martedì 30 settembre 2014

Si sieda e mi dica...©

Di Alessandra Piccoli ©




(...) Si sieda e mi dica.

Niente. Ho freddo e gira tutto.

In che senso?

Nel senso che ogni cosa non trova pace e i piedi, 
i miei piedi allora spariscono sotto, nel pavimento,
nascosti. 
Affondano, ha presente?


Sì, più o meno. 
Poi? 
Poi se riesco ad alzarmi e trovo uno specchio ne vedo due. 
Due diverse, con espressioni differenti come se una fosse felice e l'altra triste. 
E poi vomito. 
Le ginocchia diventano fredde, intendo fredde quasi gelide al tatto e i piedi stanno sempre sotto.

È un vero peccato non trova?
Sì, ha ragione le estremità sono fondamentali, danno il senso del limite, a volte della fine. 
Infatti è angosciante. Ma io non li cerco perché temo di perdere anche le mani lì sotto. (...)

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sabato 27 settembre 2014

Sull'erba©

Di Gabriel Lure©




Sull'erba
calma
aspetterò il sereno,
il profumo
 dell'alba,

la fragranza 
del cielo,
cancellerò
 le porte 
dalla stanza,
i cancelli 
dall'inverno
,
sarò una
 landa desolata,
un invariato 
deserto
,
per scioglier
e dal tuo sguardo
l'equilibrio 
d'un sorriso,

e
 cadendo
ti
 lascerò la mia mano 

per 
spegner 
l'ululato 
del grano
ed ogni
 mio lamento.
Sul ciglio d'una sigaretta
le mie lacrime strette
non mi davano retta
oltre il
silenzio
delle nubi,
ho ingoiato
il cielo,
un ultimo
passo
verso
l'eterno...
Sono confuso. Ho volato con mezzo serbatoio, voltando l'angolo e le mie labbra di fango sembravano ragnatele d'asfalto. Sento freddo. Un ultimo miracolo m'ha oltrepassato il cervello, sono infausto, secerno veleno avulso d'ogni peccato, lecco le lapidi tutto d'un fiato, non voglio lasciare nessun pretesto. Presto calerà la notte e suoneranno le stelle, la luna non ha più sguardo, ci son troppe ferite sulla mia pelle. I fantasmi mi chiedono la strada, ma non c'è verso, tutto ha lo stesso colore d'una lacrima, la malia dell'incerto. I corvi si nascondono fra le foglie del grano, il mio sguardo di seconda mano fa il resto. Ho voglia d'infrangermi, di seminar stupore oltre le pieghe del cuore, le mie preghiere non son altro che parole, non mi resta che chiudere le ali, sedar la luna con l'illusione del sole.
Ti lascerò
la mia mano
per spegner
l'ululato
del grano
ed ogni

mio lamento.

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lunedì 22 settembre 2014

E risorgetemi (Da Incroci rosari 108)©

Di Mary Blindflowers©



Nacqui nel 6350,
salendo i 108 scalini
del niente manifestato,
e mai universalmente
cancellato.
E risorgetemi le mani,
sono nove con tre dita
ad arto,
e risorgetemi le piume
in echi di angeli ceduti
al posto della carta
per conservare i panettoni
di scarto.
Non ho dei né padroni,
non ho cieli da contaminare,
nell'astuta diavoleria della preghiera,
nell'ansimante lacuna
finto spirituale delle religioni.
E risorgetemi
la sera,
senza catene,
senza ombra alcuna

di pleonastiche prigioni.

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domenica 21 settembre 2014

Ogni momento incerto ©

Di Gabriel Lure ©



Ascolto i 
rami
concedersi 
al vento
come 
lai
di 
sorrisi.
Se potessi

spegner il 
sole

eclisserei 
ogni emozione

solo
per 
indossar i tuoi occhi
i tuoi 
chiodi d'assenza

ora che 
son sordo

e vivo solo
 l'apparenza
e non so dire
quanta 
strada ho perso
e non 
so capire 

quale 
senso

abbia il tempo
e continuo a sognare
i 
corvi oltre i tuoi capelli,
smarrendomi

in quell'averno 
avverso
alla follia

che ho dentro.
Forse 

durerà un giorno
o forse

sarà eterno,
ma fino ad allora

cercherò 
d'immaginarmi 
diverso

perchè allo
 stesso modo
vivo
ogni
momento

incerto.

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martedì 16 settembre 2014

Satellizzando (da Metempsicosi, la dinamite di Eva) ©

Di Mary Blindflowers ©


Ci sono uomini dalla pelle
che rimbalza su sentieri
di stelle inattingibili,
sognatori che viaggiano su treni
inesauribili di venti avversi,
sì, 
perché sono diversi
da tutti gli altri scaltri
che hanno il sole freddo nella tasca
tintinnante,
con cui comprarsi il mondo,
i sognatori
sì,
sono diversi,
hanno un cuore di pane
impastato col diamante
e mani acerbe con labbra rosse
vampire dell'esangue giorno,
hanno energie da vendere
alla notte fragrante di luce,
e sono corti,
tutti quanti corti,
non arrivano a capire
che concepire il volo
senza mai partire
è un tentativo che scuce
il globo e oltre,
satellizzando.






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mercoledì 10 settembre 2014

Ansietà d'oltremare (da Note annegate) ©

Di Fremmy ©



Quella strana agonia immobile

non si scrolla dal mio stomaco

nemmeno con i chiarori invernali.

La non curante alba feconda i vagiti

che scandiscono il tempo di una nausea,

risate lontane guaiscono come animali

previdenti al passaggio del fucile avverso.

Rientra in me la forma di distacco opaco,

il mondo ha voglia di cancellare il mio respiro,

i presunti locomotori di suoni non solcano indigestioni.

Agonia e stupidità affluiscono al letto alveare

mentre il mio pensiero si getta nella cupola,

un bacino acqueo ha sete di vuote irrigazioni simultanee.

Divido il pianto in siccità facciali e svengo,

alterato al gusto di, un mai più ambito, ritorno


ansimante nel freddo e gradevole silenzio.

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domenica 7 settembre 2014

L'altolocato ©

Di Mary Blindflowers ©



Renzo è un tipo in vista,
quadrilocato
nei punti cardinali,
altolocato
dai contorni anemici,
nasconde i buchi neri
dentro antri polifemici
e
proprio ieri ha lavorato con la mafia russa,
oggi costruisce case e non si sa bene cosa,
smussa gli angoli alle nuvole,
promette presentazioni d'artista
in posa vip
da vigne sopra cimiteri
che costano soldi veri,
sale ad alta quota,
su cime alte 108 bilioni di metri
per pulire i vetri alchemici
della noia in cui da povero ricco,
nuota e si confonde.
Davvero tristi onde.



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venerdì 5 settembre 2014

La puttana vecchia

Di Mary Blindflowers

Paola è un tipo eccezionale,
un istrionico borghese sale
condito di falso zucchero,
canne, pesce crudo,
soldi e sigari toscani.
Paola ha tic inesauribili,
come cadaveri lontani,
immarscescibili,
riflessi sul dorso nudo
delle sue mani grevi,
e appuntamenti lievi
scritti sulle pupille di ceruleo
vento e sulla bocca stretta
di pitonessa da scopamici occasionali.
Paola è una secchia
che fa concorrenza agli orinali,
una puttana vecchia.



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giovedì 4 settembre 2014

Di Gabriel Lure ©


Lí


dove non 
sono

scavo nell'occhio

per sradicar
il torpore

il fulgore
il nitore

del sogno
sí da
 toglier di 
torno

tutta la
 notte
e l'oppressione

del lenzuolo.

Finiró
vagando

altrove
ad interrogarmi

sull'emozione
che non
oso
perché
da desto

altro
 non imploro

che
l'eterno
desolante
riposo


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martedì 2 settembre 2014

Il coniglio bianco

Di Paolo Aldrovandi ©


Il coniglio bianco è fuori dalla finestra
è una stagione scioccante
il fiato del sole è liquore siciliano

e quasi quasi resto a scaldarmi
quanto basta per ricordare il mio nome
come se un pazzo mi cambiasse la targhetta ogni giorno
fuori dalla mia porta
fuori dalla mia parte
non suonate quel campanello
passate attraverso è un consiglio
il coniglio bianco è fuori dalla finestra
ed è la sottile differenza
una linea che non si deve oltrepassare
e io che aspetto non so cosa
e aspetto sempre senza rendermene conto
ma ho provato lo giuro!
e quasi quasi resto a scaldarmi
quanto basta per ricordare il mio nome
Salute!

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