sui fori della gonna altrui,
pronti su pista
al microscopico universo
zucca vuota
perde quota
con l'esercizio della lingua.
L'onore, il matrimonio che santifica
ogni specie di puttana
fedele alla Santa chiesa
cattolica romana,
l'orrore del diverso.
La sposa bianca 
già del sesto mese
come orchidea stanca 
lubrifica
pasti luculliani grandi spese
e
marmi imbiancacase dei paesani,
per gare fai vedere,
 possedere
l'essenza baciapile aria clonata
di altari col dio che se ne frega.
E
la controbiblioteca abbandonata
al frullo di comari sugli scranni
che fanno lega e gossip coi grani dei rosari
e
il mito antropomorfico del vino
con voci dai toni poco chiari,
che cuciono croci a uncinetto
su panni
di passanti occasionali
e
la conta degli amanti, delle corna,
il voto alla madonna,
gli orinali al posto della testa,
la solita triste festa del disuso,
la medicina che leva il malocchio
dal petto
il pecorino sfuso,
il brodo ristretto,
quella ha un figlio finocchio,
quell'altra tiene d'occhio il marito
come medaglia sul letto...
Per fortuna c'è chi parte e non torna.
Cut hiesit.
Taglio netto.
I love London.



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