lunedì 28 ottobre 2013

Elettriche poesie


Elettriche Poesie 


Ora i Tiranni sono Giardinieri
E per Salvare la Rugiada
Dal Polline Osceno delle Orchidee
Stuprano il Corpo
Mai Vergine delle Margherite.

Ma è un Giardino senza Dio
Dove Fioriscono le Viole del Pensiero!

(Roberto Guerra, La nuova Eva virtuale).

In occasione dei trent’anni dalla morte di Corrado Govoni, nasce, con il patrocinio del Comune di Ferrara un libro di poesie elettriche, Elettriche Poesie. Poesia d’avanguardia a Ferrara (1980-2000), edito da Librit; poesie antitradizionali, futuribili, planetarie con sfumature cyberpunk, in nome di una bellezza lontana dalle convenzioni, rintracciabile in schizofreniche passeggiate post-psicanalitiche. Una poesia fresca, carica di ritmi suggestivi liberi «dal nazismo di Dio» come canta Roberto Guerra in L’era dei robot. Nel “giardino senza Dio fioriscono le viole del pensiero”. Versi lontani dal retrivo cattolicesimo di stampo buonista, orientati verso una prospettiva di sperimentalità vivace e spumeggiante di suggestioni creative e originali. Versi alchemici distruttivi del luogo comune che ricordano vagamente, per irriverenza e freschezza, la forma mentis di tale Gio Ferri, autore di Spazi spastici quartine terapeutiche, Piero Manni Editore, 1991, forse più ritmate, più baciate, più filastroccanti, ma non meno efficaci nei suggestivi effetti di accostamenti, assonanze e suoni celebranti l’impotenza del fare e la ragione del dire. Versi rabbiosi, lapidari, in rima terapeutica, ossia di tipo liberatorio, con sfumature di beffa significante. Il registro classico neoaulico preme alle porte di una lingua rievocante secrezioni, dardi, rabbie, sabbie e bave mentre si canta del nulla metabolico:

cè nel nulla metabolico
lincensato dolor diabolico
duna grazia non richiesta
dunempietà manifesta.


Gio FerriLe poesie elettriche si muovono in un’area concettuale invitante alla riflessione costante. Gio Ferri muta perfino la grafia delle parole, concedendosi licenze espressive, martirizzando la lingua come se le sillabe fossero elastiche, pronte a sciogliersi con la recitazione attenta. Il verso così si plasma entro la realtà finzione di una poesia spastica, ossia alterata a guisa d’astioso camaleonte che muta forma per garantire l’effetto di terapia beffarda. Le discariche sfumano gonorroiche misture le sbrendole ruinano gocciolano lordure mentre slinguabili protese si scatarrano in glanduli, si sbavano in sanguini le veneree distese. Così le miserie vengono solfeggiate. Il termine evocante bassezze e sporcizie umane si mescola irriverentemente con vocaboli di raffinata stirpe neoclassica, creando un effetto delirante che trasporta il lettore verso una dimensione di divertente oscenità che non offende comunque il buon gusto ma fa emergere il fascio delle contraddizioni esistenziali.
Così l’olezzare delle chiaviche / si spurga in inni d’amore / come vermicola poesia / quantunque si ispira al cuore / vengono dai letti sfatti / e lunto sciacqui dei piatti / manducano nostalgie / così come il grasso i ratti. Il registro basso si alterna con quello alto, continuamente, in una sorta di altalena riflessiva che eleva e scende, dalle vette dell’amore all’olezzare delle chiaviche, in vermicola poesia. Divertissement tra il serio e il faceto. Così se Ferri canta la libido che par soave e pur spappola di schegge, Guerra esalta la pornovergine Moana, nel delirio poetico del capolavoro di 1 orgasmo al minuto, nell’oscenità di una bambola piena d’azzurro in profezie distruttive dell’utero terrestre.
Vibrazioni poetiche che mescolano altezza e disfacimento attraverso diversi registri linguistici. Ferri teso più alla deformazione di vocali e consonanti, alterate perfino negli spazi, parole, come boomerang, pronte a colpire l’occhio e la fantasia. Guerra leggermente più onirico, aereo, con tinte azzurre miste ad asserzioni di distruzione dell’uomo e dell’idea di Dio. Più politicamente polemico, antireligioso, contro l’acredine preimpostata dell’idea divina.
In entrambi i casi, operazioni letterarie che un lettore attento non dovrebbe trascurare.

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venerdì 25 ottobre 2013

L'ignoranza in pillole di Psico-Pinna


di Maria Antonietta Pinna




Piove. Grigio. Fa caldo. Ho meno soldi di ieri. Mi fa male un piede. Ho litigato con un bradipo sulla metro e non riesco a sentirmi triste. La felicità momentanea non è un fatto ambientale ma due o tre neuroni schioppati.



Due cose riempiono l'animo di sadico disprezzo: la noia e il tonto. Istigazione a delinquere.



A distanza di 15 anni dalla laurea in lettere non mi ricordo più paradigmi e particolarità della prima, della seconda, della terza e via dicendo declinazione. Il senso di tristezza che nasce da questo ribadisce che le cose morte necessitano di attenzione più di quelle vive. Necromanzie grammaticali.



Chi ha paura della propria ignoranza si pianta un chiodo sugli arti che avanzano verso la conoscenza. Paradigma essenziale del Cristo in croce.




Chi non sputtana se stesso non può mettere in difficoltà gli altri. Teoria delle palle quadre.



Fate che l'io superi la casa di Dio. Teoria del perdono e del condono.



E alla fine, dopo aver studiato lingue morte di cui non ricordiamo neppure senso e paradigmi difettivi, dopo secoli di speculazioni e macerazioni intellettuali, dopo inconclusivi teoremi su dio e Padre Pio, rimane solo l'io, l'unica carta a cui ciascuno può aggrapparsi per sopportare il mondo, salvo poi scoprire che se stessi è il quid più difficile da comprendere nel meccanismo implosivo di azione reazione del tavolo da gioco. Teoria dell'alienazione e dell'azzardo.




Non è la morte a fare paura ma il meccanismo attraverso il quale si realizza. Teoria dell’agonia.




Sarebbe brutto dopo il morire vivere ancora. Teoria dell’ossessione.



Non è il trapasso ma sono la lama, la pistola, l'incidente, l'incontro, lo scontro, il morbo, lo scuoiamento, il sangue, le viscere e la carne lesa, l'imprevisto e il riscontro, a dare i brividi. Teoria dei meccanismi dell'horror.


L'intelligenza per la donna può essere una complicazione. Teoria della sorpresa dentro l'uovo.


Mi piace dire di essere povera e ignorante. Chi si vergogna di quello che è si cristallizza nel suo stato. Teoria anti-fossili.



Le persone misteriose dicono sempre la verità.



L'arroganza di dire il vero è un lusso che solo pochi reietti possono permettersi.




Una gallina ha dentro l'uovo ma non riuscirà mai ad entrare intera dentro l'uovo, così come uno scrittore ha dentro la sua creazione ma solo scomponendosi riuscirà ad entrarci dentro da fuori. Teoria dell'autocritica letteraria.

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mercoledì 23 ottobre 2013

Metempsicosi

Di Maria Antonietta Pinna


Hai dentro la metempsicosi

di una stella implodente,

sei strana, una scossa  che

gioca a palla con bolle di niente,

nel concludente sospetto

del giorno che avanza.

E le litanie delle pareti imbottite

non le hai mai capite.

Il tuo vestito di strass è da anni sul letto,

sgusciato dal tuo corpo un tempo perfetto.

I neuroni in vacanza

si aggirano incauti nello spazio

denso della stanza

e hanno piedi enormi.

Ti osservano tre Marie

appese al muro

in prospettive deformi.

Una si è mossa,


ti giuro.

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sabato 19 ottobre 2013

Graziano Cecchini e la Fontana Rossa futurista, compleanno 6



 

*(Dal New York Times al 2013, lezione futurista
agli zombi di wall street, milano borsa, il sole 24 ore...)


Roma 19 10 2013

New Cultural Economy di Graziano Cecchini


In un periodo di incertezze e tensioni economiche la via più sicura è quella che passa dalla storia, quella che tutti i grandi personaggi e le grandi menti del nostro Paese, nei secoli, hanno percorso.
Questa via si chiama Cultura.
Ma non una cultura accademica, chiusa nei musei, una cultura che parla e si integra con il territorio, una cultura che crei un circuito economico che in pochi passi si auto-alimenti e crei, di conseguenza, un circuito economico organizzato.

I punti fondamentali di questo nuovo modo di fare economia e cultura passa da pochi ma ben definiti step:
  1. considerare la cultura in ogni sua espressione, e in ogni sua forma dal punto di vista locale, nazionale, internazionale;
  2. cultura significa risorse economiche e per questo necessita di un vero e proprio piano strategico integrato che preveda obiettivi a breve, medio e lungo termine;
  3. nel XXI secolo cultura è sinonimo di contaminazione. Contaminazione tra diverse discipline artistiche ma anche tra luoghi e opere, tradizione, storia e innovazione, percorsi artistici e di marketing, con un occhio sempre volto alla comunicazione, al target, agli obiettivi;
  4. la valorizzazione della cultura locale e del territorio dovrà poi uscire dai propri confini per passare alla cassa di risonanza dell’estero, attraverso azioni culturali di più ampio respiro dalle quali attingere per manifestazioni successive.

La provvidenziale inestimabile risorsa della cultura si sta facendo largo presso numerose amministrazioni, soprattutto estere.
Un esempio?
Uno tra i più recenti: Marsiglia.
Marsiglia è stata nominata Capitale Europea della Cultura 2013: gli investimenti sono stimati in circa 680 milioni di euro, il budget della locale Camera di Commercio pari a 62 milioni di euro quasi esclusivamente investiti nel campo della cultura.
Le stime della ricaduta economica sono in rapporto 1 a 6 per ogni euro investito.
Marsiglia non è l’esempio più fulgido di ciò che alcune amministrazioni europee e non stanno facendo (vd Berlino, Londra, Istanbul), ma è uno dei casi che rende plausibile la via della cultura come motore preziosissimo per far decollare l’economia, il territorio, il turismo tutti i giorni dell’anno.

Storia, territorio, cultura (locale e nazionale), contaminazione, arte, idee, comunicazione e programmazione: questi gli ingredienti universali per la New Cultural Economy.


«...9-10-2007: 1 10 100000 Fontane Rosse Futuriste. A partire dalla sola Azione Futurista della Fontana di Trevi a Roma, alla velocità del gigabyte - apparso quasi dal 1909 con la macchina del tempo- Graziano Cecchini detto poi RossoTrevi -genialoide mediatico- ha riportato il futurismo in prima pagina su tutti i media, cartacei e dell'etere: "un vandalo" fu definito all'indomani della celebre bella e persino ecologica ... (nessun prodotto nocivo!) performance della Fontana Rossa di Trevi, con i turisti finalmente sorpresi (taluni, bontà loro, pensavano a una originale creativa trovata di Veltroni), stupiti, ammirando finalmente l'immortale Fontana finalmente colorata, rivivificata, sottratta con il blitz futurista, per sempre, alla retorica della Dolce Vita e di Anita Eckberg.
E splendido, rivoluzionario, rivelatore uno dei clip di Cecchini su "You Tube": Bambini giocano, pochi secondi, giocano con la rossa fontana, videati in diretta, un virus fatale per tutti i media analfabeti! Poi... benpensanti e pennivendoli, politici in testa, ignari persino della differenza tra... coloranti innocui e vernice, si sono rimangiati tutto, anche l'ennesimo passatismo antifuturista. Cecchini (o "futurzig" o "futurpalla",inizialmente poi soltanto "RossoTrevi") futurista ha poi replicato con altre corrosive e giocose performance spettacolari; "le palline di Piazza di Spagna", le "modelle nude" a Firenze, nel caffè storico dei futuristi "Giubbe Rosse"- tutt'oggi attivo, acclamato e difeso finalmente da due delle menti più futuristiche d'Italia - Vittorio Sgarbi e quell'altro genio mediatico di Toscani..».....

*da Roby Guerra- Futurismo per la nuova umanità. Dopo Marinetti....(Armando editore, Roma, 2012).





NEW WORK TIMES  INTERVISTA A GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI
ROME, Oct. 23 — One day a vandal, the next an artist. That is the story of the baseball-capped culprit who dumped a bottle of dye into the famed Trevi Fountain here on Friday, turning the waters blood-red for a day.


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Maurizio Brambatti/European Pressphoto Agency

Rome's Trevi Fountain was dyed red last Friday by a man who later said he was protesting the amount of money the city was spending on a film festival, complete with a red carpet.
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Massimo Percossi/European Pressphoto Agency
Graziano Cecchini, asked if he dyed the fountain, said, “Who knows?” but added, “If it had been me, wink wink ... ”
As soon as it was clear that the 18th-century Baroque fountain had not been seriously damaged, intellectuals and art critics began reconsidering the gesture as something nearing genius.
“Once the indignation had died down, we rediscovered the Fountain of Trevi,” said Roberto D’Agostino, an Italian blogger. “It’s a resurrection of Andy Warhol, the act of highlighting an object of mass consumption.”
A box found near the fountain held leaflets signed “Ftm Futurist Action 2007,” a reference to Futurism, the early 20th-century art movement that advocated a violent break with the past. The fliers said that the act was, in part, a protest of the cost of the Rome Film Fest, which runs until Saturday, and that the color referred to the event’s red carpet. 
It is a lackluster festival, said a media critic, Gianluca Nicoletti, “with no depth, no color.”
“The real splash was the one made at a fountain,” he said. 
Calling the dyeing a “dramatic representation of the decline of the country,” Mr. Nicoletti said, “it was a marvelous event” that put Rome in the spotlight “at practically zero cost.”
Initial reactions were of outrage and concern, and underlined how exposedItaly’s precious monuments are. Over the years, vandals have damaged dozens of statues, including the Pietà by Michelangelo in the Vatican. A 1993 bombing aimed at the Uffizi Gallery in Florence that killed five was attributed to the Mafia.
Anita Ekberg, who took a swim in the fountain for Fellini’s 1960 classic, “La Dolce Vita,” fumed in newspapers that dyeing it was “an offense to Rome’s culture.”
Photographs by tourists and a video captured a man, baseball cap pulled low, flinging the dye and hurrying off. News reports have identified him as Graziano Cecchini, a 54-year-old artist. 
In a telephone interview on Tuesday, he was asked if he was the man in the photographs. “Who knows?” he answered. 
“If it had been me, wink wink, I’d say that this had been a media-savvy operation in the face of a very gray society,” he said. 
He said he had taken refuge in an undisclosed location with the photographer Oliviero Toscani, known for his bold, iconoclastic work for Benetton clothing. 
“We see the same thing,” he said, citing a comment by Mr. Toscani about the fountain’s new color in the newspaper Corriere della Sera, “Rome that’s still menstruating, Rome that has not entered menopause yet, can still have children, is still fertile.”



*cover Graziano Cecchini


*COVER GRAZIANO CECCHINI



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giovedì 17 ottobre 2013

Ho pupille

 Di Maria Antonietta Pinna



Ho pupille aguzze

dentro la punta di ogni unghia,

ho lime in ogni dente

che rodono la coscienza di essere nato

perdente,

e lucidi brillanti al posto dei piedi

che vedono sentieri di psiche

acerba travagliata,

e ho mani come rughe arcaiche

pronte a carpire

imprese aramaiche

dentro solstizi invernali

in crinali abissali di traslucido

impeto.

Ho forze nascoste, mai corrose,

semi d’imprese favolose

in altri mondi fantasmatici

e una corte

di piccoli eroi paradigmatici

sì e no flessi verso arcobaleni

di piani ultraterreni.

Sono uno scrittore in erba,

ma forse quella roba era un po’


troppo forte.

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mercoledì 16 ottobre 2013

Futurismo 2.0? i libri dopo Marinetti



*fonte originale www.cinquew.it

Tanti Futurismi contemporanei....i libri dopo Marinetti
ROMA - Futurismo 2.0? Ecco i libri dopo Marinetti. Archiviato il centenario del futurismo del 2009 come un grande e semplice omaggio storico a quella che fu forse la più grande avanguardia italiana? Forse per la critica d'arte convenzionale o per gli esperti del secondo novecento. A quanto pare dal 2000 a oggi, al contrario, effetto anche dell'avvento di massa del web, pronipoti di Marinetti segnalano ormai un patrimonio di iniziative, convegni e pubblicazioni confermate anche da Wikipedia con tanto di futuristi contemporanei evidenziati. Oppure case editrici ben note o specializzate e underground... e non solo Graziano Cecchini e la fontana rossa colorata di Trevi dell'ottobre 2007, in certo modo detonatrice (evento in Italia sottovalutato, ma non dal New York Times e all'estero). A quanto pare il ritorno 2.0 del futurista trova in prima linea, poeti sorprendenti e accademici atipici universitari o delle Belle Arti, diversi nell'area di Roma Capitale. Un centenario minore, ma segnalato persino-da Rai2- a Ferrara, nel 2009 persino riunì quasi tutti i nuovi promotori, a cura di Roby Guerra, autore del libro sul piano almeno pubblicistico più rilevante per i tipi di Armando Editore (nota da 50 anni per libri di testo per le scienze umane e sociali, Popper, McLuhan, Bion, tra gli autori lanciati in Italia di gran fama): ovvero, Futurismo per la Nuova Umanità... 2012), presentato esplicitamente così: "La storia del futurismo dopo Marinetti". In quel convegno e video set, parteciparono anche gli stessi Riccardo Campa, Stefano Vaj (oltre a Cecchini e gli stessi via video Antonio Fiore Ufagrà e il gruppo Netfuturismo): ebbene quest'ultimi già nello stesso anno pubblicarono (inclusi gli stessi Guerra e Cecchini) il volume collettivo Divenire 3 futurismo, Sestante ediz. (editing anche per l'università di Bergamo) forse la prima ricognizione postMarinetti a più voci e persino di carattere sociologico e postumano; Campa e Vaj, rispettivamente mantovano-sociologo della scienza nella prestigiosa Jagellonica in quel di Cracovia in Polonia, e – Vaj-milanese, filosofo e avvocato, all'epoca a Padova per Diritto e Tecnologia. Nonché promotori in Italia di un movimento culturale internazionale emergente cosiddetto Transmanista, nato nei paesi anglosassoni, tra filosofia e scienza radicali, prossimo a certo futurismo e-o futurologia scientifica. Gli stessi scrittori cyberpunk celebri Bruce Sterling e William Gibson, lo stesso Robert J. Sawyer (noto per la trilogia su Webmind, l'AI senziente emergente da Internet secondo alcune previsioni molto discusse) e pare anche Dan Brown, quello del Codice Da Vinci! Lo stesso Campa nel 2013, poi ha edito Trattato di Filosofia Futurista, per l'editing controculturale Avanguardia 21 curato anche dallo stesso netfuturista Antonio Saccoccio e in cui gravita anche Vitaldo Conte, critico d'arte e performer poeta, entrambi area Roma, docente Belle Arti Roma il secondo e area Univ. Tor Vergata, Saccoccio. Sempre A21 ha inoltre edito, infatti, Manifesti Netfuturisti di Saccoccio e altri e di Conte, il fondamentale per l'arte sperimentale tra fine novecento e inizio 2000 ... Pulsional Gender Art, definito dalla critica stessa, Futurdada con espliciti rimandi alla nuova stagione contemporanea del futurismo. La pubblicistica segnala anche certa ala urfuturista cosiddetta- con Al di là della Destra e della Sinistra (La Carmelina – Ferrara-Roma) del movimento romano Nuova Oggettività.
Squisitamente filosofico a cura del poeta-filosofo Sandro Giovanni, dello stesso Vaj e altri (tra essi lo stesso G. Sessa, già Univ. La Sapienza). Con circa 30 autori noti o emergenti, ad esempio il net artista Daco, la poetessa M.A. Pinna, il filosofo Fabio Scorza, il critico performer Marcello Francolini, il poeta Riccardo Roversi. Infine proprio nel 2013, due convegni significativi: uno in Sardegna a cura della Biblioteca Gramsciana presso Oristano, con Cecchini e Guerra (dove si è promosso un inedito futurismo di sinistra..) e a Roma "Eredità e Attualità del Futurismo" a c. dello stesso Saccoccio (con tutti i futuristi contemporanei presenti, come relatori o video makers) e dello stesso giovane critico d'arte -G. Carpi-contemporanea, già, sempre nel 2013 a Perugia (con M. Duranti) per la mostra "Dal neofuturismo agrà alla Cosmopittura" (e relativo catalogo edito da Gangemi) di Antonio Fiore Ufagrà, l'ultimo futurista pre 2.0 secondo la critica accreditata (anche per un certo Vittorio Sgarbi che lo volle alla sua Biennale tempo fa).      

Brevemente, forse gli ultimi epigoni creativi , il tempo lo decreterà o meno, ma certamente un memo contemporaneo stimolante e suggestivo, concreto, per riaffermare l'autentica cultura italiana oltre certo nichilismo liquido, per dirla con Baumann, per rilanciare, in tempi di crisi purtroppo generali, il senso decisivo del futuro perduto.


Info:

it.wikipedia.org/wiki/Roby_Guerra
http://nuovaoggettivit.blogspot.com
futurismoroma2013.blogspot.it      
it.wikipedia.org/wiki/Graziano_Cecchini
www.transumanisti.it





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Madonna, Lady Gaga, Katy, Rihanna, Paris, Britney , Miley..: trans art pop



 
 
Nel 2011 per Avanguardia 21, uscì Pulsional Gender Art, ricognizione unica o almeno rara sull'arte estrema secondo novecento e primo duemila, in ottiche non semplicemente liquide o fenomenologiche, ma dionisiache:

ebbene, Conte zoomava e “codificava” sia quella che chiamò Trans Art, sia in merito certo trend nascente cosiddetto Porno Art (ma porno dal greco mitico o presocratico) inferito da certa cifra che caratterizzò e caratterizza diversa postavanguardia, post body art, neosituazionista, futurdada, net artistica eccetera.

Ebbene, come spesso capita nelle migliori esplorazioni teoretiche e esplorative, certo panorama pop attuale invero almeno inaugurato da Madonna (ma già Donna Summer) , fa di Conte e quel volume una anticipazione clamorosa... Ovviamente il confine con il trash e il puramente commercial è a dir poco una spada di Damocle, ma non dimentichiamo due almeno confutazioni storiche mediatiche, ormai che bisbigliano almeno principi di precauzione in eventuali nasi accademici...o puristi.

  1. Il mai senile vecchio volume (1959) di un certo Edgar Morin, l'Industria Culturale e i media pre-elettronici nascenti come una sorta di dowload ante litteram o traduzione sempre della Tradizione, anche già moderna...
  2. Oggi le pubblicità vituperate del primo novecento (senza scomodare un certo Depero e poi Andy Warhol) sono considerate opere d'arte e fanno la fila musei e art directors ...per esporle!
E non è un forse un battello ebbro 2.0 dionisiaco che a partire da Lady Gaga, le varie Rihanna, Miley Circus, Katy Perry, anche Kesha, Paris Hilton, Britney Spears, Niki Belucci, ecc.   hanno già innestato nella musica pop contemporanea: tecnobaccanti esaltate (al di là del sound più o meno superorecchiabile) dalla dimensione video, art video certamente dissacrante e hi tech quasi google sexy glass e cybersex (o love), sempre più hot, desideranti e ormai pornosoft, vale a dire l'estremo di cui parla Vitaldo Conte, in versione diversamente famigliare... nel villaggio globale …

Lady Gaga parla esplicitamente di Art Pop: sembra ormai, alla luce anche di contaminazioni collaterali vuoi con Armani vuoi con una certa Marina Abramhovic, una robot girl... Kate Perry, in Roar - una Jane 2.0 in un ecofuturismo che fa piazza e giungla..pulita di tanta bassa retorica veteroluddista; Rihanna e l'ex Paperina Disneyana Miluy Circus, quasi mixano blues e cartoons virtuali in inni all'amplesso libero degni dei manifesti sull'amore libero di Marinetti e Valentine de Saint Point. Persino le più commercial Britney Spears e Paris Hilton, diversamente miliardarie, nei clip hit 2013, inneggiano alla nuova era dell'electric machine e -controcorrente al default di Wall Street- ai futuri tempi felici! La Spears quasi satireggia la retorica del deserto ispiratore di ogni misticismo. Paris, nel clip con un rapper “venduto” più multietnica delle visioni della Boldrini.

Si sa , in Italia, i sociologi già svanverano di reificazione dell'amore e della sensualità: invece è il giusto riflesso neopagano (senza Pantheon superfluo) che anticipa il vero Nuovo Realismo sociale, oltre le illusioni dell'utopia o della Teocrazia minimale sempre incombente...

Ben venga la pornomusic, o trans art pop: per una società edonistica 2.0. come unico miraggio possibile umano, siamo ancora ominidi non solo angeli sulla Terra (nell'homo sapiens migliore), antivirus misconosciuto al cosiddetto bene o male, finalmente relativizzato, quando il relativismo non è mero nichilismo, ma genera, piaccia o meno, quella superficie profonda e neopopolare destinata comunque al piacere e la bellezza....


*RobyGuerra
 
INFO
 
www.avanguardiaa21.it   pulsional gender art V. Conte



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Il figlio preferito

Maria Antonietta Pinna




Il figlio preferito di mia madre

è sempre stato quello ben condito

di attenzioni in zuppa immaginifica,

di premurose confezioni miele e baci,

venerato come un dio,

bello, caro, mi piaci,

amore.

E si dice che io invece sia nato

in un angolo dimenticato del cuore,

come un fuoco sottoterra

pronto ad esplodere in guerra,

una cicatrice magnifica

di non senso estremo.

A volte anche ci penso

mentre mi remo dentro


e tremo.

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Mio padre


 Maria Antonietta Pinna


Mio padre è una spugna

che assorbe i vini di generazioni,

ha mani come pale

e gli occhi lugubri

di chi non vuol pensare,

ha unghie senza cuore

pulite di immacolato grigiore,

ha pupille con canzoni di lamette,

e spunta confuso

mentre vede l’astruso

in ogni cosa che faccio

o che dico.

Mio padre è di ghiaccio,

guarda solo la punta

delle mie scarpe strette

e vorrebbe farmi a fette.




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